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Alla prova dei fatti


I reattori nucleari della Svizzera sono troppo vecchi e pericolosi?




Il reattore numero 1 della centrale atomica di Beznau, nel canton Argovia, è il più vecchio del mondo. (Keystone)

Il reattore numero 1 della centrale atomica di Beznau, nel canton Argovia, è il più vecchio del mondo.

(Keystone)

La Svizzera possiede il reattore in attività più vecchio del mondo. I timori secondo cui l’età delle centrali possa aumentare le probabilità di un incidente nucleare sono giustificati? Alla prova dei fatti, sembrerebbe di no.

Il Partito ecologista svizzero e altri sostenitori dell’iniziativa popolare “Per l’abbandono pianificato dell’energia nucleare” affermano che l’età avanzata dei reattori svizzeri, tra i più vecchi al mondo, aumenta fortemente il rischio di un grave incidente nucleare. Un evento simile avrebbe conseguenze devastanti in un paese così densamente popolato come la Svizzera.

Ma i cittadini hanno davvero motivo di temere un disastro unicamente a causa dell’età dei reattori? No, suggeriscono i dati. Quando si parla del rischio di un incidente nucleare di rilievo, ci sono infatti numerosi altri fattori che entrano in gioco.

Gli incidenti gravi sono rari

L’Associazione mondiale per l’energia nucleare (World Nuclear Association, WNA) afferma che la produzione commerciale di questa forma di energia è «estremamente sicura» e che «il rischio di incidenti in una centrale atomica è basso e in calo».

«In oltre 16'000 anni-reattore di operatività commerciale in 32 paesi ci sono stati soltanto tre incidenti gravi in una centrale atomica», scrive l’associazione in un comunicato.

Uno studio del 2010 dell’Agenzia dell’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) è pure giunto alla conclusione che «la produzione di energia nucleare presenta un rischio molto basso rispetto all’utilizzo di combustibili fossili». Il più alto numero di incidenti si è verificato nel settore del carbone. La WNA indica che ciò è dovuto in parte ai pericoli associati ai grandi quantitativi di materiali che devono essere estratti dalle miniere e trasportati verso le centrali.

 (swissinfo.ch)
(swissinfo.ch)

In uno studio più recente, dove sono stati esaminati 200 incidenti nucleari, il Politecnico federale di Zurigo e l’Università del Sussex (Inghilterra) rilevano tuttavia che i rischi potrebbero essere sottovalutati. I ricercatori sono dell’idea che una fusione del nocciolo del reattore può succedere, «con grande probabilità», ogni dieci o vent’anni. Secondo loro, i dati dell’industria nucleare sono errati e incompleti. Inoltre, aggiungono, l’attuale Scala internazionale degli eventi nucleari, che ha lo scopo di classificare la gravità di un incidente, dev’essere modificata affinché si possano capire meglio i rischi.

Three Mile Island, Chernobil e Fukushima

Non è chiaro se si potrà stilare un quadro esatto ed esaustivo dei pericoli. Stando alla rivista scientifica Nature, gli esperti nucleari sostengono che «una classificazione obiettiva del “pericolo” è quasi impossibile da fare siccome ogni reattore ha il suo profilo di rischio e alcuni rischi sono semplicemente sconosciuti».

Gli esperti concordano comunque sulla necessità di dover tener conto di diversi fattori. L’età del reattore, è soltanto uno di questi. «I reattori più vecchi non sono forzatamente più pericolosi di quelli nuovi», scrive Nature.

La rivista rammenta che due dei tre incidenti nucleari più gravi della storia hanno interessato reattori relativamente nuovi: quello di Three Mile Island negli Stati Uniti era in servizio da soli tre mesi al momento della fusione del nocciolo nel 1978, mentre quello di Chernobyl era stato messo in funzione due anni prima della catastrofe del 1986.

Nel 2011, l’incidente nucleare di Fukushima è stato originato dall’interruzione dell’alimentazione elettrica e dal blocco del sistema di raffreddamento dei vecchi reattori, due malfunzionamenti causati da uno tsunami. L’età dei rettori in sé non è dunque stata la causa diretta della catastrofe.

