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Svizzere in pensione un anno più tardi

Primo piano di una scrivania sulla quale un operaia assembla un piccolo dispositivo elettronico; ambiente industriale
Lavoratrici in una manifattura zurighese di dispositivi elettronici [immagine d'archivio]. © Keystone / Gaetan Bally

Donne in pensione a 65 anni come gli uomini anziché a 64 e aumento dell'IVA fino a 0,7 punti percentuali: sono le principali misure presentate mercoledì dal Consiglio federale e incluse nel progetto di stabilizzazione AVS 21, con il quale il governo intende risanare le casse dell'dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti.

L’AVS è il cosiddetto primo pilastro della previdenza in Svizzera, la componente pubblica e solidale [prevede cioè un massimo di rendita a prescindere dai contributi pagati, mentre il secondo pilastro funziona secondo un principio di capitalizzazione, cfr: Previdenza in Svizzera – Il sistema dei tre pilastri].

L’obiettivo del progetto AVS 21Collegamento esterno, illustrato alla stampaCollegamento esterno dal consigliere federale Alain Berset, responsabile del Dipartimento federale dell’Interno DFI, è di mantenere il livello delle rendite garantendo l’equilibrio finanziario dell’AVS fino al 2030, nonché di rendere più flessibile l’età di pensionamento e incentivare il proseguimento dell’attività lucrativa.

Il DFICollegamento esterno sottoporrà al governo entro la fine d’agosto un disegno di legge da trasmettere al Parlamento. La volontà è di procedere in tempi brevi poiché i due miliardi supplementari all’anno previsti dalla Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS RFFACollegamento esterno, approvata il 19 maggio in votazione popolare, coprono solo una parte del fabbisogno dell’assicurazione.

Innalzamento e compensazioni

“L’evoluzione demografica, con l’avvicinamento alla pensione della generazione del baby boom, come noto squilibra le tasche dell’AVS”, ha ricordato Berset. “La necessità di una riforma non è stata contestata in fase di consultazione”.

A partire dall’entrata in vigore del progetto, l’età di riferimento [per una rendita piena, ndr] delle donne sarà aumentata da 64 a 65 anni, ma “accadrà progressivamente, di tre mesi all’anno”, ha specificato il ministro.

L’innalzamento sarà accompagnato per nove anni da misure compensative per 700 milioni di franchi, come aliquote di riduzione più basse per chi riscuoterà anticipatamente una rendita AVS e l’aumento di quest’ultima per le donne con redditi medio-bassi che la intascheranno dai 65 anni.

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Si potrà scegliere liberamente quando richiedere la rendita, tra i 62 e i 70 anni di età. Sarà inoltre possibile anticipare o rinviare l’incasso di una parte di essa [questo aspetto e l’armonizzazione dell’età varranno anche per il secondo pilastro, cfr. Previdenza in Svizzera].

Aumento IVA

Sul preannunciato aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) in favore dell’AVS, il Consiglio federale ha rivisto al ribasso la sua proposta iniziale: da un aumento fino a 1,5 punti è passato a un incremento massimo di 0,7, che porterebbe l’attuale aliquota IVA normale dal 7,7% all’8,4%.

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Per promuovere la continuazione di un’attività lucrativa oltre l’età di riferimento, sono stati studiati incentivi quali il mantenimento della franchigia per i beneficiari di rendita che lavorano e l’opportunità di impiegare i contributi AVS pagati dopo il raggiungimento dell’età pensionabile per migliorare la rendita.

Le reazioni

Della proposta di riforma AVS 21, sono criticate da più parti le compensazioni concesse alle donne per indorare la pillola dell’aumento dell’età pensionabile: insufficienti per la sinistra e i sindacati (contrari all’innalzamento dell’età pensionabile), eccessive secondo i datori di lavoro e la destra (favorevoli all’armonizzazione).

Gli oppositori ricordano in particolare che le donne continuano a guadagnare meno degli uomini e di conseguenza le loro pensioni sono nettamente inferiori. Ritengono dunque “inaccettabile” che siano esse a pagare i costi della riforma.

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Maggiori informazioni qui: Disparità salariale, il 7,7% non si spiega

Gli ambienti imprenditoriali stimano invece che gli effetti (positivi) della modifica dell’età pensionabile delle donne saranno più che dimezzati dall’importo di compensazione e sono in disaccordo con un aumento dell’IVA fino a 0,7 punti, che rischierebbe di avere un impatto significativo su cittadini ed economia. 

La soluzione che l’Unione svizzera degli imprenditori ritiene equilibrata è un aumento dell’IVA di 0,3 punti percentuali e compensazioni per un massimo di 400 milioni di franchi (anziché 700). L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), che rappresenta le PMI, si oppone per contro a tutte le misure di compensazione.

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