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2003 all'insegna del toro alla borsa svizzera

2003 positivo per Swiss Exchange

(Keystone)

La borsa svizzera ha rialzato nel 2003 la testa, con lo Swiss Market Index che guadagna il 17 % nell’anno che si sta per concludere.

Gli investitori ritrovano il sorriso dopo i due anni orribili del 2001 e 2002, anche se le prospettive a breve termine permangono incerte.

Gli investitori possono tirare un sospiro di sollievo: dopo le perdite in alcuni casi catastrofiche registrate negli ultimi due anni, la borsa ha vissuto un 2003 all'insegna del recupero.

L'indice svizzero dei valori guida, SMI, è cresciuto (dato del 23 dicembre scorso) del 16,9 %, mentre quello allargato SPI è aumentato di circa il 20,5 %.

Hanno brillato in particolare i titoli tecnologici. Rimane tuttavia una certa prudenza riguardo alle previsioni per il 2004.

L’inversione di tendenza

"Dopo i tonfi pari al 22 % nel 2001 ed al 26 % nel 2002, l'anno che si chiude mercoledì è stato buono, anche se bisogna tener conto del fatto che il 2003 è iniziato per l’SMI ad un livello estremamente basso”.

Eric Parisod della Banca cantonale vodese (BCV) è un esperto del settore e ricorda che i primi mesi si sono rivelati molto difficili: "Dopo i 4.630 punti raggiunti in gennaio, l'SMI ha vissuto una vera discesa agli inferi il 12 marzo, piombando a 3.618 punti".

Dalla fine del primo trimestre gli investitori hanno però iniziato a liberarsi dai timori di deflazione. Paradossalmente ciò è avvenuto poco prima dell'inizio, il 20 marzo scorso, della guerra in Iraq.

«I mercati hanno anche cominciato ad anticipare il miglioramento delle condizioni economiche negli Stati Uniti», precisa Patrick Lambert della Pictet & Cie.

La fase di recupero

La buona performance del 2003 riflette pure il livello molto basso dei tassi d’interesse, scesi negli Stati Uniti al minimo storico degli ultimi 45 anni. “Una situazione che ha portato a ridurre l'avversione degli investitori nei confronti del rischio”, spiega Roland Duss, economista alla Ferrier Lullin & Cie.

Da quel momento, l'SMI ha iniziato una fase di ricupero, sfociata in un massimo registrato in settembre, con 5.456 punti, alla quale è seguita una fase di consolidamento. La correzione è rimasta tuttavia più contenuta del previsto: alcuni specialisti del ramo prevedevano una discesa dell'SMI sotto la barra dei 4.800 punti.

Attualmente l'indice dei valori guida naviga attorno ai 5.400 punti: sembrano sempre più lontani i tempi di quando lo SMI svettava ad oltre 8.400 punti, come avvenne il 24 agosto 2000.

Il ritorno dei tecnologici

La Borsa svizzera ha seguito nel 2003 la tendenza degli altri mercati, ma i valori difensivi dell'indice guida, fra i quali pesi massimi del calibro di Nestlé e Novartis, ne hanno frenato la performance. Le grandi società hanno inoltre sofferto del deprezzamento del dollaro.

Nel 2003 si sono messi in luce, in entrambi i listini, soprattutto i titoli tecnologici. Temenos, attivo nello sviluppo di software per banche, è il campione di quest'anno, con un incremento del valore della sua azione del 560 %.

Non sono state da meno Amazys (ex-Gretag Macbeth) e Swissquote, con aumenti rispettivamente del 241 e del 250 %, nonché Leica Geosystems (più 190 %). Ottimo anno anche per Mikron: il gruppo tecnologico di Bienne ha registrato un più 166 %.

Nell'SMI, il grande vincitore è Kudelski (più 93 %), seguito da Swiss Life (più 86 %). L'azione della compagnia assicurativa è passata da un valore di circa 100 franchi all'inizio dell'anno agli attuali 220 franchi, toccando un massimo di 240,25 franchi e un minimo di 41,75 franchi in marzo.

Seguono a ruota il gruppo elvetico-svedese ABB (+ 78,3 %), la Société Générale de Surveillance (SGS) con un più 74,8 %, Unaxis (+ 68,7 %) e Adecco (+ 38 %).

I titoli chimici hanno invece fatto registrare i peggiori risultati: il gruppo basilese Clariant ha fatto segnare un meno 23 %, mentre l'azione Lonza ha perso il 18 %. Anche Swiss Re, numero due mondiale della riassicurazione, fa parte dei «looser» con un titolo che ha perso il 17 %.

Aspettative prudenti

I risultati ottenuti dalla borsa svizzera nel 2003 non suscitano grandi sentimenti d’euforia fra gli specialisti del settore, che rimangono prudenti nelle loro previsioni per il 2004. Gli analisti si aspettano una crescita vicina ai 5.800 punti.

«L'inizio dell'anno dovrebbe rimanere favorevole grazie alle buone condizioni economiche», spiega Eric Parisod.

“La borsa svizzera continuerà il suo trend positivo e l'SMI dovrebbe raggiungere valori compresi fra i 5.750 ed i 5.850 punti”, prevede dal canto suo Roland Duss.

L’analista economico della banca Ferrier Lullin & Cie aggiunge che si dovrà tuttavia osservare con attenzione l'evoluzione della ripresa negli Stati Uniti, in particolare alla luce degli effetti legati al calo delle imposte.

swissinfo e agenzie

In breve

Il settore finanziario elvetico ha rialzato la testa nel 2003, lasciandosi alle spalle le perdite causate dal crollo borsistico del 2001 e del 2002.

Gli investitori hanno così ritrovato il sorriso ed il gusto per il rischio. I titoli che hanno registrato i maggiori incrementi sono stati quelli tecnologici, mentre i peggiori in assoluto sono stati quelli chimici, in netta perdita.

La ripresa è però ancora fragile e per il 2004 la prudenza tra gli operatori è d’obbligo.

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Fatti e cifre

17 %, la performance registrata dall'indice della borsa svizzera nel 2003
26 %, la perdita nel 2002 (meno 22 % nel 2001)
560 %, il guadagno registrato quest'anno dal titolo Temenos, il migliore in assoluto della borsa svizzera

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