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Destituito Yanukovich, la partita Ue-Russia per l’Ucraina torna in parità

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di Giorgio Cuscito (Limes)

Dopo tre mesi di proteste – che negli ultimi giorni hanno provocato la morte di decine di persone – la crisi in Ucraina ha raggiunto un punto di svolta.

Il 21 febbraio il presidente Viktor Yanukovich e le opposizioni hanno concordato la reintroduzione della costituzione del 2004, che limita i poteri presidenziali. Il giorno successivo il parlamento ha votato la liberazione dell’ex premier Yulia Tymoshenko. La leader della rivoluzione arancione era in carcere dal 2001 per malversazione di fondi pubblici in merito a un accordo siglato con la compagnia energetica Gazprom, considerato eccessivamente oneroso per l’Ucraina.

Poi il parlamento ha votato la destituzione del presidente Viktor Yanukovich. Cosa che, tuttavia, non era tecnicamente in grado di fare: secondo la leggeCollegamento esterno il capo dello Stato doveva essere deposto seguendo una lunga procedura d’impeachment.

Oleksander Turchinov, braccio destro della Tymoshenko, è stato nominato capo di Stato ad interim, in attesa delle elezioni presidenziali indette per il prossimo 25 maggio.

A Kiev gli scontri sono cessati, ma nel paese permane la storica tensione tra l’Est russofono e l’Ovest ucrainofonoCollegamento esterno e filo-occidentale. A Sebastopoli in Crimea – nell’Ucraina orientaleCollegamento esterno – manifestanti hanno chiesto la secessioneCollegamento esterno da Kiev e hanno eletto sindacoCollegamento esterno un cittadino russo, Alexei Chalov. Il porto di Sebastopoli è la base della flotta della marina russa nel Mar Nero.

Yanukovich – su cui pende un mandato d’arresto per uccisione di massa – è latitante. La sua defenestrazione è una sconfitta per il presidente russo Putin. Il leader del Cremlino mira a riportare l’Ucraina, considerata culla della Russia moderna, nella sfera egemonica di Mosca.

Putin sembrava aver raggiunto l’obiettivo lo scorso novembre, quando aveva convinto Yanukovich a congelare l’accordo di associazione con l’UeCollegamento esterno. In quel caso il presidente russo ha manovrato diverse leve: la promessa di aiuti pari a 15 miliardi di dollari per risanare l’economia ucraina; l’abbassamento del costo del gas russoCollegamento esterno da 400 a 268.50 dollari per mille metri cubi; un vero e proprio embargo alimentareCollegamento esterno contro i prodotti ucraini. Nel 2013 il debito pubblico del paese era pari a 73 miliardi di dollariCollegamento esterno. La pressione esercitata dagli oligarchi ucraini impegnati nel settore degli idrocarburi (vicini a Mosca) è stata determinante per persuadere Yanukovich. La linea dura di Bruxelles in merito alla liberazione della Tymoshenko è stata l’alibi dell’ex presidente ucraino per riavvicinarsi al Cremlino.

Oggi nella sfida tra Ue e Russia la palla è tornata al centro. Il 23 febbraio il presidente ad interim Turchinov ha manifestato l’intenzioneCollegamento esterno di dare nuova linfa ai rapporti con l’Ue. Bruxelles è pronta a offrire degli aiuti economici a Kiev per un totale di 20 miliardi di euro. Mosca invece ha congelato il suo prestito, in attesa che la situazione in Ucraina si stabilizzi. Putin, al telefono con la cancelliere tedesca Merkel, si è detto d’accordo nel tutelare l’integrità dell’Ucraina.

Il leader del Cremlino non rinuncerà facilmente all’egemonia sull’ex repubblica sovietica. Tuttavia, un intervento militare russo a difesa dei territori filo-russi è al momento improbabile. Per riavvicinare l’Ucraina a Mosca e tenere sotto scacco l’Ue, Putin potrebbe servirsi della leva energetica. L’ex repubblica sovietica e il Vecchio Continente dipendono in maniera consistenteCollegamento esterno dal gas russo. Ma anche Putin è dipendente dal mercato di sbocco europeo, quindi una tale rappresaglia parrebbe rischiosa.

Per evitare la disintegrazione, l’Ucraina dovrà uscire al più presto dalla crisi economica e creare un governo che riporti la stabilità sociale. Ciò difficilmente potrà accadere se Ue e Russia non ne agevoleranno il percorso.

Ad ogni modo una cosa è certa: nella partita per l’ex repubblica sovietica Putin ha perso una battaglia, non la guerra.

Per approfondire: Gli scontri a Kiev e la battaglia per l’Ucraina, nel contestoCollegamento esterno

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