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Primo sondaggio: votazione del 10 febbraio 2019 Avvio favorevole per l’iniziativa contro la dispersione degli insediamenti

Zersiedelte Ebene

La dispersione degli insediamenti e lo spreco di terreni è particolarmente visibile nella regione dell'Altopiano, dove è concentrata la stragande maggioranza della popolazione in Svizzera.

(Keystone)

Quasi due terzi degli elettori sostengono il testo dei Giovani Verdi che vuole congelare la superficie complessiva delle zone edificabili in Svizzera. È quanto risulta dal primo sondaggio della SSR, realizzato nella prima metà di dicembre. Le chance di successo dell’iniziativa non sono, tuttavia, considerate molto grandi. 

Depositata nel 2016, l’iniziativa “Fermare la dispersione degli insediamenti – per uno sviluppo insediativo sostenibile (Iniziativa contro la dispersione degli insediamenti)”Link esterno suscita molte simpatie tra la popolazione. Gli autori propongono di frenare la crescente dispersione degli insediamenti, che distrugge progressivamente le risorse naturali e il paesaggio in Svizzera. 

Secondo il primo sondaggio della SSR, realizzato dall’istituto gfs.bern tra il 4 e il 13 dicembre, il 63% delle persone interrogate afferma di voler votare a favore del testo dei Giovani VerdiLink esterno il prossimo 10 febbraio. I contrari raggiungono il 29%, mentre l’8% degli interrogati non sa ancora come esprimersi. 

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Sondaggio grafico

L’iniziativa è massicciamente sostenuta dagli elettori dei Verdi, con un 87% di intenzioni di voto favorevoli, come pure da quelli del Partito socialista, con un 76%. Attualmente, la proposta riceve ampi sostegni non solo tra le forze di sinistra, ma anche tra i simpatizzanti dei Verdi liberali (61% a favore) e perfino tra quelli dell’Unione democratica di centro (65%). Sempre per quanto riguarda i maggiori schieramenti politici, il testo non raggiunge una maggioranza solo tra gli elettori del Partito popolare democratico e del Partito liberale radicale. 

Difesa del paesaggio 

Con questa iniziativa, i Giovani Verdi intendono sancire nella Costituzione federale un divieto, senza limiti di tempo, di estendere ulteriormente le zone edificabili. Eccezioni potrebbero essere fatte per l'agricoltura o per l’infrastruttura pubblica. L’apertura di nuove zone edificabili potrebbe essere autorizzata soltanto se, altrove, un'area equivalente di terreno edificabile viene declassata e restituita alla natura. L'iniziativa mira inoltre a promuovere la densificazione urbana e l'edilizia abitativa sostenibile. 

La protezione della natura e del paesaggio figura tra i temi che raccolgono generalmente molti consensi in Svizzera. Nel 2012 gli elettori hanno accettato l’iniziativa di Franz WeberLink esterno“Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!”Link esterno, che ha posto parzialmente freno in molti comuni agli eccessi della cementificazione e della speculazione edilizia. 

dossier

Votazione del 10 febbraio 2019 La dispersione degli insediamenti alle urne

Gli svizzeri hanno respinto l’iniziativa popolare che chiedeva di vietare a tempo indeterminato l’espansione delle zone edificabili.

L’anno seguente, il popolo ha approvato in votazione federale anche la revisione della Legge sulla pianificazione del territorioLink esterno, che limita già in parte la crescita delle zone edificabili e che prevede di migliorare l’impiego di superfici dismesse o utilizzate in modo insufficiente. A detta dei Giovani Verdi, questa normativa non basta tuttavia a frenare gli sprechi di terreno, l’impoverimento della natura e la perdita di biodiversità. 

Successo improbabile 

Nonostante il buon avvio nella campagna politica in vista del voto del 10 febbraio, l’iniziativa rischia di non superare la prova delle urne, sottolineano gli autori del sondaggio. Da un lato perché “la formazione dell’opinione su questo oggetto non era ancora molto avanzata” nella prima metà di dicembre. Tra i sostenitori dell’iniziativa, solo il 35% ha dichiarato di essere già assolutamente sicuro del proprio voto. Tendenzialmente, la stragrande maggioranza delle iniziative perdono gran parte dei consensi iniziali nel corso delle ultime settimane prima del voto. 

Vi è inoltre da prevedere che, anche su questo tema, le maggiori organizzazioni economiche e i partiti di centro e di destra impiegheranno notevoli mezzi nella fase finale della campagna, per attirare l’attenzione sui possibili effetti negativi dell’iniziativa dal profilo economico e convincere gli elettori a deporre un “no” nelle urne. Secondo il governo e la maggioranza borghese del parlamento, un’approvazione dell’iniziativa ridurrebbe drasticamente la costruzione di nuovi alloggi e farebbe aumentare i canoni di affitto. Il testo sarebbe inoltre troppo rigido e non terrebbe conto della diversità dei contesti regionali. 

Vi è da prevedere in particolare un cambiamento di posizione di molti elettori dell’Unione democratica di centro, dato che la direzione del partito di destra si oppone all’iniziativa. Generalmente, le proposte sostenute soltanto dalla sinistra non riescono a raccogliere una maggioranza di voti in Svizzera.

Il sondaggio 

Per la prima indagine demoscopica in vista della votazione federale del 10 febbraio 2019, l'istituto gfs.bern ha intervistato, tra il 4 e il 13 dicembre, 3028 persone con diritto di voto, selezionate in modo rappresentativo e ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. 

Il margine di errore è di ±2,9 punti percentuali. Il sondaggio è realizzato su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, della quale fa parte anche swissinfo.ch. 

Gli svizzeri residenti all'estero non possono essere intervistati perché, per motivi legati alla protezione dei dati, i ricercatori del gfs.bern non hanno accesso ai loro indirizzi.

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