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"Signor frontaliere" Antoine Vielliard, il sindaco francese che infiamma Ginevra

Antoine Vielliard denuncia vigorosamente le discriminazioni nelle assunzioni di cui sono vittime i lavoratori frontalieri a Ginevra.

(swissinfo.ch)

Discriminazione negli impieghi, esclusione di allievi frontalieri dalla scuole ginevrine, promesse non mantenute negli alloggi: sono molti i pomi della discordia tra Ginevra e i comuni francesi limitrofi. Ritratto di Antoine Vielliard: l'esuberante sindaco di Saint-Julien-en-Genevois che incarna la lotta per i diritti dei frontalieri.

"Visto che gli ostacoli alla libera circolazione delle persone aumentano, ritengo che sia mio dovere tirare il campanello d'allarme prima che sia troppo tardi".

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Chi si appresta ad incontrare Antoine VielliardLink esterno (46 anni), si aspetta dichiarazioni velenose. Previsioni che si sono confermate anche nel nostro caso. "A Ginevra, il rifiuto del frontaliere è un costrutto di politica pubblica", "o si applicano i trattati tra la Svizzera e l'UE, oppure bisogna applicare la ghigliottina", "oggi tutta la Grande Ginevra si sta sfracellando contro un muro".

Questa è solo una piccola selezione delle frecciatine più pungenti lanciate dal sindaco di Saint-Julien-en-Genevois durante un'intervista durata solo un'ora. Un incontro diretto, ma cordiale, che Vielliard ha concesso a swissinfo.ch a inizio giugno nel suo ufficio municipale.

Da una decina di anni, il sindaco del MoDem (centro) si addossa il ruolo di incallito difensore dei lavoratori frontalieri e dei comuni francesi confinanti con il cantone di Ginevra, elargendo regolarmente ai media svizzeri e francesi le sue battute, che lo hanno reso famoso ben oltre la sua regione.

"Esagera sempre"

Il 9 maggio scorso, Antoine Vielliard ha di nuovo fatto parlare di séLink esterno inviando all'ambasciatore dell'Unione europea a Berna una lista di 50 offerte di impiego pubblicate a Ginevra in cui si esclude esplicitamente le candidature di frontalieri.

L'eletto dell'Alta Savoia, che in parallelo ha lanciato una petizione onlineLink esterno, auspica che le istanze europee si occupino del caso e trattino il conflitto con la Svizzera andando ad attivare la clausola ghigliottina che annullerebbe gli accordi bilaterali in caso di non risoluzione.

Una proposta accolta con freddezza dall'altra parte della frontiera. «Antoine Vielliard esagera sempre. Sa molto bene che esistono meccanismi previsti per risolvere le controversie", ha affermato Blaise Matthey, direttore della Fédération des entreprises romandesLink esterno, sulle onde della radio pubblica della Svizzera francese RTS.

Suonare il campanello d'allarme

Il sindaco di Saint-Julien è consapevole dei suoi metodi e non ritiene di gettare benzina sul fuoco dei rapporti transfrontalieri già abbastanza tesi. "Non si risolvono i problemi nascondendoli sotto il tappeto. Allo stato attuale e visto che gli ostacoli alla libera circolazione delle persone aumentano, ritengo che sia mio dovere suonare il campanello d'allarme prima che sia troppo tardi".

A chi lo accusa di essere un "irreducibile francofilo" oppure di portare avanti propositi "anti svizzeri", Vielliard risponde che ha vissuto metà della sua vita sul suolo ginevrino e che la maggior parte della sua famiglia e dei suoi amici vive in Svizzera. "Mi considero prima di tutto come un abitante della Grande Ginevra che ha opinioni sulla Grande Ginevra. D'altra parte nutro una profonda ammirazione per le istituzioni svizzere che ispirano ampiamente le mie azioni politiche".

Istituzioni, o almeno rappresentanti di queste ultime, che non esita tuttavia a diffamare regolarmente. Antoine Vielliard ha per esempio accusato poco tempo fa François Longchamp, l'ex presidente del governo cantonale ginevrino, di aver mentito spudoratamente sul tema delle scuole ginevrine presto vietate agli svizzeri residenti in Francia.Link esterno

In guerra con Mauro Poggia

Nella Repubblica ginevrina, il suo peggiore nemico è Mauro PoggiaLink esterno, membro del governo cantonale e rappresentante del Movimento dei cittadini ginevrini (MCG), il partito che fa del rifiuto dei frontalieriLink esterno il suo principale cavallo di battaglia. "Quando Mauro Poggia parla dei frontalieri non crede nemmeno lui a quello che dice. Ma deve fare questi discorsi per soddisfare i suoi clienti elettorali", dice Vielliard del magistrato a cui si deve la preferenza cantonale nell'impiego di dipendenti nell'amministrazione ginevrina.

Rieletto al governo cantonale di Ginevra lo scorso maggio, nonostante l'indebolimento del suo partito - il Movimento cittadini ginevrini -, Mauro Poggia è all'origine della precedenza accordata ai residenti nel cantone nelle assunzioni di personale nell'amministrazione pubblica ginevrina, introdotta nel 2013.

