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Nuove sanzioni svizzere contro la Russia e i suoi oligarchi

Duranta una manifestazzione a Berna una donna mostra un cartello con i colori dell Ucraina con scritto Pace.
Quanto alla efficacia delle sanzioni, stando al consigliere federale le restrizioni hanno effetti pesanti sulla Russia, ma è ancora troppo presto dire adesso se potranno sfociare in una fine delle ostilità. © Keystone / Anthony Anex

Come in precedenza, la Svizzera segue l'Ue e si adegua al quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia. Lo ha deciso  il Consiglio federale, che ha anche emesso restrizioni di viaggio e sanzioni finanziarie contro oltre 200 persone, tra cui figurano le due figlie del presidente Vladimir Putin.

Nel caso delle persone sanzionate, ha dichiarato davanti ai media il consigliere federale Guy Parmelin, abbiamo deciso di sanzionare 217 soggetti – soprattutto parlamentari e diversi membri degli esecutivi delle autoproclamate repubbliche di Donetks e Lugansk, e 18 organizzazioni, cui si aggiungono alcuni gruppi di oligarchi e i loro famigliari.

Questo ulteriore pacchetto di sanzioni è stato deciso a causa del perdurare della guerra e di chiari indizi di atrocità commesse dalle truppe russe a Bucha (località non lontana dalla capitale dell’Ucraina, Kiev, n.d.r), ha aggiunto il ministro dell’economia.

Il quinto pacchetto che include anche provvedimenti contro la Bielorussia, ha precisato il consigliere federale incaricato di applicare le restrizioni, è entrato in vigore mercoledì alle 18. Concerne l’importazione di beni come il carbone, ma anche legno, cemento, frutti di mare, vodka; tali beni rappresentano un’importante fonte di entrate per lo Stato russo, cui si aggiunge il divieto di esportare cherosene e altri beni che potrebbero rafforzare le capacità produttive di Mosca, come robot industriali e alcuni prodotti chimici. (Qui tutte le sanzioni imposte dalla Svizzera contro la RussiaCollegamento esterno e le domande e risposte sulle sanzioniCollegamento esterno.)

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Ripercussioni per la Svizzera

In merito alle ripercussioni sull’economia svizzera di questo ulteriore pacchetto di sanzioni, il “ministro” si è voluto rassicurante, anche se ha ammesso che, a livello di beni industriali – come pompe per il vuoto, compressori e macchinari elettrici -, le restrizioni potrebbero causare grattacapi ad alcuni rami economici.

Circa gli altri divieti, come il carbone (soprattutto carbon fossile ha precisato Parmelin), le somme in gioco sono trascurabili (4-6,5 milioni di franchi). Ciò vale anche per gli appalti pubblici, ha aggiunto. Anche le restrizioni all’importazione di fertilizzanti non dovrebbe causare eccessivi problemi.

Parmelin ha poi fatto notare che la Svizzera decide le sanzioni e le applica, non accontentandosi di fare annunci non seguiti da atti concreti, come capita anche in alcuni Stati Ue. Ciò che è importante, secondo Parmelin, è evitare che la Svizzera venga utilizzata per aggirare le sanzioni. Quanto alla loro efficacia, stando al consigliere federale le restrizioni hanno effetti pesanti sulla Russia, ma è ancora troppo presto dire adesso se potranno sfociare in una fine delle ostilità.
 

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