La televisione svizzera per l’Italia

L’insidia dei cianobatteri nel Lago di Neuchâtel

Riva lacustre con transenne e nastro di polizia; una persona guarda verso una chiatta
Per alcuni giorni, un paio di chilometri di costa sono stati sbarrati al pubblico. Keystone / Peter Klaunzer

La balneazione è tornata ad essere possibile in settimana nel lago di Neuchâtel, dopo che la morte di sei cani in 24 ore aveva rivelato la presenza di cianobatteri e le autorità avevano dovuto vietare di fare il bagno in un tratto di costa di grossomodo due chilometri. Ma intanto ci si chiede se il riscaldamento climatico non creerà in futuro le condizioni ideali per far proliferare quelle che un tempo si chiamavano alghe azzurre.

La presenza di cianobatteri è stata confermata, ma i risultati delle analisi hanno dato valori negativi circa la presenza di tossine. Il vento e la pioggia hanno rimescolato le acque del lago e i cianobatteri visibili in superficie sono praticamente scomparsi, hanno comunicato mercoledì le autorità dei tre cantoni su cui si affaccia il lago (Neuchâtel, Vaud e Friburgo).

Alla popolazione è comunque richiesta prudenza. Benché i rischi per la salute umana siano limitati, in caso di ondate di caldo i cianobatteri possono ancora proliferare e i bambini devono evitare di bere l’acqua del lago o mettere in bocca i ciottoli delle spiagge. L’attenzione va estesa ai piccoli animali domestici.

I sei cani avevano nuotato in acque molto contaminate. Ma un fenomeno simile non si era mai visto prima, hanno spiegato le autorità a fine luglio.

Contenuto esterno

Al centro della mappa, il tratto di riva chiusa tra venerdì e mercoledì.

I cianobatteri si sviluppano in acque piuttosto stagnanti, con colonie a forma di massa gelatinosa o filamenti che galleggiano. La loro crescita è favorita dalle alte temperature. È l’ingestione che provoca l’intossicazione. Numerose specie sono capaci di produrre tossine che agiscono a livello nervoso ed epatico e possono essere esiziali anche per l’uomo se in acqua vi sono concentrazioni molto alte.

Venerdì, le autorità di Neuchâtel avevano vietato la balneazione nel tratto di lago tra la foce dell’Areuse e Colombier, poco a ovest del capoluogo cantonale, e sconsigliato di fare il bagno in tutte le altre spiagge.

La presenza dei cianobatteri è nota anche nei laghi di Zurigo, Greifen (Zurigo) e Baldegg (Lucerna), ma il fenomeno di solito non presenta più inconvenienti dopo il passaggio di temporali e piogge.

Ci si pone però una domanda per il futuro, considerato che il motivo del picco nella produzione di tossine della settimana scorsa non è noto: il riscaldamento climatico favorirà il proliferare di cianobatteri e incidenti come l’avvelenamento dei sei cani? Purtroppo, un antidoto non è disponibile e la morte dei quadrupedi interviene rapidamente, ha spiegato venerdì la veterinaria cantonale Corinne Bourquin.

Contenuto esterno

Nel servizio RSI, le intervista al chimico cantonale neocastellano Yann Berger.  
 

Contenuto esterno
Non è stato possibile registrare l'abbonamento. Si prega di riprovare.
Hai quasi finito… Dobbiamo verificare il tuo indirizzo e-mail. Per completare la sottoscrizione, apri il link indicato nell'e-mail che ti è appena stata inviata.
I più letti della settimana

Un mosaico di notizie selezionato in maniera automatica in base a quelle che più hanno suscitato l’interesse dei lettori nel corso della settimana precedente.

Settimanale

La dichiarazione della SRG sulla protezione dei dati fornisce ulteriori informazioni sul trattamento dei dati.


In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR