Coronavirus: la situazione in Svizzera

Keystone / Ennio Leanza

A metà settembre è stata superata in Svizzera la soglia di 50'000 casi di contagio dall'inizio della pandemia. L'economia del Paese non è risparmiata dalla crisi sanitaria: negli ultimi mesi sono stati tagliati 6'000 posti di lavoro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 settembre 2020 - 15:48
swissinfo.ch con agenzie e RSI

Il numero di test positivi giornalieri in Svizzera si mantiene a livelli alti. Il Paese ha ormai raggiunto un tasso di contagi che, secondo la sua stessa definizione, designa le regioni a rischio. Alcuni Cantoni hanno inasprito le misure di protezione. Ultimo nell'ordine, il Canton Vaud.

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Con l'aumento dei contagi, la Svizzera rientra ormai nel novero delle regioni a rischio, stando ai criteri definiti dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per stabilire l'obbligo di quarantena all'ingresso in Svizzera. Il valore di riferimento è di oltre 60 contagi su 100'000 abitanti durante 14 giorni.

Nell'ultima settimana, in Svizzera sono stati registrati in media 422 contagi giornalieri, in aumento del 14% rispetto alla settimana precedente. Dall'inizio della pandemia sono stati confermati da laboratori svizzeri e del Liechtenstein oltre 49'000 contagi. I decessi sono stati almeno 1'765.

La situazione dei contagi ha spinto vari Cantoni a inasprire le misure di protezione contro il contagio. L'ultimo in ordine di tempo è il canton Vaud, che ha ordinato la chiusura dei locali notturni, ha introdotto l'obbligo di portare le mascherine in tutti i luoghi pubblici chiusi e vietato le manifestazioni private con oltre 100 partecipanti.


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Nove regioni francesi sulla lista rossa

Dal 14 settembre, chi si reca in Svizzera da Parigi, dalla Costa Azzurra e da altre sette regioni francesi inserite nell'elenco delle regioni a rischio deve osservare un periodo di quarantena di dieci giorni. Anche per chi rientra dalla regione di Vienna (Austria) e dalle Isole Canarie (Spagna) vige l’obbligo di quarantena.

Dalla lista sono invece escluse le regioni di confine degli Stati vicini. Le persone che rientrano da una regione a rischio sono obbligate a mettersi in quarantena, ma non se sono state in una zona di confine. La misura tiene conto in particolare anche della situazione dei lavoratori frontalieri in Svizzera.

La quarantena per le persone che entrano da uno Stato o da un'area a rischio di infezione è in vigore dall'inizio di luglio. Chi entra deve notificarlo alle autorità cantonali entro due giorni. Secondo le loro stesse informazioni, le autorità controllano il rispetto della quarantena con campioni casuali. Dal 1° settembre, ad essere determinante per i viaggiatori che giungono in Svizzera in aereo da uno Stato considerato a rischio è l’aeroporto di partenza e non più quello di transito,

Anche chi viaggia in provenienza dalla Svizzera deve considerare la possibilità di sottoporsi a quarantena. Dal 29 agosto, vige una quarantena precauzionale obbligatoria di 14 giorni per chiunque arrivi o torni nel Regno Unito da Svizzera, Repubblica Ceca e Giamaica.

Disoccupazione contenuta grazie al lavoro ridotto

Senza lo strumento del lavoro ridotto, il tasso di disoccupazione in Svizzera avrebbe superato il 20% sulla scia della crisi del coronavirus, ha affermato il 9 settembre Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Segreteria di Stato dell'economia (Seco). 

In base a una stima molto approssimativa - ha spiegato commentando i nuovi dati sull'impiego - la quota dei senza lavoro sarebbe salita a "oltre il 10%" in marzo e a "più del 20%" in aprile, contro tassi ufficiali rispettivamente del 2,9% e del 3,3%.

"Il lavoro ridotto ha contribuito enormemente a evitare che la disoccupazione esplodesse", ha sottolineato Zürcher, aggiungendo che la misura ha comportato uscite per 6,7 miliardi di franchi a fine agosto.

In alcuni settori la quota della disoccupazione parziale rimane tuttavia elevata. Ad esempio, in giugno era del 32% nel ramo alberghiero e della ristorazione e del 20% nell'industria manifatturiera. Negli ultimi mesi, le imprese hanno comunque annunciato la soppressione definitiva di circa 6'000 posti di lavoro.

