La disoccupazione in Svizzera è storicamente bassa, ma esistono differenze regionali spesso notevoli. Il mercato del lavoro attira da sempre manodopera dall'estero, che talvolta viene considerata una minaccia da parte della società elvetica.

In Svizzera si trascorre molto tempo sul posto di lavoro. Nel 2012, secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, la settimana lavorativa media per un posto a tempo pieno era di 41,7 ore.

I dipendenti che lavorano a tempo pieno hanno diritto per legge ad almeno quattro settimane (20 giorni lavorativi) di ferie pagate l'anno (fino ai 20 anni compiuti, le settimane sono cinque). A seconda del cantone di residenza, alle vacanze si aggiungono 8-10 giorni festivi. I dipendenti di molti altri paesi europei hanno ferie più lunghe.

Le donne hanno diritto a un congedo maternità. Durante 14 settimane dopo la nascita, ricevono l'80% del reddito medio prima del parto, fino a un massimo di 196 franchi al giorno.

Stando a uno studio realizzato dalla banca UBS in 72 centri urbani di tutto il mondo nel 2012, Zurigo e Ginevra sono tra le città più care al mondo. Ma anche tra le città con i salari netti più alti e con un potere d'acquisto elevato, se paragonato a quello di altre città.

Se si considera l'intero paese, il livello salariale varia però sensibilmente a dipendenza della regione e del settore. La più recente indagine dell'Ufficio federale di statistica nei cantoni (2005) ha rivelato una differenza di 77'000 franchi tra le regioni con il reddito pro capite più alto e quelle con il reddito più basso. A Basilea-città il reddito pro capite era di 115'178 franchi l'anno, nel Giura di 38'070 franchi.

La differenza può essere spiegata con le diverse attività economiche nelle regioni. Il motivo degli alti salari a Basilea è l'industria farmaceutica. Anche le piazze finanziarie di Zurigo e Ginevra hanno un reddito pro capite elevato e un forte potere d'acquisto.

Disoccupazione

Rispetto ai suoi vicini, la Svizzera continua ad avere un tasso di disoccupazione piuttosto basso. Dati recenti sulla disoccupazione si trovano sul sito della Segreteria di stato dell'economia.

Come per i salari, anche per la disoccupazione esistono differenze regionali. Nelle regioni di lingua francese e italiana la disoccupazione è generalmente più alta che nella Svizzera tedesca. Inoltre le donne sono più colpite degli uomini, gli stranieri più degli svizzeri.

Forza lavoro straniera

Un quarto dei salariati in Svizzera è straniero. Per funzionare, l'economia svizzera ha bisogno di reclutare forza lavoro all'estero.

L'apertura del mercato del lavoro svizzero in seguito all'accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Unione europea ha comportato un maggiore afflusso di manodopera straniera.

Altre informazioni ufficiali sull'accordo per la libera circolazione delle persone si trovano sul sito della Segreteria di Stato della migrazione.

Il maggior numero di lavoratori dell'UE in Svizzera viene dall'Italia. La maggior parte di loro rimane per poco tempo. Ma molti italiani sono rimasti in Svizzera per trent'anni e più.

Al loro arrivo, negli anni Sessanta e Settanta, una parte della società elvetica li considerò una minaccia. L’iniziativa popolare contro l’immigrazione promossa da James Schwarzenbach, che prendeva di mira in particolare gli italiani, divise in due il paese e fu respinta di misura dalla popolazione.

Oggi gli italiani godono generalmente di un'ottima reputazione in Svizzera. Le città svizzere sarebbero ormai irriconoscibili senza i ristoranti, i caffè, i bar aperti da italiani. L'italiano rimane la lingua franca tra i lavoratori dell'edilizia e della ristorazione. Molti italiani che hanno lavorato in Svizzera sono ormai in pensione; alcuni sono tornati al paese, altri hanno preferito rimanere vicino ai figli e ai nipoti.

L’attuale afflusso di italiani in Svizzera per brevi periodi si spiega con gli accordi sulla libera circolazione delle persone. L'accresciuta presenza di aziende e personale italiano nei cantieri svizzeri, soprattutto in Ticino, è talvolta motivo di discussione nei media e nel mondo politico elvetici.

Un altro gruppo importante, cresciuto rapidamente negli ultimi anni, è quello dei tedeschi. La Svizzera è diventato il paese di emigrazione preferito dai tedeschi. Nei media si è parlato molto dell'"ondata tedesca". La maggior parte dei cittadini della Germania rimane meno di quattro anni in Svizzera, molti di loro sono altamente qualificati e lavorano come manager, docenti o medici.

L'ultimo rapporto dettagliato dell'Ufficio federale di statistica sulla popolazione straniera in Svizzera è del 2008.

La Segreteria di Stato della migrazione pubblica regolarmente cifre aggiornate sull'immigrazione.

Frontalieri

I frontalieri sono una categoria speciale di lavoratori degli Stati dell'UE e dell'AELS, persone che lavorano in Svizzera, ma hanno il domicilio (residenza) in un paese vicino e vi tornano almeno una volta alla settimana. Un tempo i frontalieri dovevano vivere in zone situate in prossimità della frontiera, oggi questo limite è stato abolito.

Per i cittadini di alcuni stati entrati di recente nell’UE valgono ancora delle regole transitorie. Dettagli sul permesso di lavoro per frontalieri possono essere consultati sul sito della Segreteria di Stato della migrazione.

Più della metà dei frontalieri vive in Francia, contingenti più piccoli provengono dall’Italia e dalla Germania. La maggior parte dei frontalieri lavorano nella regione del lago Lemano, nella Svizzera nord-occidentale e in Ticino.

Maggiori informazioni sul tema migrazione (politica d’asilo e degli stranieri, integrazione, mercato del lavoro) si trovano sul sito Forum per lo studio delle migrazioni e della popolazione dell’università di Neuchâtel.

Lavoratori indipendenti

I cittadini dell’UE e dell’AELS possono svolgere anche un lavoro indipendente in Svizzera; devono però richiedere un permesso di soggiorno adeguato. Informazioni dettagliate si possono ottenere presso le autorità cantonali.

Informazioni generali sulla creazione di un’azienda si trovano sul portale per le piccole e medie imprese della Segreteria di stato dell’economia.

Lavoro a orario ridotto

La situazione sul mercato del lavoro svizzero è piuttosto stabile. Anche la recente crisi economica non ha avuto effetti catastrofici sui tassi di disoccupazione. La disoccupazione costituisce però da anni una delle maggiori preoccupazioni degli svizzeri.

Se la disoccupazione durante la crisi non è cresciuta a dismisura è anche perché nei periodi di recessione le aziende possono ricorrere al lavoro a orario ridotto. I lavoratori interessati dalla misura ricevono dall’assicurazione disoccupazione l’80% della perdita di salario.

Per introdurre l’orario ridotto, le aziende devono ottenere l’approvazione dei loro dipendenti e devono annunciare la misura all’ufficio cantonale competente. L’indennizzo per l’orario ridotto è versato solo per un determinato periodo. Durante la recente crisi, il governo ha prolungato i termini dapprima da 12 a 18 mesi e nel marzo del 2010 a 24 mesi.

Altre informazioni e consigli sul tema disoccupazione si possono reperire sul portale Area Lavoro, dedicato alle persone in cerca di impiego.

swissinfo.ch