Altri fattori quali la dimensione delle centrali, il loro design e le minacce esterne (ad esempio un terremoto) possono incidere sul livello di rischio. Tuttavia, sottolinea Nature, gli esperti ritengono che «il singolo fattore interno più grande che determina la sicurezza di una centrale è la cultura della sicurezza in seno alle entità di vigilanza, agli operatori e al personale».

Controlli e revisioni

Gli ispettori, indica la WNA, svolgono un ruolo centrale nel garantire la sicurezza. Con gli anni, i reattori nucleari tendono a deteriorarsi o a funzionare in maniera anomala. Per questo motivo, sono sottoposti a profonde revisioni e a controlli periodici nel quadro della convenzione sulla sicurezza nucleare dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).

A livello regionale, la Svizzera e i paesi dell’Unione europea presenteranno nel 2017 dei rapporti nazionali sulla gestione dell’invecchiamento dei loro impianti nucleari. I documenti verranno poi sottoposti a una revisione paritaria.

Su scala nazionale, l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) supervisiona le operazioni dei cinque reattori nucleari del paese durante l’intero ciclo di vita. Quello di Beznau I, attivo dal 1969, è attualmente spento dopo la scoperta di micro fessure nella struttura di contenimento (l’impianto di Leibstadt, in funzione dal 1984, è anch’esso momentaneamente fuori servizio per questioni di sicurezza). Se i problemi relativi all’invecchiamento dovessero diventare troppo grandi, la legge prevede che l’impianto dovrà essere smantellato.

Da 40 a 60 o 80 anni

Il fatto che numerosi reattori nel mondo stiano invecchiando contribuisce a maggiori scambi di esperienze e ricerche sulla loro sicurezza. Attualmente, 18 reattori operativi sono in funzione da 45 o più anni, stando ai dati dell’AIEA. Di questi, tre sono in Svizzera.

REATTORI PIÙ VECCHI ANCORA ATTIVI
Svizzera – Beznau 1                                              1969
Stati Uniti – Nine Mile Point 1        1969
Stati Uniti – Point Beach 1          1970
Stati Uniti – Dresden 2                   1970
Stati Uniti – Robinson 2                 1970
Svizzera – Mühleberg                   1971
Svizzera – Beznau 2                     1971
Russia – Novovoronezh 3          1971
Svezia – Oskarshamn 1               1971
Canada – Pickering 1                   1971
Pakistan – Kanupp                       1971
Stati Uniti – Dresden 3                   1971
Stati Uniti – Monticello                            1971
Stati Uniti – Palisades                   1971


Fonte: AIEA


Tra i reattori più vecchi ce n’è anche uno situato negli Stati Uniti, paese in cui nel dicembre 2015 la Commissione per la regolamentazione dell’energia nucleare (NRC) ha approvato il rinnovo per altri 20 anni della licenza operativa, che di solito dura 40 anni, per 81 dei 99 reattori commerciali in funzione. Prima di approvare il rinnovo di una licenza, la NRC procede a una valutazione dell’impianto per determinare se questo può continuare a funzionare in totale sicurezza per altri due decenni.

Siccome negli Stati Uniti si discute sempre più della possibilità di estendere fino a 80 anni il ciclo di vita di una centrale, la ricerca sull’invecchiamento dei reattori e sulla sicurezza si sta intensificando, rileva un articolo di Nature. Questa ricerca include studi per identificare i difetti prima che diventino dei problemi, esperimenti che simulano 80 anni di attività all’interno di un reattore (così da studiarne il degrado) e sforzi per condividere queste conoscenze tra le entità di vigilanza in tutto il mondo.

Ma ancora una volta, alcuni esperti dubitano dell’abilità dei ricercatori di conoscere tutti questi rischi potenziali. Un ex dirigente della NRC, citato da Nature, sottolinea che le parti invisibili agli occhi degli ispettori, come ad esempio i cavi di alimentazione sotterranei, potrebbero essere una fonte d’inquietudine.

Il verdetto

Affermare che un reattore nucleare comporta un rischio più elevato di incidente soltanto a causa della sua età non è corretto. L’età è soltanto uno dei molti fattori che possono incidere sulla sicurezza generale. I reattori più vecchi subiscono inevitabilmente i danni dell’usura. Ma esistono misure per garantire controlli e interventi appropriati. E la ricerca che mira ad aumentarne la sicurezza, continua.

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Traduzione dall'inglese di Luigi Jorio

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