Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

420 milioni per trasferire i camion dalla strada alla ferrovia

Entro il 2005 le ferrovie vogliono portare via dalla strada migliaia di camion

(Keystone Archive)

Le ferrovie svizzere vogliono potenziare la loro offerta per i camion e chiedono aiuto alla Confederazione.

Vista la difficile situazione sull'asse del San Gottardo le FFS vogliono incentivare il trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia. L'obiettivo è sviluppare un'offerta capace di levare dalla strada entro il 2005 355 000 passaggi di camion attraverso le Alpi. A questo scopo dovrebbero essere investiti 420 milioni di franchi.

Le Ferrovie federali intendono ampliare i due sistemi di trasporto Cargo Domino e Cargo Express, ha spiegato il portavoce Roland Binz facendo riferimento ad una notizia del «SonntagsBlick».

Cargo Domino permette al camionista di trasferire merci velocemente dall'autocarro a un vagone senza dover ricorrere a un vero e proprio terminal. Cargo Express è un sistema di trasporto che fa capo a 26 punti di raccolta in tutta la Svizzera: le merci consegnate alla sera in un punto possono essere ritirate in un altro la mattina successiva.

Per potenziare la loro offerta le FFS chiedono alla Confederazione un contributo di circa 250 milioni di franchi: 200 milioni per migliorare l'infrastruttura di entrambi i sistemi di carico, 24,5 per sviluppare Cargo Express in Ticino riducendo le tariffe, e 21,5 per rendere più concorrenziali i prezzi Hupac nel traffico interno e verso l'Italia.

Da parte sua il consiglio di amministrazione delle FFS ha già deciso l'acquisto per 100 milioni di 18 locomotive in grado di circolare con due sistemi di corrente, e quindi di essere impiegati nel traffico transfrontaliero con l'Italia. Altri 70 milioni sono stati stanziati per miglioramenti generali dei due sistemi Domino e Express.

swissinfo e agenzie

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×

In evidenza