La televisione svizzera per l’Italia

Il vecchio comico e l’attor giovine

nasa

di Aldo Sofia

Paese delle tante anomalie politiche, l’Italia si regala un’ennesima bizzarria: in diretta streaming, il duello fra i due rottamatori (veri o presunti) della seconda Repubblica. Beppe Grillo e Matteo Renzi, per una manciata di minuti sul ring della “rete”. Il vecchio comico e l’attor giovine, entrambi convinti di essere i campioni nella categoria “nuova comunicazione”. Ma quelle immagini un po’ opache e un po’ strappate, quell’istantanea dei due competitori che si confrontano sporgendosi sul grande tavolo, possono diventare una trappola. Per entrambi.

Nella stanza di Montecitorio, Grillo è stato letteralmente trascinato , controvoglia, dai pentastellati militanti. Aveva messo in votazione sul web se incontrare o no il “presidente designato”, suggerendo la bocciatura di un incontro che il guru dei Cinque Stelle definiva inutile. I suoi gli hanno invece risposto che quel faccia a faccia “s’ha da fare”. Ma per non smentirsi, Grillo gioca una partita tutta all’offensiva, impone un monologo, pretende tutta la scena, prevarica, non concede mai più di trenta secondi di balbettamenti all’interlocutore, lo accusa di essere la personificazione di un sistema politico e finanziario semplicemente da demolire, e non teme di proclamarsi “antidemocratico”.

E’ questo che si aspettava il popolo della rete? Non proprio. Comunque non tutti.

E Renzi? Ve lo ricordare quando rimproverava Bersani per la disastrosa prestazione in streaming? Disse, come sempre sbrigativo e perentorio: “Mi veniva da dirgli, Pierluigi sei il leader del PD, non farti umiliare così”. E a lui com’è andata? Non si é fatto umiliare, ma si è fatto maltrattare. Gli sarebbe servita un po’ di quell’ironia zen tanto rimproverata al suo predecessore Letta (che infatti dallo streaming ne era uscito meglio), invece si è fatto bombardare per dieci minuti, quando invece sarebbero bastati novanta secondi e non uno in più per capire l’antifona e congedare l’interlocutore. Si dice che, preso dalle consultazioni e dalla tormentata scelta dei suoi ministri, il già sindaco di Firenze non abbia avuto tempo di prepararsi a dovere. Tranne quella felice battuta finale, “Beppe non sei a San Remo, esci da questo blog”, con cui, come un pugile costantemente sulla difensiva, ha forse strappato qualche punto alla giuria.

Verdetto finale? Pareggio, sostengono in molti fra coloro che non appartengono a una delle due tifoserie: con Grillo che si impone sul piano mediatico grazie ai suoi fendenti, e con Renzi che invece se la sfanga su quello politico grazie a un forzato e inconsueto, per lui, aplomb di stampo britannico. Ma davvero questo tipo di “duello streaming” fa bene a una politica che deve far uscire l’Italia da un micidiale pantano economico-sociale? Domanda e dubbi inevitabili, visto che insieme, il vecchio comico e l’atro giovine, rappresentano oltre la metà degli elettori italiani.

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