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È tutto bio quello che compriamo con il marchio “bio”?

Vedura bio in vendita al mercato
© Keystone / Martial Trezzini

Quanto è davvero “bio” quello che compriamo con il marchio Bio? Si può coltivare in modo biologico restando a stretto contatto con coltivazioni che fanno largo uso di sostanze chimiche di sintesi? Domande che "Patti Chiari", trasmissione per i consumatori della RSI, ha cercarto di dare una risposta. 

Insomma, il settore biologico è un’isola felice oppure rischia di essere contaminato dalle aziende che coltivano in modo tradizionale e che dunque utilizzano regolarmente prodotti chimici dannosi per gli insetti e per l’ambiente? Per rispondere a questa domanda, Patti chiari ha fatto la spesa. Questa volta non nei negozi, ma direttamente nei campi dei produttori biologici in Ticino. E lo ha fatto prendendo spunto da una ricerca dell’Università di Neuchâtel, pubblicata la scorsa primavera e condotta sull’Altipiano Svizzero. 

Risultati sconcertanti

Una ricerca che ha portato a dei risultati sconcertanti: oltre il 90% dei campi biologici svizzeri presenta residui di pesticidi di sintesi. Sì, avete capito bene: biologico, ma con tracce di insetticidi. Casi isolati? No, assolutamente no. I residui sono stati trovati in 9 aziende su 10! Nel mirino dei ricercatori c’erano le sostanze della classe dei neonicotinoidi, insetticidi particolarmente nefasti per gli impollinatori, come le api. Tre di questi pesticidi sono stati vietati prima in Europa e poi, dallo scorso primo gennaio, anche in Svizzera. 

Ma il problema è che si tratta di molecole che impiegano decenni per scomparire dal nostro ambiente. La ricerca neocastellana non ha però toccato il Ticino. A questo ci ha pensato Patti chiari. Sei le aziende coinvolte. Tutte dedite alla produzione biologica. Abbiamo esaminato zucchine, finocchi, cipollotti, soja e mais e campioni di terra. Con queste analisi abbiamo cercato di andare oltre lo studio universitario, chiedendo ad un laboratorio specializzato di non rintracciare soltanto i neonicotinoidi, ma anche decine e decine di altre sostanze chimiche, utilizzate regolarmente nell’agricoltura tradizionale. Dai pesticidi ai fungicidi fino a diserbanti. Tutte sostanze che in quei campi non dovrebbero esserci. 

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Una questione delicata, quella dell’uso dei pesticidi di sintesi. Il mondo agricolo ha i nervi tesi. A livello federale, infatti, si dovrà presto votare su un’iniziativa che chiede di vietarli completamente. Intanto una ventina di sostanze sono già state bandite dall’Ufficio federale dell’agricoltura.Ma nel frattempo, oltre al dibattito, restano le domande: quanto è bio quello che compriamo con il marchio Bio? Ma soprattutto, si può davvero coltivare in modo biologico restando a stretto contatto con coltivazioni che fanno largo uso di sostanze chimiche di sintesi?A Patti chiari, un’inchiesta, è proprio il caso di dirlo, sul terreno, anzi dentro la terra stessa che ogni giorno ci fornisce le verdure che serviamo a tavola. Ma quanto risulteranno contaminati i terreni biologici della nostra regione? Più o meno del 90% di quelli della Svizzera d’oltre San Gottardo?

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