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Punto di vista "Sì" all'iniziativa per vacche con corna, per il “benessere degli animali”

Un testo che non vieta la decornazione, ma incoraggia gli allevatori ad abbandonare questa pratica in nome del benessere degli animali. Il deputato verde Michael Töngi invita gli svizzeri ad accettare l'iniziativa per vacche con corna il prossimo 25 novembre.

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Michael Töngi

Michael Töngi, rappresentante del Partito ecologista svizzero (PES), è membro del parlamento cantonale di Lucerna da oltre dieci anni e della Camera del popolo dal marzo 2018.  È stato per sette anni segretario generale dell'Associazione svizzera degli inquilini e oggi fa parte del Comitato centrale dell'Associazione trasporti e ambiente (ATA).

(© 2018 Béatrice Devènes)

Mucche e corna: due elementi che, secondo noi, sono indissociabili. Non per niente la mucca Milka o la mucca pubblicizzata da Swissmilk sono dotate di corna. Nessun pubblicitario oserebbe presentare una mucca priva di questo attributo. Ma la realtà, nelle stalle, appare molto diversa dagli annunci pubblicitari: sempre più mucche vengono scornate. Poche settimane dopo la nascita ai vitelli vengono bruciati i boccioli dei corni. 

Tuttavia, le corna non sono un materiale inerte: sono attraversate da vene e nervi e continuano a crescere per tutta la vita. Assumono un ruolo importante nel comportamento sociale degli animali, per la comunicazione tra di loro, così come per l'igiene. Quando gli animali nascono con le corna, queste appartengono loro. 

Le conseguenze della decornazione non interessano né il governo né il parlamento: non è accertato che l'animale soffra, hanno sostenuto, rifiutando di condurre uno studio per poter discutere la questione in modo più approfondito. 

L'estate scorsa, subito dopo il dibattito parlamentare, sono stati resi pubblici i risultati, ancora provvisori, di un progetto di ricerca. Danno di che pensare: perfino diversi mesi dopo la decornazione molti vitelli soffrono di una maggiore sensibilità al dolore. Provano dolore anche quando vengono toccati molto lievemente e reagiscono in modo più sensibile agli stimoli dolorosi rispetto ai vitelli con corna. 

Il dolore a lungo termine dei vitelli non deve lasciarci indifferenti. Studiosi del Centro di competenza della Confederazione per la ricerca agricola, Agroscope, hanno scoperto che le mucche con le corna hanno un maggiore riguardo tra di loro. Per stabilire una gerarchia nella mandria, in genere si scontrano senza contatto corporeo, mentre i litigi tra mucche senza corna sono spesso caratterizzati da colpi di testa e ferite. 

Chiunque voglia lavorare per il benessere degli animali deve sostenere gli agricoltori che rinunciano alla decornazione. Le mucche hanno bisogno di più spazio nelle loro stalle e di maggiore attenzione. È qui che l'iniziativa svolge un ruolo importante. Già oggi la Costituzione prevede la promozione di un’agricoltura in armonia con la natura e rispettosa dell'ambiente e degli animali, attraverso incentivi di interesse economico. 

I promotori dell’iniziativa propongono di aggiungere che tali incentivi dovrebbero essere applicati anche all'allevamento di animali cornuti. Ciò può essere facilmente integrato nell'attuale politica agricola svizzera, che contempla già molti strumenti di incentivazione finanziaria e ha una buona esperienza nella promozione di standard ecologici e rispettosi degli animali. Questa nuova misura rappresenterebbe solo lo 0,5% circa del bilancio agricolo complessivo della Confederazione. 

L'iniziativa non impone che tutte le mucche debbano avere delle corna, ma si basa sul principio della volontà individuale, lasciando ad ogni allevatore la libertà di prendere le proprie decisioni. Il testo mira unicamente a fornire un equo compenso per i costi aggiuntivi. Si tratta di un approccio molto equilibrato. 

Questa iniziativa è un esempio perfetto di impegno personale: l'agricoltore all'origine dell’iniziativa, Armin Capaul, ha perseguito il suo obiettivo con passione tra le montagne del Giura. Ha cercato di difendere la sua causa con interviste, lettere, interventi parlamentari e persino una petizione. Solo dopo aver constatato il fallimento di tutti questi sforzi, ha deciso di lanciare un'iniziativa popolare, riuscendo a raccogliere le firme necessarie senza il sostegno di grandi organizzazioni. 

Queste firme avrebbero dovuto convincere il parlamento a prendere sul serio la questione. Per nulla: nonostante questo impressionante risultato, il parlamento ha dimostrato il suo disinteresse, rifiutando di adottare una controproposta e di integrare il sostegno agli animali cornuti nella politica agricola. Questa decisione deve essere corretta dai cittadini, con un "sì" all'iniziativa per vacche con corna.

Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente la posizione di swissinfo.ch.​​​​​​​

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Traduzione dal tedesco di Armando Mombelli

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