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Comportamento elettorale Svizzeri dell’estero un po’ più verdi e a sinistra

Dei giovani svizzeri dell'estero in visita a Palazzo federale. Quanti di loro parteciparanno a votazioni ed elezioni?

(Keystone)

In occasione di votazioni ed elezioni, gli espatriati sono un po’ più liberali e hanno maggiori simpatie per sinistra e verdi rispetto ai loro compatrioti. È quanto emerge da due studi sul comportamento politico degli svizzeri dell’estero.

«L’espatriato svizzero tipo è più aperto da un punto di vista politico, è più favorevole alle riforme e quindi meno conservatore rispetto agli elettori in patria», sottolinea Michael Hermann, che ha diretto una delle due ricerche, i cui risultati sono stati presentati lunedì.

Questo atteggiamento non è sorprendente, poiché «quel che accomuna questo gruppo è la decisione di partire per l’estero, che implica già un certo spirito cosmopolita», afferma Hermann. Ad avere un’influenza decisiva sul comportamento elettorale è però soprattutto il background sociale ed educativo degli espatriati, che in media hanno un grado di formazione piuttosto elevato e ricoprono cariche professionali importanti.

«Le caratteristiche che definiscono questo gruppo di espatriati sono le notevoli competenze professionali, la fame di successo e la mentalità aperta per quanto concerne gli aspetti politici», osserva Hermann.

Detto ciò, anche tra i rappresentanti della Quinta Svizzera vi è una grande diversità nelle preferenze partitiche e l’elettorato non tende completamente a sinistra.

Dallo studio emerge che in occasione delle elezioni federali del 2011 gli svizzeri dell’estero hanno votato in maggioranza il Partito socialista, con una proporzione del 21%. In seconda posizione è giunta l’Unione democratica di centro (destra), col 20%. A livello nazionale, i due partiti hanno totalizzato rispettivamente il 18,7% e il 26,6%.

Un altro dato che salta agli occhi è la simpatia nei confronti dei Verdi (che tra gli espatriati hanno registrato una percentuale quasi doppia rispetto al risultato complessivo) e il minore sostegno al Partito popolare democratico e al Partito borghese democratico, due formazioni impiantate soprattutto nelle regioni rurali del paese.

Risultati simili

Lo studio di Hermann, effettuato su incarico dell’Organizzazione degli svizzeri dell’estero (OSE), conferma i dati della ricerca condotta dai politologi Georg Lutz e Pascal Sciarini, presentata ad inizio maggio.

I due ricercatori della Fondazione svizzera per la ricerca nelle scienze sociali di Losanna si sono basati su un campione di 1'629 espatriati che hanno risposto a un questionario online. Michael Hermann ha invece utilizzato un’altra metodologia. Il ricercatore zurighese ha avuto accesso ai dati di nove cantoni (su 26) relativi ai risultati delle ultime elezioni federali. Ad essi ha aggiunto i risultati di tutte le votazioni a livello nazionale dal 2004 registrate separatamente nei cantoni.

Sia Hermann che Lutz concordano nell’affermare che gli svizzeri residenti all’estero hanno un profilo più cosmopolita e un’inclinazione politica piuttosto liberale e che tende verso sinistra.

Lo studio di Hermann giunge anche alla conclusione che di tutti i comuni elvetici, quello che più si avvicina all'orientamento politico degli svizzeri all'estero è Baden, nel canton Argovia.

Dall’analisi delle votazioni prese in considerazione, emerge inoltre che gli svizzeri all’estero si sono mostrati meno restrittivi in materia di migrazione, naturalizzazione agevolata e rinvio degli stranieri. Hanno inoltre approvato con maggiore decisione provvedimenti quali l’adesione allo spazio Schengen o l’introduzione del passaporto biometrico.

Un diritto che esiste da 20 anni

Gli svizzeri espatriati possono votare per corrispondenza da 20 anni, ha da parte sua fatto notare il direttore dell’OSE Rudolf Wyder.

«Ci è voluto del tempo, poiché le prime richieste in tal senso risalgono agli anni ’20. Improvvisamente si è però trovato una soluzione a un problema che sembrava insolubile», ha aggiunto.

Oggi la Svizzera è uno dei tanti Stati europei che offre ai suoi cittadini all’estero la possibilità di far valere i loro diritti democratici. E la partecipazione è circa sette volte più elevata di quanto le autorità si aspettavano alla fine degli anni ’80.

Anche se il voto per corrispondenza si è rivelato un successo, rimangono però molti problemi, ad esempio per quanto riguarda i termini di spedizioni molto brevi, ha ricordato il presidente dell’OSE Jacques-Simon Eggly. L’ex parlamentare ginevrino ha quindi ribadito il suo appello in favore della generalizzazione del voto elettronico.

143'000 elettori potenziali

Alla fine del 2011 più di 703'000 svizzeri vivevano all’estero. I principali paesi di residenza sono Francia, Germania e Italia.

Circa 143'000 espatriati sono iscritti ai registri elettorali per partecipare alle votazioni cantonali e federali, ciò che rappresenta il 2,4% dell’elettorato complessivo.

Il diritto di voto per corrispondenza è stato introdotto nel 1992.

Gli svizzeri all’estero di 10 cantoni hanno già potuto partecipare a dei test per il voto elettronico.

Contrariamente a quanto accade in altri paesi, gli svizzeri all’estero non hanno diritto ad eleggere loro rappresentanti in parlamento.

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Forza dei partiti

Elezioni del Consiglio nazionale 2011 – percentuali dei partiti (per gli svizzeri dell’estero si tratta di una stima)

Unione democratica di centro

20% (espatriati)  - 26,6% (complessiva)

Partito socialista

21% (espatriati) - 18,7% (complessiva)

Partito liberale radicale

14,5% (espatriati) – 15,1% (complessiva)

Partito popolare democratico

11% (espatriati) – 12,3% (complessiva)

Partito ecologista

15% (espatriati) – 8,4% (complessiva)

Partito borghese democratico

3,5% (espatriati) – 5,4% (complessiva)

Verdi liberali

5,5% (espatriati) – 5,4% (complessiva)

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(traduzione dall'inglese e adattamento di Daniele Mariani), swissinfo.ch

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