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Sondaggio


Poche possibilità alle urne per Ecopop




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L'iniziativa Ecopop ha iniziato a scaldare gli animi già mesi prima della votazione. (Keystone)

L'iniziativa Ecopop ha iniziato a scaldare gli animi già mesi prima della votazione.

(Keystone)

Se si fosse votato il 14 ottobre, nessuno dei tre oggetti sottoposti a votazione popolare il prossimo 30 novembre avrebbe ottenuto una maggioranza assoluta. Lo dice il primo sondaggio sulle prossime votazioni federali condotto dall’Istituto gfs.bern su mandato della SRG SSR.

La controversa proposta “Stop alla sovrappopolazione - sì alla conservazione delle basi naturali della vita” raccoglierebbe il 35% dei consensi. La cosiddetta iniziativa Ecopop verrebbe invece respinta dal 58% dei votanti, mentre il 7% non ha ancora un’opinione in merito. «Solitamente, gli indecisi hanno tendenza ad aderire al campo dei contrari», afferma Claude Longchamp, direttore dell’Istituto di ricerche gfs.bern.

Il fatto che in occasione di un’iniziativa il fronte dei contrari aumenti e quello dei favorevoli diminuisca, è una sorta di legge che è già stata osservata a più riprese durante i sondaggi, rileva il politologo. Per i temi legati all’immigrazione, puntualizza, ci potrebbero però essere delle eccezioni.

È d’altronde quanto già successo il 9 febbraio, quando il popolo svizzero ha accettato l’iniziativa contro l’immigrazione di massa dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), ribaltando le previsioni dei sondaggi.

«Per ottenere quell’eccezione c’è voluta una forte una mobilitazione e un ampio consenso nel campo borghese», osserva Claude Longchamp. «Per ora non è così, ma molto dipenderà dal proseguo della campagna».

 (swissinfo.ch)
(swissinfo.ch)

L’ombra del 9 febbraio

Il direttore dell’Istituto gfs.bern ritiene che la nuova iniziativa abbia molte meno possibilità di ottenere la maggioranza. E questo per tre ragioni principali.

«La prima, probabilmente la più importante, è che nel caso dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa c’era un attore ben conosciuto, temuto e noto per essere una voce importante nelle questioni di politica migratoria. Oggi però, l’UDC è ufficialmente contraria all’iniziativa Ecopop». Inoltre, a differenza del principale partito della svizzera, il comitato Ecopop è poco radicato nella popolazione.

Secondariamente, nella campagna sono stati investiti più soldi. «E infine, a favore dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa si erano espressi più politici del campo borghese. In Consiglio nazionale [camera bassa del parlamento, ndr] erano 49. Per Ecopop sono tre», precisa Claude Longchamp.

Il politologo prevede che il voto del 9 febbraio avrà conseguenze su quello del 30 novembre. «Oggi la gente è molto più consapevole che un sì all’iniziativa Ecopop potrebbe ripercuotersi sugli accordi bilaterali», commenta.

Il sondaggio ha pure evidenziato in modo chiaro che «i due terzi delle persone interrogate considerano le conseguenze troppo pesanti. C’è anche una maggioranza che ritiene che l’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa rappresenti già un segnale», dice Claude Longchamp. Soltanto una minoranza, aggiunge, è dell’idea che bisogna rilanciare la questione.

Riassumendo, Claude Longchamp sostiene che «l’ombra dell’iniziativa accettata il 9 febbraio gioca a sfavore dell’iniziativa Ecopop».

Forte consenso in Ticino

Da un’analisi dettagliata del sondaggio emerge che tra i simpatizzanti dei principali partiti svizzeri, la percentuale di favorevoli è assai ridotta. La quota è compresa tra il 17% dei socialisti e il 24% dei popolari democratici (centro).

Sondaggio SRG SSR

Il sondaggio è stato realizzato dall’Istituto gfs.bern su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, di cui fa parte anche swissinfo.ch.

All’indagine svolta dal 13 al 18 ottobre 2014 hanno partecipato 1'206 persone con diritto di voto e con domicilio in Svizzera, ripartite in tutte le regioni linguistiche del paese. Il margine d’errore è del ± 2,9%.

Gli svizzeri all’estero non sono stati considerati per il sondaggio. Il governo ha infatti deciso che le coordinate degli espatriati svizzeri non possono essere comunicate per ragioni legate alla protezione dei dati.

Unica eccezione, gli intervistati vicini all’UDC, che approvano Ecopop nella misura del 64%. Dopo aver manifestato la sua opposizione all’iniziativa, l’UDC sembra aver provocato «un conflitto tra la base e i vertici», osserva Claude Longchamp.

A meno di una mobilitazione del Partito liberale radicale (centro destra), sembra improbabile che l’iniziativa verrà accolta, prevede il politologo. Ad ogni modo, anche i votanti senza preferenza politica potrebbero risultare decisivi.

