440 posti di lavoro bruciati con la cellulosa

Il gruppo norvegese Borregaard intende chiudere la propria fabbrica di cellulosa a Riedholz, nel canton Soletta. I 440 posti di lavoro saranno quasi certamente soppressi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 settembre 2008 - 17:47

La decisione definitiva giungerà dopo l'usuale periodo di 30 giorni di consultazioni. La Borregaard spiega i suoi propositi con il prezzo delle materie prime e dell'energia e con il forte calo delle vendite sui mercati asiatici, capitali per il gruppo.

In luglio Borregaard ha attuato un programma di riduzione dei costi. «Ma ciò non è bastato per far uscire la fabbrica dalle cifre rosse», ha affermato il presidente del consiglio d'amministrazione Jørn Syvertsen. A ciò si aggiungono problemi col comune di Riedholz, che si è lamentato per l'inquinamento dell'aria e dell'acqua generato dall'impianto.

La società precisa di aver previsto un piano sociale e l'apertura di un centro di consulenza per orientare il personale in vista di un nuovo impiego. Il sindacato Unia si è detto scandalizzato e chiede un'alternativa alla chiusura pura e semplice della fabbrica.

Col sito solettese scomparirebbe una delle più grandi fabbriche di trattamento del legno in Svizzera. Vi si producono 120'000 tonnellate di cellulosa l'anno, nonché 240'000 tonnellate di lignina e 11 milioni di litri di etanolo.

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