Nucleare: sì a nuova centrale, no a scorie

Sì di misura dell'elettorato bernese alla costruzione di una nuova centrale atomica a Mühleberg

(Ex-press)

L'energia atomica è stata domenica al centro di due votazioni cantonali. I bernesi hanno dato il nullaosta alla costruzione di una nuova centrale nucleare a Mühleberg. I nidwaldesi hanno confermato l'opposizione a un deposito di scorie radioattive sul loro territorio.

In entrambi i casi il voto popolare era puramente consultivo. Ossia, serviva a definire la posizione dei due cantoni nei confronti della Confederazione. Questi scrutini rappresentavano però un primo test in vista di una votazione federale sulle nuove centrali nucleari, come pure in relazione alla scelta dei siti per l'immagazzinamento delle scorie radioattive.

Con il 51,2% di sì, l'elettorato del canton Berna ha dato l'accordo di principio alla costruzione di una nuova centrale a Mühleberg, in sostituzione di quella attuale, in funzione da quasi 40 anni, che dovrà cessare l'attività fra un decennio. Soltanto i due circoli elettorali del cantone – quelli che comprendono le città di Berna e di Bienne – si sono opposti. Entrambi con il 53% di no.

Il risultato di domenica sconfessa dunque il governo cantonale – a maggioranza rosso-verde – che si era più volte espresso contro la sostituzione dell'attuale centrale atomica, situata a pochi chilometri dalla capitale. Favorevole a Mühleberg II era invece il parlamento cantonale, a maggioranza borghese.

L'esito ha rallegrato la società che gestisce la centrale, l'Azienda elettrica bernese (BKW). Per quest'ultima il "sì" conferma l'importanza del sito di Mühleberg per la sicurezza dell'approvvigionamento dell'agglomerato di Berna, e del nord-ovest della Svizzera. Il progetto creerà preziosi posti di lavoro, aggiunge l'azienda in una nota nella quale non si accenna al problema delle scorie radioattive.

Di certo l'elettorato di Nidwaldo non vuole che vadano a finire nel proprio cantone. Domenica, infatti, quattro votanti nidwaldesi su cinque hanno ribadito, come già fatto altre quattro volte tra il 1987 e il 2002, di non volere un deposito di scorie radioattive sotto il Wellenberg. I nidwaldesi hanno in questo modo avallato la posizione delle autorità cantonali che chiedono al governo federale di stralciare l'ormai celebre montagna dalla lista dei siti idonei per realizzare il deposito rifiuti nucleari.

Il no al deposito delle scorie radioattive non va comunque interpretato come un rifiuto dell'energia nucleare. Infatti, lo scorso settembre, i nidwaldesi avevano respinto con il 64% dei voti l'iniziativa "per un'uscita a tappe dal nucleare" lanciata dal Partito socialista.

Soldi e cultura

Oltre a quelli bernesi e a quelli nidwaldesi, anche gli elettori di altri 12 cantoni, domenica, in concomitanza con la votazione federale sull'iniziativa sulle armi, erano chiamati alle urne per esprimersi su temi regionali. Alcuni oggetti, in particolare, riguardavano finanziamenti culturali.

Nel cantone di Zurigo gli elettori hanno approvato – nella misura del 62,3% – un credito di 20 milioni di franchi destinato all'ampliamento del Museo nazionale. I lavori dovrebbero iniziare l'anno prossimo e terminare nel 2016.

Con il 51,13% di sì, gli appenzellesi hanno dato il beneplacito al versamento a San Gallo di 1,7 milioni di franchi all'anno a titolo di compensazione per gli oneri delle istituzioni culturali d'importanza interregionale. Finora Herisau versava 350'000 franchi.

