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Lugano, la presunta terrorista già indagata nel 2017 dalla FedPol

Il grande magazzino in cui è avvenuto il presunto atto terroristico a Lugano
Il grande magazzino in cui la presunta terrorista 28enne ha aggredito due persone a Lugano Keystone / Pablo Gianinazzi

Emergono nuovi dettagli sulla donna che martedì intorno alle 14 ha aggredito due persone all'interno di un grande magazzino in centro a Lugano, ferendone una in modo grave con un coltello.

L’Ufficio della polizia federale (FedPol), che ha disposto l’apertura di un fascicolo istruttorio, ha infatti reso noto in serata su Twitter che l’autrice del delitto compare in un’inchiesta per terrorismo condotta dagli inquirenti federali nel 2017 su infiltrazioni e collegamenti interni con il jihadismo internazionale, in particolare con lo Stato Islamico (Isis). 

In proposito gli inquirenti federali hanno precisato che l’indagata voleva recarsi in Siria nel 2017 da un jihadista, ma è stata trattenuta al confine turco-siriano. I dettagli comunicati dalla FedPol su TwitterCollegamento esterno:

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E la stessa sospetta estremista era nota alla polizia ticinese, che la teneva sotto osservazione, anche se finora non aveva creato problemi e il suo nome figura nei database delle agenzie di informazione di diversi paesi europei.

Secondo quanto riporta la stampa locale si tratterebbe di una 28enne svizzera, figlia di un cittadino naturalizzato di origine italiana, residente in un comune del Luganese e sposata con un iracheno, anche se attualmente viveva da sola.

Il servizio del TG:

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La presunta terrorista si sarebbe radicalizzata dopo la conversione all’Islam e negli scorsi anni avrebbe fatto perdere le sue tracce per un certo periodo.

L’inchiesta che è stata aperta dalla FedPol dovrà accertare eventuali collegamenti con fatti analoghi avvenuti recentemente, come l’accoltellamento mortale per strada di un cittadino portoghese di 29 anni lo scorso 12 settembre a Morges, nel Canton Vaud, o l’arresto di due uomini di 18 e 24 anni a Winterthur (Zurigo) a inizio mese per i loro presunti legami con il terrorista macedone che lo scorso 2 novembre ha ucciso 4 persone e ne ha ferite altre 22 a Vienna.

L’analisi dell’esperto di terrorismo Jean Paul Rouiller:

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Ma non sono esclusi connessioni, su cui saranno effettuati i dovuti approfondimenti, con la cellula smantellata nel 2016 e attiva tra Ticino e Lombardia, che aveva come figure di riferimento Umit Y, il reclutatore dello Stato Islamico finito nell’inchiesta ticinese Argo 1, e Abderrahim Moutaharrik, il kickboxer residente nel Comasco che si allenava in una palestra a Canobbio, nel Luganese.

L’indagine dovrà poi accertare l’eventuale premeditazione, alla luce della circostanza che l’aggressione sarebbe stata eseguita dalla 28enne con un coltello preso direttamente in negozio, prima di venire immobilizzata da due clienti e successivamente arrestata dalle forze dell’ordine.

tvsvizzera/spal

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