(Keystone)

I due incrociano regolarmente le armi con attacchi sui rispettivi blog. Quando Antoine Vielliard accusa Ginevra di imporre ai comuni francesi limitrofi i fastidi urbani di una "crescita economica delirante" di cui non si occupa "riempiendosi le tasche a spese dei frontalieri", Mauro Poggia prende la pennaLink esterno per lanciare un contrattacco al vetriolo.

"Bisogna ricordare ad Antoine Vielliard che 'la botte piena e la moglie ubriaca' è un rimprovero poco gradito da Ginevra. Soprattutto sapendo che, indipendentemente dai 280 milioni di franchi di compensazione versati alla Francia dalle imposte alla fonte dei frontalieri, questi spendono almeno sei miliardi all'anno dei loro stipendi nel luogo di domicilio. Sicuramente abbastanza per abbellire per bene la casa comunale di Saint-Julien-en-Genevois".

Un ex frontaliere

"Sputa nel piatto da cui mangia", è questo un altro rimprovero spesso rivolto ad Antoine Vielliard. Come più di centomila altri francesi, anche lui ha lavorato diversi anni a Ginevra come frontaliere. Era impiegato alla Procter & Gamble dove ha percepito uno stipendio quasi tre volte maggiore a quello che avrebbe ricevuto per lo stesso lavoro in Francia.

"I francesi contribuiscono per il 30% del PIL ginevrino, è solo la giusta remunerazione del loro lavoro", rincara lui con un tono tagliente. Il sindaco sottolinea poi che il mercato dell'impiego ginevrino assomiglia sempre più a quello di un paese del Medio Oriente. "I residenti svizzeri hanno oramai dei posti di lavoro protetti nell’amministrazione pubblica e negli organi sovvenzionati dallo stato. Dal loro canto, i frontalieri sono invece confinati al settore privato dove sono in maggioranza (60%)".

Dal lato francese, il sindaco deplora sempre maggiori difficoltà nel trovare alloggi per i non frontalieri e spese esponenziali a carico dei comuni. "Ginevra devolve ai comuni francesi solo un terzo della tassa sui frontalieri. Non basta assolutamente per affrontare la corsa infernale agli investimenti generata dalla crescita smisurata ginevrina", spiega.

Speranze nella Confederazione

Da quando è entrato nell'esecutivo comunale quattro anni fa, Vielliard ha dovuto per esempio aprire quattro aule scolastiche supplementari. Tutte le infrastrutture pubbliche, asili, trasporti pubblici, palestre, servizi comunali, ecc., sono messe a dura prova nel comune di 15mila abitanti. Vale lo stesso anche per tutti gli altri comuni francesi della zona. La regione attesta infatti il tasso di crescita della popolazione più elevato della Francia metropolitanaLink esterno (circa 4% all'anno).

Secondo Vielliard, basterebbe in realtà poco per allentare le tensioni e ristabilire un clima di fiducia tra la Svizzera e i comuni francesi limitrofi. "Il canton Ginevra deve semplicemente rispettare gli impegni presi negli ultimi anni. Ovvero: costruire 2500 alloggi all'anno, partecipare al finanziamento delle infrastrutture pubbliche sul suolo francese e, soprattutto, rispettare l'accordo sulla libera circolazione delle persone".

Per portare avanti i progetti degli spazi abitativi e rilanciare l'idea nata all'inizio degli anni 2000, oggi del tutto moribonda, di una Grande Ginevra, il sindaco di Saint-Julien ripone più speranze nelle autorità federali a Berna che in quelle ginevrine. "Per ottenere le sovvenzioni dalla Confederazione, Ginevra dovrà mettere in atto i progetti transfrontalieri, costi quel che costi. E siccome la politica ginevrina è sempre stata segnata dall'egoismo, soprattutto sul piano finanziario, è il miglior modo per far smuovere le cose", crede Antoine Vielliard. 

I clandestini svizzeri escono dall'ombra

Se c'è un settore in cui sono stati compiuti notevoli progressi negli ultimi anni, è quello della regolarizzazione dei falsi residenti secondari svizzeri che vivono nella fascia di confine francese. I comuni interessati hanno deciso di avviare una lottaLink esterno contro i circa 20mila svizzeri che vivono permanentemente sul territorio francese tenendo però ancora un indirizzo postale a Ginevra.

"Un frontaliere dichiarato porta al suo comune tra 1000 e 1500 euro all'anno. Quando resta nell'illegalità, la compensazione finanziaria ginevrina ci sfugge", sottolinea Antoine Vielliard, il sindaco di Saint-Julien-en-Genevois.

Solo in questo comune dell'Alta Savoia, grazie in particolare a campagne informative e controlli delle targhe dei veicoli ai valichi, più di 500 clandestini sono usciti dall'ombra negli ultimi quattro anni.

"Si tratta prima di tutto di negligenza o mancanza di conoscenza. Quando si spiega a queste persone che in termini fiscali non cambia nulla, molti clandestini si regolarizzano", aggiunge Vielliard. Secondo le stime del sindaco, oggigiorno, sul territorio di Saint-Julien-en-Genevois vivono ufficialmente 1150 svizzeri dichiarati contro circa 400 non dichiarati. 

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Potete contattare l'autore dell'articolo su Twitter: @samueljabergLink esterno


(Traduzione dal francese: Michela Montalbetti)

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