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Da Losanna una radioterapia rivoluzionaria contro il cancro

Tutti i protagonisti alla presentazione del nuovo promettente progetto.
Tutti i protagonisti alla presentazione del nuovo promettente progetto che è stato possibile grazie al finanziamento preventivo delle fondazioni ISREC e Biltema, attraverso una "donazione esclusiva" di 25,8 milioni di franchi. © Keystone / Jean-christophe Bott

Entro due anni sarà operativo all'Ospedale universitario di Losanna una nuova macchina per la radioterapia definita rivoluzionaria. Si basa sulla nuova tecnologia "flash" che dovrebbe consentire di trattare meglio i tumori resistenti ai trattamenti convenzionali.

Il nuovo apparecchio di radioterapia, definito rivoluzionario, sarà sviluppato in maniera congiunta dall’Ospedale universitario (CHUV), dall’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) e dalla società di tecnologia medica THERIQ.

Si tratta di un evento di grande rilievo, ha dichiarato venerdì alla stampa e a una cinquantina di invitati il direttore del CHUV, Philippe Eckert. Grazie a questa collaborazione tra pubblico e privato, l’innovazione si esprime “in modo brillante”, ha aggiunto.

La radioterapia consiste nel colpire il tumore con raggi carichi di energia. Le cellule tumorali si dividono in modo rapido e incontrollato. Esse sono sensibili a una radioterapia, che inibisce la divisione cellulare e le condanna a morte. Questo sistema consente di impedire o rallentare la crescita di un tumore.

La nuova tecnologia, nota come “Flash”, dovrebbe consentire di trattare meglio i tumori resistenti ai trattamenti convenzionali. Anche gli effetti collaterali saranno ridotti. “L’irradiazione rapida, limitata a pochi millisecondi, permette di risparmiare i tessuti sani mentre attacca il tumore”, ha spiegato Jean Bourhis, responsabile del reparto di radio-oncologia del CHUV.

Mike Lamont, del CERN, ha da parte sua accolto con favore l’opportunità per il suo laboratorio di condividere le proprie conoscenze. “Ci sforziamo di trovare applicazioni per la nostra ricerca al di fuori del campo della fisica delle particelle, a beneficio della società in generale”, ha sottolineato.

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Il dispositivo, basato sulla tecnologia del CERN e prodotto da THERYQ, sarà installato al CHUV, dove verrà costruito uno speciale “bunker” per ospitarlo. Dovrebbe essere operativo entro due anni, mentre i primi test clinici sono previsti per il 2025. Il lancio è stato possibile grazie al finanziamento preventivo delle fondazioni ISREC e Biltema, attraverso una “donazione esclusiva” di 25,8 milioni di franchi.

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