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Svizzera pronta alle emergenze

Sacchi di zucchero.
Anche lo zucchero figura tra i beni previsti per la scorta obbligatoria, nonostante in Svizzera vi siano degli zuccherifici. © Keystone / Peter Schneider

La pandemia ha portato in primo piano un aspetto che in tempi normali nei paesi occidentali non viene considerato: la carenza di beni di prima necessità. Per affrontare situazioni di emergenza, la Confederazione ha previsto la costituzione di scorte obbligatorie. Questo proprio per garantire l’approvvigionamento della Svizzera con beni d’importanza vitale in situazioni di grave penuria. 

Vari settori dell’economia elvetica vengono coinvolti dalla Confederazione in un sistema di scorte d’emergenza per sopperire ai bisogni causati da catastrofi, conflitti, emergenze sanitarie o altri problemi di approvvigionamento. 

Questo significa che non è direttamente la Confederazione che immagazzina le scorte, bensì ha trasferito questo obbligo direttamente all’economia privata.

Si va dalle classiche cisterne di carburanti ai fertilizzanti per l’agricoltura: in ogni caso la durata di queste riserve non è infinita. A seconda dei beni si copre un fabbisogno che va da pochi mesi ad un intero anno, secondo le disposizioni legaliCollegamento esterno.

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Primo piano di una conserva di latta aperta (senza etichetta); all interno, ravioli al sugo

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Scorte d’emergenza, il tesoretto di ogni casa svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato al L’abitudine di fare provviste si è un po’ persa. Invece, avvertono le autorità, tenere in casa scorte di cibo per 7 giorni è più che mai importante.

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Per venire ai giorni nostri e alla crisi causata dalla pandemia, l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del paeseCollegamento esterno, che gestisce il buon funzionamento di questo importante settore, informa sul suo sito che nonostante il coronavirus, la produzione nazionale e l’importazione di beni per la vita quotidiana rimangono garantite, “sebbene nei negozi l’impennata della domanda di prodotti alimentari e medicinali ha portato a situazioni temporanee di penuria”.

I settori toccati: penuria alimentare

In una situazione di penuria alimentare, per esempio, le scorte obbligatorie sono costituite sia da alimenti pronti al consumo (zucchero, olio) che da prodotti trasformabili (cereali panificabili, ingredienti per la produzione di lievito). Infine, vengono stoccati anche mezzi di produzione come il concime e il foraggio. Le scorte obbligatorie coprono, a seconda dei prodotti, il fabbisogno medio della popolazione svizzera su un periodo di tre-quattro mesi. 

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Approvvigionamento energetico

In questo caso ci si concentra principalmente sui prodotti petroliferi e il gas naturale. Anche se sul totale del consumo energetico i prodotti petroliferi sono in calo, rimangono molto importanti: coprono oltre il 90 per cento dell’energia richiesta per i trasporti e circa la metà di quella necessaria per il riscaldamento. 

Le scorte obbligatorie fissate dalla Confederazione coprono il fabbisogno su un periodo di quattro mesi e mezzo per la benzina, il diesel e l’olio da riscaldamento, e su un periodo di tre mesi per il cherosene. 

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Agenti terapeutici

Il settore della produzione di medicinali ha vissuto un processo di concentrazione negli ultimi anni a causa della globalizzazione. È sufficiente un problema tecnico per compromettere la produzione e la logistica e quindi, in ultima analisi, l’approvvigionamento. 

Si assiste sempre più di frequente all’esaurimento degli stock disponibili. Da tempo esiste l’obbligo di costituire scorte di antinfettivi (per uso umano e veterinario) e di virostatici. Dal 2013 sono oggetto di scorte obbligatorie anche gli analgesici e gli oppiacei potenti e dal 2016 alcuni vaccini. Le scorte prevedono inoltre diversi dispositivi medici, come gli antibiotici.

Ecco altri dettagli in questo servizio del magazine economico della RSI “Tempi moderni”.

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Mascherine

Una curiosità. Sfogliando il Rapporto 2019Collegamento esterno, si scopre che sono previste scorte anche di mascherine di protezione FFP2 e FFP3: si parla di 168’000 unità.  Le mascherine – si legge nel rapporto – vengono utilizzate soprattutto nell’industria come protezione contro la polvere e la sporcizia. In misura minore sono usati anche nel settore sanitario, in particolare quando il personale medico ha contatti prolungati con pazienti molto contagiosi. 

Industria

Per il settore industriale esistono scorte di materie plastiche (sotto forma di granulati) e dei relativi additivi per produrre in particolare confezioni per agenti terapeutici e alimenti. 

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