Con una maggioranza simile, il 51,44%, i votanti di Basilea Campagna hanno invece rifiutato di aumentare il contributo per il Teatro di Basilea. Il credito supplementare – di 17 milioni di franchi ripartiti su quattro anni – era osteggiato dall'Unione democratica di centro e dal Partito liberale radicale, che giudicavano "irresponsabile" la decisione vista la situazione finanziaria del cantone. Il Teatro di Basilea già riceve attualmente circa quattro milioni annui di franchi da Liestal.

A Basilea Città, gli elettori hanno detto di non volere il referendum finanziario obbligatorio. La maggioranza dei votanti ha infatti chiaramente respinto sia l'iniziativa lanciata dai partiti borghesi che il controprogetto proposto dal parlamento. Il governo esce vincitore: per l'esecutivo le misure proposte erano superflue dato che già oggi può essere lanciato un referendum contro ogni credito che supera i 150mila franchi.

Temi legati alle scuole

Nella città-cantone si è pure votato su un'iniziativa, promossa dal Partito socialista, per l'introduzione dell'orario continuato nella scuola dell'obbligo. La proposta è stata spazzata via dal 63,7% dei votanti.

Stessa sorte è toccata nel canton Soletta a un'iniziativa, in questo caso lanciata dal Partito liberale radicale, che chiedeva di organizzare strutture diurne di accoglienza nelle scuole. Il testo è stato respinto con il 68,2% dei voti.

Sempre in tema di scuole, a San Gallo l'82,5% dei votanti ha bocciato un'iniziativa della "lobby dei genitori" e dei Giovani liberali radicali, per la libera scelta della scuola, pubblica o privata. Il testo, se accettato, avrebbe obbligato il Cantone a finanziare le scuole private in funzione del numero di allievi.

Gli argoviesi hanno da parte loro approvato un credito di 190 milioni per la costruzione del futuro campus della Scuola universitaria professionale della Svizzera del Nord-Ovest (FHNW). Il canton Argovia sarà il proprietario della nuova sede centralizzata, che sarà data in affitto per una somma di 12,2 milioni di franchi l'anno alla FHNW.

Niente amnistia fiscale a Ginevra

In tema socialità, nel canton Soletta è stata affossata, con una maggioranza del 58,7%, un'iniziativa socialista che chiedeva di aumentare i contributi cantonali per la riduzione dei premi della cassa malattia in favore delle persone meno abbienti. A Sciaffusa è invece stata approvata dal 58,8% dei votanti una revisione della legge cantonale sulle cure alle persone anziane, che è stata adattata alla nuova legge federale.

In Romandia si è votato solo a Ginevra, dove l'elettorato ha respinto – con il 53,4% di no – l'amnistia fiscale votata a fine settembre dal parlamento cantonale. Il governo ginevrino si era schierato apertamente a favore del "no", ritenendo il progetto eccessivamente generoso nei riguardi degli evasori e mettendo in dubbio la compatibilità con la Costituzione federale. Contro questa proposta era peraltro stato inoltrato ricorso alla Corte suprema, che non ha ancora esaminato il caso.

Per concludere, da segnalare ancora che a Lucerna i votanti hanno respinto con il 65% di no una iniziativa lanciata dai partiti di sinistra e dalle associazioni ambientaliste che esigeva più piste ciclabili e più parcheggi per le biciclette. Votazione sui trasporti anche a Berna, dove l'elettorato ha approvato una riduzione delle tasse di circolazione dei i veicoli a motore.

Produzione energetica in Svizzera

Energia idrica: 55,8%

Energia atomica: 39,3%

Altre: 2,9%

Energie rinnovabili: 2% (sole, legno, biomassa, vento, geotermia e calore ambientale)

Fonte: Ufficio federale dell'energia (UFE)

Le 5 centrali nucleari svizzere

Beznau I
Entrata in funzione: 1969

Beznau II
Entrata in funzione: 1972

Mühleberg
Entrata in funzione: 1972

Gösgen
Entrata in funzione: 1978

Leibstadt
Entrata in funzione: 1984

swissinfo.ch e agenzie



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