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Un italofono nel governo svizzero «L'elezione di Cassis dimostra che la Svizzera tiene al suo carattere plurilingue»

i sette membri del consiglio federale e il portavoce della cancelleria

La nuova composizione del governo svizzero: Doris Leuthard, Alain Berset, Ueli Maurer, Simonetta Sommaruga, Johann Schneider-Ammann, Guy Parmelin, Ignazio Cassis e il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr.

(Keystone)

Il liberale radicale Ignazio Cassis, originario di Sessa, in Ticino, è l’ottavo consigliere federale di madrelingua italiana della storia elvetica. Questo aiuterà la Svizzera a risolvere le pendenze con l’Italia? L’analisi del politologo Nenad Stojanovic.

Un rappresentante del Ticino ritorna nel governo svizzero dopo 18 anni. C’è da festeggiare?

Certamente, anche se più che un rappresentante del Ticino direi della Svizzera italiana. La sua elezione è un atto simbolico, di cui non bisogna però esagerarne la portata. Anche Cassis dovrà rappresentare gli interessi di tutto il paese, non solo quelli della sua regione. Però in politica i simboli contano e l’elezione di Cassis è una dimostrazione che la Svizzera tiene al suo carattere plurilingue.

Ignazio Cassis è stato eletto al secondo turno con 125 voti [su 244 schede valide]. Sono tanti o pochi?

Direi che sono relativamente pochi. Al secondo turno, Pierre Maudet e Isabelle Moret hanno ottenuto in totale 118 voti. Quelli che al secondo turno non hanno votato per Cassis, erano contro di lui. Teoricamente, sarebbero bastati solo quattro parlamentari in meno in favore di Cassis per far vincere uno degli altri due candidati. Il grande favorito ce l’ha fatta. Ma bastava poco per avere un risultato diverso.

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prima intervista a ignazio cassis

All’inizio della campagna si è posto l’accento sulla questione femminile e quella italofona. Oggi però, le 72 parlamentari donne hanno votato un uomo. La questione femminile era quindi soltanto un alibi?

In generale queste questioni sono spesso un alibi. La settimana scorsa, il gruppo parlamentare UDC (Unione democratica di centro) aveva detto che avrebbe sostenuto Cassis per rispettare l’articolo costituzionale relativo all’equa rappresentanza delle lingue. Posso però dire con certezza che se ci fosse stata Laura Sadis [ex deputata federale ed ex membro del governo ticinese], quindi una donna piuttosto a sinistra del Partito liberale radicale (PLR), l’UDC non l’avrebbe affatto appoggiata. Se l’UDC ha deciso di sostenere Cassis, è soltanto per scelta politica.

Con 90 voti, Pierre Maudet ha ottenuto un ottimo risultato. Il consigliere di Stato ginevrino ha puntato molto sull’esperienza in un esecutivo, ciò che Moret e Cassis non avevano. Quanto è decisivo questo tipo di esperienza per diventare consigliere federale?

Nenad Stojanovic è politologo ed esperto della storia del governo svizzero.

(Keystone)

In generale, negli ultimi anni sono stati soprattutto dei parlamentari a essere stati eletti, e non dei membri di un esecutivo senza esperienza nel parlamento federale. L’esperienza in un esecutivo non è determinante. Tra gli attuali membri del Consiglio federale, nessuno ha avuto un ruolo in un governo cantonale. Solo due ministri, Didier Burkhalter e Simonetta Sommaruga, hanno avuto un’esperienza in un esecutivo comunale. Quello che però tutti avevano era un’esperienza analoga a livello del loro partito o del parlamento. Ueli Maurer è stato presidente dell’UDC, Doris Leuthard del Partito popolare democratico e Alain Berset è stato presidente della Camera dei Cantoni (camera alta). Cassis, essendo stato presidente del gruppo parlamentare PLR alle Camere federali, aveva in questa senso un’esperienza da dirigente.

Cassis erediterà il Dipartimento federale degli affari esteri di Burkhalter oppure ci sarà un rimescolamento?

Difficile dirlo anche perché sono soltanto i sette membri del governo a decidere. Personalmente mi aspetto un cambiamento, magari con il socialista Berset agli affari esteri. A quel punto Cassis potrebbe riprendere il ministero dell’interno. Ma si tratta soltanto di supposizioni.

La Svizzera ha diversi dossier aperti con l’Italia. L’italianità di Cassis potrebbe essere di aiuto?

Quello dall’italofonia è stato un argomento utilizzato per appoggiare la sua candidatura. Ma non ci credo molto. Alla fine non sono i singoli consiglieri federali a negoziare i dettagli, ma gli alti funzionari. Certo, avere un ministro di madrelingua italiana, soprattutto al dipartimento degli affari esteri, può essere di aiuto. Ma già ora ci sono ministri che si esprimono correntemente in italiano, come Leuthard o Sommaruga. Non darei troppa importanza a questo argomento.

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