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Consiglio dei diritti umani


Pace e diritti umani: la Svizzera lancia il suo «Appello del 13 giugno»


Di Frédéric Burnand, Ginevra


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Aprendo a Ginevra la 32esima sessione del Consiglio dei diritti umani, Didier Burkhalter ha condannato il massacro perpetrato domenica in un club omosessuale di Orlando, in Florida. Il ministro degli affari esteri svizzero ha lanciato un «appello del 13 giugno» per una migliore prevenzione dei conflitti. Questa deve passare da una maggiore implicazione del Consiglio dei diritti umani, che costituisce un sistema di «allerta precoce» in materia di guerre ed atrocità.

Didier Burkhalter vuole «collegare di più Ginevra e New York, i diritti umani e la sicurezza» (Keystone)

Didier Burkhalter vuole «collegare di più Ginevra e New York, i diritti umani e la sicurezza»

(Keystone)

«La Svizzera condanna fermamente l’atto che ha colpito Orlando ieri e porge le sue più sincere condoglianze agli Stati Uniti e a tutti i famigliari delle vittime di questo dramma. Dobbiamo continuare a lottare e a prevenire il terrorismo per difendere i nostri popoli e la nostra libertà».

È con queste parole che Didier Burkhalter ha iniziato il suo discorso davanti al Consiglio dei diritti umani (CDU), la cui 32esima sessione si svolge fino al primo luglio a Ginevra. L’attacco – rivendicato dallo Stato islamico – è stato condannato anche dal presidente del CDU, il sudcoreano Choi Kyonglim, e dall’alto commissario per i diritti dell’uomo, il giordano Zeid Al Hussein.

Il capo della diplomazia svizzero si è in seguito rivolto con solennità ai 193 Stati membri dell’ONU: «È questo 13 giugno che il mio paese, la Svizzera, ha scelto per lanciare un appello alla comunità internazionale. A voi tutti. Chiediamo di rafforzare i legami tra i diritti dell’uomo, lo sviluppo, nonché la politica di pace e di sicurezza. È così che progrediremo veramente nella nostra capacità comune a prevenire la guerra e la sofferenza».

Questo appello del 13 giugno, lanciato in occasione del 10° anniversario del Consiglio dei diritti umani, ha già ricevuto il sostegno di oltre 60 Stati, tra cui tre membri permanenti del Consiglio di sicurezza (USA, Francia e Gran Bretagna), ha indicato Burkhalter.

Avvicinare sicurezza e diritti umani

Più concretamente, la Svizzera propone un’azione a tre livelli: un miglioramento della cooperazione tra il CDU e il Consiglio di sicurezza, un rafforzamento della prevenzione dei conflitti attraverso una migliore utilizzazione delle informazioni disponibili e un’azione per porre l’essere umano al centro degli sforzi.

«Chiediamo ai membri del CDU di domandare al Segretario generale dell’ONU di sottoporre al Consiglio di sicurezza le decisioni e i rapporti del CDU che sono pertinenti per la prevenzione dei conflitti (…). Oggi in molti casi queste informazioni non sono trasmesse in tempo o non sono prese in considerazione», ha dichiarato Burkhalter.

«Tutti gli Stati membri dell’ONU – ha poi aggiunto il ministro degli esteri elvetico – devono integrare meglio la dimensione dei diritti umani nelle loro attività di prevenzione dei conflitti e, di conseguenza, dare un sostegno maggiore all’Alto commissariato per i diritti dell’uomo».


Traduzione di Daniele Mariani, swissinfo.ch

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