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Sicurezza In Svizzera gli ebrei non sono piantati in asso

diversi simboli religiosi.

Ebraismo, cristianesimo, induismo, islam e buddismo (da sin. a destra): i simboli di tutte le principali religioni a livello internazionale trovano posto insieme nel cimitero di Emmen, nel cantone di Berna.

(Keystone)

Gli attacchi di islamisti e di neonazisti contro gli ebrei sono in aumento in Europa. In Svizzera gli ebrei svizzeri finora hanno dovuto provvedere da sé alla propria sicurezza. Ciò dovrebbe cambiare.

Come in Germania, in Francia e altri paesi europei, anche in Svizzera gli ebrei temono per la loro sicurezza. I costi per la protezione di scuole ebraiche, sinagoghe e case di riposo, con telecamere di sorveglianza, personale di sicurezza e serrande si cifrano in milioni di franchi. Finora, le comunità ebraiche elvetiche hanno organizzato loro stesse e pagato di tasca propria queste misure.

In una mozioneLink esterno, il senatore socialista Daniel Jositch ha chiesto una maggiore protezione delle comunità religiose contro la violenza terroristica ed estremista. Il parlamentare ha motivato la richiesta con il fatto che le persone di fede ebraica anche in Svizzera sono particolarmente a rischio di aggressioni da parte di estremisti jihadisti. Pura avendo riconosciuto sia tale potenziale pericolo sia l'obbligo di protezione, la Confederazione non ha finora adottato provvedimenti adeguati, ha sottolineato Jositch.

Sul fondo, tutti d'accordo

La Camera dei cantoni un anno fa aveva condiviso i suoi argomenti e approvato la mozione. Questa è approdata oggi alla Camera del popolo. Nel dibattito in aula nessuno si è espresso contro la proposta.

Gli ebrei svizzeri hanno la legittima preoccupazione di diventare vittime di attacchi jihadisti, ha dichiarato il senatore Erich von Siebenthal, dell'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice).

Si tratta semplicemente di "ricordare alla Confederazione, ai cantoni e ai comuni il loro dovere costituzionale di proteggere la popolazione nell'ambito delle loro rispettive competenze", ha affermato a nome della commissione preparatoria, Lisa Mazzone. La deputata Verde ginevrina ha quindi puntualizzato che quella ebraica non è peraltro l'unica minoranza religiosa che necessità particolare protezione.

Considerazioni su cui proprio tutti si sono ritrovati d'accordo: anche il governo ha invitato il parlamento ad adottare la mozione. La ministra svizzera di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga ha sottolineato che il governo federale prende molto sul serio la questione. Già nel 2017 ha istituito un gruppo di lavoro ad hoc, composto di rappresentanti della Confederazione, dei cantoni e delle comunità ebraiche e musulmane, per elaborare congiuntamente un piano di protezione. Il gruppo di lavoro presenterà un rapporto in primavera.

Simonetta Sommaruga ha già presentato i primi risultati del gruppo di lavoro: sebbene in linea di principio sia possibile un contributo finanziario della Confederazione ai costi della sicurezza, manca la base legale per le guardie di sicurezza e le misure infrastrutturali sul campo, ha spiegato la ministra socialista. Il gruppo di lavoro sta esaminando la creazione di tale base giuridica, ma ciò richiederà una decisione politica, ha precisato.

Intanto la Camera del popolo oggi ha dato il nullaosta alla mozione "Garantire la sicurezza delle comunità religiose dalla violenza terroristica ed estremista" di Daniel Jositsch, che è dunque definitivamente adottata dal parlamento.

Quanto costa la protezione?

In Svizzera vivono solo circa 18'000 ebrei. Se i costi della sicurezza fossero pagati dagli enti pubblici, l'importo pro capite non sarebbe molto elevato.

La protezione dei musulmani potrebbe essere leggermente più costosa: in Svizzera vivono circa 450'000 musulmani. Anche loro sono particolarmente a rischio, a causa dell'islamofobia e del radicalismo di destra. Nel dicembre 2016, un uomo ha sparato alla cieca contro i fedeli che si trovavano in una sala di preghiera musulmana a Zurigo.

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Potete contattare l'autrice dell'articolo @SibillaBondolfi su FacebookLink esterno o TwitterLink esterno.


(Traduzione dal tedesco: Sonia Fenazzi)

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