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Berna corre in aiuto della cultura

cartello con la scritta no culture, no future
Il settore culturale tra quelli che ha più sofferto della pandemia. Keystone / Jean-christophe Bott

Il Governo svizzero ha deciso di risarcire retroattivamente dal primo novembre 2020 i lavoratori del mondo culturale per le perdite subite a causa del coronavirus.

Con la sua decisione comunicata mercoledì, il Consiglio federale permette di coprire senza interruzione i danni patiti dal 20 marzo dello scorso anno, praticamente dall’inizio della pandemia.

La cultura è uno dei campi che fin da subito ha sofferto di più l’arrivo della Covid-19, ha ricordato il ministro della sanità Alain Berset, che ha citato l’annullamento di festival e altri grandi eventi. Da oltre un anno, il settore è confrontato con una vera e propria minaccia esistenziale e le ripercussioni dei provvedimenti adottati per lottare contro la diffusione del virus sono considerevoli. “C’è enorme e comprensibile frustrazione, senza dimenticare la delusione del pubblico”, ha detto Berset ai media.

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Aiuto anche ad operatori occasionali

L’aiuto finanziario verrà ora esteso agli operatori occasionali attivi nel settore, ovvero quelle persone con un contratto a tempo determinato che cambiano spesso datore di lavoro, ha precisato il responsabile del Dipartimento federale dell’interno. Anche questa categoria potrà quindi domandare la concessione di un’indennità di perdita di guadagno con effetto retroattivo allo scorso 1° novembre.

Inoltre, l’Esecutivo ha optato per allentare le condizioni da rispettare per accedere agli aiuti d’emergenza, quelli che servono a coprire le spese di mantenimento immediate. La sostanza massima computabile di un singolo individuo per avervi diritto – vale a dire la soglia oltre la quale si viene esclusi dai sussidi – è stata innalzata da 45’000 a 60’000 franchi.

Possibilità di anticipare i soldi

In modo da accelerare la procedura, l’associazione Suisseculture Sociale e i Cantoni potranno erogare agli interessati un anticipo per garantire la liquidità qualora nessuna decisione venisse presa dalle autorità entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. “È importante che i tempi siano contenuti”, ha infatti motivato Berset, secondo cui le richieste già pervenute sono 23’000, di cui 19’000 sono state trattate.

Dallo scoppio dell’epidemia, la cultura beneficia di aiuti specifici, complementari a quelli forniti all’economia in generale. Le imprese e gli attori possono richiedere indennità per perdita di guadagno, che rimborsano fino all’80% dei danni, finanziate per metà dalla Confederazione e per metà dai Cantoni. Esse sono previste anche per le associazioni culturali amatoriali.

In totale, nel 2020 Berna ha stanziato 280 milioni di franchi, mentre per il 2021 ha messo disposizione finora altri 130 milioni. Stando a Berset però “ciò non significa che se questo budget dovesse esaurirsi il sostegno finanziario verrebbe a meno”. In ogni caso, le risorse dell’anno scorso sono state sufficienti.

Situazione delicata

Berset ha approfittato dell’occasione per fare il punto sulla situazione epidemiologica. “Non si può parlare di esplosione dei casi, ma la media di infezioni su sette giorni è raddoppiata da metà febbraio”, ha dichiarato, aggiungendo che con questo ritmo – ovvero un tasso di riproduzione vicino all’1,20 – i contagi si moltiplicheranno di nuovo per due già in 17-20 giorni. Il momento rimane delicato, ha ribadito il ministro friburghese, che ha invitato una volta di più la popolazione a rispettare le norme sanitarie.

Sollecitato da un giornalista sulla lettera inviata alle autorità federali dal Governo ticinese, con la quale si chiedeva una deroga per aprire alcune terrazze per Pasqua (una missiva dai contenuti simili è giunta pure dai Grigioni), Berset ha laconicamente risposto che “essendo già mercoledì pensare di poter fare qualcosa è un’illusione”. Insomma, i tempi sono troppo stretti per sperare in un cambio di rotta in extremis su questo punto.

tvsvizzera.it/mar/ats con RSI (TG del 31.3.2021)

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