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La Svizzera esce dalla ‘situazione straordinaria’

Un uomo in abito formale, visto su uno schermo sulla parete vuota di una grande sala, parla a un microfono
Il "ministro" Ignazio Cassis in un'intervento alla sessione estiva delle Camere federali, che si è tenuta in una struttura fieristica per poter garantire il distanziamento sociale. Keystone / Anthony Anex

Venerdì, la Svizzera uscirà dalla 'situazione straordinaria' e abbandonerà così il diritto d'urgenza a livello federale, che ha condizionato i mesi segnati dall'epidemia di Covid-19.

Anche diversi cantoni hanno nel frattempo annunciato la fine del regime straordinario, che a Zurigo e Svitto è fissata per lo stesso venerdì, 19 giugno. Berna aspetterà invece il 26.

A livello cantonale, ciò comporta la fine delle attività delle unità di crisi istituite a metà marzo e il ritorno della gestione sanitaria alle strutture amministrative ordinarie. I cantoni restano ovviamente pronti a riattivare i cosiddetti Organi di condotta: in caso di una seconda ondata di contagi da coronavirus, starà ora alle autorità cantonali adottare i provvedimenti adeguati.

Tempo di bilanci

Alla vigilia dell’importante passaggio, il TG della Radiotelevisione svizzera RSI ha intervistato il consigliere federale Ignazio Cassis, il quale difende le misure adottate dal governo in questi mesi.

Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri si pronuncia inoltre su come si cercherà di evitare una nuova ondata, la gestione delle frontiere, il coordinamento con i Paesi vicini e le conseguenze nei rapporti tra l’UE e i Paesi AELS.

Non manca un invito alla prudenza per chi deciderà di trascorrere le vacanze all’estero.



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