Per Claude Longchamp, l’alta percentuale di voti favorevoli osservata nella Svizzera italiana non ha nulla di sorprendente. Con il 51% di sì, la quota è ancora più alta di quella emersa nel primo sondaggio sull’iniziativa contro l’immigrazione di massa. A titolo di paragone, le preferenze raggiungono il 36% nella Svizzera tedesca e il 29% nella Svizzera romanda.

«Il canton Ticino non ha mai detto di sì a questioni che riguardano l’integrazione nel contesto europeo. In questo caso però, è la conseguenza sulla politica europea ad essere un argomento essenziale. Ciò non svolge alcun ruolo in Ticino, un cantone in cui le questioni migratorie sono molto più importanti», commenta Claude Longchamp.

Il sondaggio mostra poi che anche il livello di fiducia nei confronti del governo ha una certa importanza. Questo vale in particolare tra gli insoddisfatti, dove la metà delle persone interrogate afferma il proprio sostegno all’iniziativa. Da ultimo c’è poi l’influsso del reddito: più il reddito dell’economia domestica e il livello di scolarità sono alti, più il tasso di approvazione è basso.

Forfait fiscali

I politologi hanno osservato un quadro analogo per l’iniziativa popolare “Basta ai privilegi fiscali dei milionari”, il secondo oggetto in votazione, che chiede di sopprimere i forfait fiscali concessi ai ricchi stranieri. Tuttavia, la differenza tra classi sociali non appare così marcata.

In generale, il 48% delle persone interrogate è favorevole all’iniziativa. Il 36% vi si oppone e il 16% è ancora indeciso. «All’inizio, è stato detto che l’iniziativa sui forfait fiscali aveva origini molto a sinistra. Negli ultimi 2-3 anni, le iniziative della sinistra hanno avuto poche possibilità e quindi anche quest’iniziativa non ha alcuna chance», ritiene Claude Longchamp.

Il sondaggio mostra però qualcosa di completamente diverso. «Ci insegna in particolare - e qui voglio dirlo in modo chiaro - che le classi medie manifestano simpatia nei confronti di questa proposta. Non solo le classi medie di sinistra, ma pure quelle di destra, le quali hanno l’impressione di essere svantaggiate dalle imposte e che ci siano troppi privilegi per i ricchi», rileva il direttore dell’istituto bernese.

Questo miscuglio fatto dal sostegno della sinistra e dal malcontento delle classi medie non va sottovalutato, sottolinea Claude Longchamp. Il sondaggio mostra comunque che l’iniziativa è combattuta anche da una parte dei simpatizzanti di sinistra, in particolare nei cantoni che sarebbero maggiormente toccati dall'abolizione dei forfait fiscali.

«Considerando lo status quo nei cantoni, il privilegio accordato ai ricchi stranieri è oggi un fenomeno soprattutto nella Svizzera francofona e italofona», analizza il politologo. I tre quarti dei beneficiari di un forfait fiscale vivono nei cantoni di Ginevra, Vaud, Ticino e Vallese.

«Sarà interessante vedere ciò che succederà nei cantoni realmente toccati». Lo scenario più probabile, prevede, è un aumento delle voci contrarie e, alla fine, il rifiuto dell’iniziativa alle urne.

Iniziativa sull’oro

Terzo oggetto in votazione popolare, l’iniziativa “Salvate l’oro della Svizzera” chiede di vietare la vendita delle riserve aurifere della Banca nazionale svizzera e di obbligare l’istituto centrale a possedere almeno il 20% dei suoi attivi in oro e a mantenere le riserve in Svizzera.

Secondo il sondaggio, l’iniziativa verrebbe accettata dal 44% degli aventi diritto di voto e respinta dal 39%. La quota d’indecisi è del 17%.

L’indagine mostra chiaramente che questo oggetto è stato finora sottovalutato, afferma Claude Longchamp. Il tasso di approvazione tra le persone che non appartengono a un partito e tra coloro che non hanno fiducia nel governo, avverte, non dev’essere sottostimato. Dal momento che il processo di formazione dell’opinione non è ancora a uno stadio avanzato, il sondaggio indica che per questa iniziativa «si potrebbe prendere una decisione dettata dall’istinto».

Ad essere sorprendente è la percentuale di preferenze tra i popolari democratici e i liberali radicali, così come tra le persone senza partito, che va dal 41 al 50%. Ciononostante, in seno ai due partiti il campo dei contrari continua a essere in vantaggio. I partiti di sinistra sono chiaramente contro l’iniziativa, mentre soltanto l’UDC la sostiene apertamente.

In conclusione, i politologi del gfs.bern partono dal principio che il 30 novembre «tutte e tre le iniziative verranno verosimilmente respinte».


Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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