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Vertenza sui frontalieri italiani


Ambasciatore svizzero convocato a Roma


La Farnesina ha convocato l’ambasciatore svizzero in Italia, Giancarlo Kessler, per esprimere la sua preoccupazione per le misure introdotte dalle autorità cantonali ticinesi nei confronti dei lavoratori frontalieri italiani.

L’obbligo del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti per l’ottenimento di un permesso per frontalieri (G) e di dimora, introdotto recentemente in Ticino, sta diventando un caso diplomatico.

Martedì, il Ministero degli esteri italiano ha convocato l’ambasciatore elvetico per comunicare che la misura annunciata in aprile dal governo ticinese è una «violazione dell'accordo europeo sulla libera circolazione delle persone del 1999» ed è «palesemente discriminatoria nei confronti di cittadini italiani e in contraddizione con l'eccellente stato delle relazioni bilaterali», indica un comunicato della Farnesina.

Il Segretario Generale Michele Valensise, prosegue la nota, ha chiesto un sollecito, rinnovato impegno delle autorità di Berna per porre termine a una situazione che suscita profonda insoddisfazione in Italia. Secondo la Farnesina, «Kessler ha confermato che le autorità federali svizzere considerano tali misure incompatibili con gli obblighi derivanti dall'accordo e ha assicurato che avrebbe tempestivamente informato le sue autorità sul crescente rilievo della questione per l'Italia e sulle aspettative di una sua rapida soluzione».

Nei confronti della controversa misura, nessuno ha mai presentato ricorso, ha commentato il presidente del governo ticinese Norman Gobbi, secondo cui l’Italia dovrebbe interrogarsi sui motivi che spingono gli italiani a lavorare e a vivere in Svizzera.

swissinfo.ch e tvsvizzera.it (Telegiornale del 28.07.2015)

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