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Parlamento svizzero, quando gli animi si scaldano

Mercoledì alla Camera bassa del Parlamento elvetico si è assistito a una scena fuori dalla norma, perlomeno tra le mura di Palazzo federale. Il dibattito sull'iniziativa "Il diritto svizzero anziché i giudici stranieri" è sfociato un battibecco. E benché il tema sia molto sentito, il responso della Camera appare scontato. 

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In esame alla Camera bassa era l’iniziativa dell’Unione democratica di centro (Udc, destra conservatrice) denominata “Il diritto svizzero anziché i giudici stranieri”, che in sostanza chiede la superiorità del diritto elvetico rispetto a quello internazionale. 

È uno dei temi più cari all’Udc, i cui rappresentanti in Parlamento mercoledì hanno iniziato a porre sistematicamente domande agli oratori. Quando alcuni di questi si sono rifiutati di rispondere, il tutto è sfociato in un battibecco che il presidente ha dovuto sedare, rammentando ai presenti il codice di comportamento che i deputati sono tenuti a rispettare. 

DOminique de Buman discute con i deputati
“Adesso basta”. Il presidente della Camera Dominique de Buman ha faticato a ripristinare l’ordine. Keystone

Giudici e buoi dei paesi tuoi?

Depositata il 12 agosto 2016, la proposta dell’Udc vuole sancire il primato del diritto costituzionale elvetico su quello internazionale e obbligare le autorità ad adeguare i trattati internazionali che contraddicono la Costituzione e a denunciarli, se necessario.

Per approfondire:

+Dieci domande sull’iniziativa per l’autodeterminazione

+Diritto nazionale prima di quello internazionale? Altri Paesi lo fanno da tempo

Sono stati ben 84 gli oratori che hanno chiesto di prendere la parola. Bisognerà attendere dunque almeno fino alla prossima settimana per avere la decisione della Camera. 

Decisione che tuttavia appare scontata. Tutti i gruppi parlamentari (tranne ovviamente l’Udc), raccomandano infatti di respingere il testo che, a loro parere, mette in pericolo il benessere e la stabilità della Svizzera. Con ogni probabilità l’iniziativa sarà sottoposta al parere del popolo senza che venga proposta un’alternativa.

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