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Entro il 2035 la Francia spegnerà 14 reattori nucleari

Emmanuel Macron ha presentato martedì la strategia energetica del paese per i prossimi vent’anni.

centrale nucleare di fessenheim con in primo piano il Reno
I due reattori della centrale di Fessenheim, in Alsazia, saranno i primi ad essere spenti. Keystone

La quota dell’energia nucleare nella produzione di elettricità in Francia, che attualmente è del 70%, sarà ridotta al 50% nel 2035. “Concretamente – ha dichiarato Macron – 14 reattori di 900 megawatt saranno disattivati. Si inizierà nell’estate del 2020 con lo spegnimento definitivo dei due reattori di Fessenheim”.

Questa centrale – che si trova in Alsazia – è in servizio dal 1978 ed è la più vecchia in attività in Francia. Da anni è oggetto di forti contestazioni, in particolare in Germania e in Svizzera. Si trova infatti ad appena 35 chilometri da Basilea. Nel 2007 uno studio effettuato su incarico dei cantoni di Basilea e del Giura era giunto alla conclusione che i rischi sismici (la centrale sorge su una faglia sismica) erano stati sottovalutati.

Ad eccezione di Fessenheim, non è ancora chiaro quali saranno gli altri reattori che verranno spenti. Spetterà alla società Electricité de France (Edf) stilare la lista precisa. Tra di essi vi dovrebbe essere anche il reattore di Bugey, tra Lione e Ginevra.

La via scelta da Macron è stata una via mediana, tra quelle auspicate dal Ministero dell’ecologia e dal Ministero delle finanze e dell’economia.

Il presidente francese ha inoltre annunciato che nell’immediato, almeno fino al 2021, non verrà decisa nessuna nuova costruzione di reattori.

Il sostegno allo sviluppo delle energie rinnovabili passerà dai cinque miliardi di euro annui attuali a sette-otto miliardi, ha inoltre precisato Macron. In particolare, si prevede di triplicare il parco eolico e di moltiplicare per cinque la produzione del fotovoltaico entro il 2030.

“Fine del mondo” e “fine del mese”

Di fronte alla protesta dei ‘gilet gialli’, scoppiata in seguito al ‘caro benzina’, Macron ha cercato di aprire il dialogo, annunciando che la fiscalità sui carburanti sarà adattata alle fluttuazioni dei prezzi, al fine di limitare l’impatto sui francesi che usano spesso l’automobile. Gli aumenti previsti per il primo gennaio 2019 non saranno tuttavia sospesi.

“La transizione ecologica non deve accentuare le ineguaglianze tra i territori e rendere ancora più difficile la situazione dei nostri concittadini che abitano nelle zone rurali e periurbane”, ha dichiarato l’inquilino dell’Eliseo. “Tra fine del mondo e fine del mese, dovremo occuparci dei due problemi”, ha aggiunto.

Gli annunci del presidente francese non hanno però smorzato le polemiche. Con le sue dichiarazioni, “Emmanuel Macron ha appena decretato che il movimento proseguirà e si intensificherà”, ha affermato Jacqueline Mouraud, una delle portavoci dei ‘gilet gialli’.

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