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Nel periodo compreso fra metà Ottocento e l'inizio della Prima guerra mondiale circa due milioni di europei - tra cui parecchi italiani - emigrano verso l'Argentina in cerca di fortuna. Il flusso migratorio è in gran parte favorito dalla politica di popolamento del governo di Buenos Aires, il quale conta sugli emigranti del Vecchio continente per colonizzare e sviluppare i vasti territori dell'entroterra.

Grazie al buon livello d'istruzione, alle conoscenze professionali e ad una discreta disponibilità finanziaria, gli immigrati svizzeri (40'000) sono particolarmente ben accetti. La maggior parte proviene dal canton Vallese e dal Ticino. Molti emigranti svizzeri s'insediano nella provincia di Santa Fe, dove nel 1856 venne fondata la prima colonia elvetica con il nome d'Esperanza.

Tra il 1870 ed il 1915, dai 6'000 ai 9'000 ticinesi sbarcano a Buenos Aires dopo aver attraversato l'Atlantico dai porti di Genova, Le Havre e Marsiglia. Si tratta prevalentemente di cittadini del Sottoceneri (distretti di Lugano e Mendrisio), una regione tradizionalmente incline ad attività legate alla costruzione. Molti muratori e carpentieri si fermano nella capitale argentina, in piena espansione, mentre i contadini si spostano verso le fertili terre delle provincie di Cordoba, Santa Fe e Tucuman.

L'emigrazione ticinese in Argentina e nel resto dell'America latina (Ecuador, Cile, Uruguay, Paraguay e Brasile) si caratterizza per un marcato spirito imprenditoriale. Alcune famiglie si ritagliano una posizione di tutto rispetto integrandosi tra le maglie della borghesia dei grandi centri industriali e commerciali. Tra gli emigranti ci sono pure architetti e scalpellini, le cui opere costituiscono ancora oggi un elemento di rilievo del patrimonio architettonico del continente.

L'emigrazione oltremare cessa di essere un fenomeno rilevante a partire dalla Grande depressione degli anni '30. Nella seconda metà del XX secolo, le dittature militari e l'instabilità economica costringono poi molti emigranti e i loro discendenti a far ritorno in Svizzera.

Considerato il grado d'inserimento nella società d'accoglienza e le somme di denaro inviate alle famiglie rimaste a casa (rimesse), quella dal Ticino verso l'Argentina può essere definita un'emigrazione riuscita.

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