La riduzione temporanea dell'orario di lavoro può essere chiesta da un'azienda in caso di difficoltà. I dipendenti lavorano a una percentuale inferiore e il datore di lavoro paga un salario inferiore che viene integrato dall'assicurazione contro la disoccupazione.

I dipendenti ricevono un indennizzo pari all'80% del mancato guadagno. Ciò significa che se la società riduce il tasso di attività dal 100% al 50%, la società paga questo 50% e il fondo di assicurazione contro la disoccupazione copre l'80% del restante 50%. Il dipendente riceve così il 90% del suo stipendio iniziale. La cassa di disoccupazione versa la sua quota al datore di lavoro, che la utilizza per pagare il salario dei suoi dipendenti.

Al culmine della crisi le autorizzazioni per il lavoro ridotto avevano riguardato 1,9 milioni di dipendenti.

Il turismo rischia di perdere 3'000 impieghi e 2,9 miliardi di franchi

La pandemia sta colpendo duramente le agenzie di viaggio in Svizzera. Nel peggiore dei casi, il settore - che nella Confederazione ha in organico 8'170 posti di lavoro a tempo pieno - potrebbe perdere fino a 3000 impieghi.

"Il nostro destino è nelle mani del virus e della politica", ha sintetizzato in una conferenza stampa Max Katz, presidente della Federazione svizzera di viaggi (FSV). Le prospettive per il comparto in questione non sono mai state peggiori, stando ai risultati di uno studio condotto dall'Università di San Gallo. Per la seconda metà dell'anno, gli operatori prevedono un calo del fatturato del 70%. Sull'insieme dell'anno la contrazione è stimata al 65%.

In Svizzera sono attive circa 1300 agenzie di viaggio, con un fatturato stimato a 6 miliardi di franchi. I mancati introiti causati dalla pandemia potrebbero essere di 2,9 miliardi, stando alla FSV.

Coronavirus, 770 milioni dal parlamento

Il Consiglio degli Stati (Camera dei Cantoni) si è allineato il 10 settembre a quanto deciso il giorno prima dal Consiglio nazionale (Camera del popolo), concedendo il via libera all'unanimità a tredici crediti straordinari, per un totale di 770 milioni di franchi, nell'ambito del supplemento al preventivo 2020.

I crediti riguardano principalmente le spese per i test in relazione al coronavirus, un ulteriore conferimento al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria e la ricapitalizzazione di Skyguide, la società svizzera di controllo aereo. Quasi la metà delle uscite verrà compensata dai crediti già approvati, ha puntualizzato il ministro delle finanze Ueli Maurer.

I debiti causati dalla crisi non dovrebbero portare a un aumento delle tasse o a un programma di risparmio nei prossimi anni, ha aggiunto Maurer. La Confederazione prevede un deficit di circa 15 miliardi di franchi per il 2021.

Il legislativo ha già autorizzato contributi per 31 miliardi di franchi e garanzie e fideiussioni per 42 miliardi di franchi per il primo semestre del 2020. Le nuove misure imposte in diversi settori richiedono però ulteriori finanziamenti per attenuare le conseguenze economiche della crisi.

Oltre 1000 persone, ma a precise condizioni

La possibilità di organizzare manifestazioni con oltre 1000 persone  dal 1°di ottobre era già stata evocata in linea di principio dal governo elvetico alcune settimane fa. Il 2 settembre, il Consiglio federale ha precisato le regole a cui attenersi per autorizzare simili eventi.

Per le partite di calcio e hockey dei professionisti saranno autorizzati unicamente posti a sedere - al massimo 2/3 di quelli disponibili - e vi sarà l'obbligo della mascherina. Per ogni appuntamento con oltre 1000 persone - eventi sportivi, manifestazioni culturali, congressi e altre manifestazioni all’aperto o al chiuso - si dovranno presentare piani di protezione soggetti a severe prescrizioni che dovranno essere autorizzati dai cantoni.

I Cantoni potranno revocare le autorizzazioni se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare.

Dove trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier speciale di SWI swissinfo.ch, sulla pagina Facebook e su Twitter.

Di seguito una lista di link utili sull'epidemia di coronavirus in Svizzera e nel mondo.

Ufficio federale della salute pubblica

Organizzazione mondiale della sanità

Numero di contagi e decessi a livello mondiale

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