ABB: accordo nella vertenza sull'amianto

Gli indennizzi alle vittime dell'amianto hanno creato negli ultimi anni grossi grattacapi al colosso elvetico-svedese Keystone

L'ABB ha raggiunto un'ulteriore intesa per regolare la questione delle cause giuridiche inoltrate dai legali delle vittime dell'amianto negli Stati uniti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 marzo 2005 - 12:16

La multinazionale elvetico-svedese si impegna a versare un supplemento di 232 milioni di dollari (270 milioni di franchi).

L'intesa riguarda due filiali americane di ABB - Lummus e Basic – che non rientravano nell'accordo globale raggiunto l'anno scorso per un indennizzo di 1,2 miliardi di dollari (1,4 miliardi di franchi) in favore delle vittime dell'amianto negli Stati uniti.

Il nuovo piano, che deve ancora ricevere l'avallo del tribunale fallimentare competente, prevede il versamento di 232 milioni di dollari (circa 270 milioni di franchi) per soddisfare i 15'000 casi in sospeso.

La somma pattuita proverrà dalla vendita di attivi di Lummus Global o, in caso contrario, da un versamento diretto di ABB durante i due anni che seguiranno l'entrata in vigore del piano fallimentare della filiale americana.

Bilancio da rivedere

Secondo il presidente della direzione di ABB, Fred Kindle, «l'accordo è un passo importante verso la soluzione definitiva delle cause lagate all'amianto».

Kindle si dice inoltre «molto contento» di constatare che le parti siano riuscite ad accordarsi rapidamente.

Di conseguenza il gruppo elvetico-svedese dovrà adattare i risultati dell'esercizio 2004, già pubblicati.

Il gruppo tecnologico aveva annunciato il 17 febbraio di avere fatto ritorno in zona utili lo scorso anno, con un risultato netto di 201 milioni di dollari.

I conti del 2003 avevano evidenziato invece una perdita di 779 milioni di dollari, dovuta in gran parte alle vertenze in corso sull'amianto.

Procedimenti "irrilevanti"

L'anno scorso, ABB aveva raggiunto un accordo per un indennizzo di 1,2 miliardi di franchi delle vittime dell'amianto, nell'ambito di 111'000 casi relativi alla filiale Combustion Engineering.

In gennaio, la giustizia statunitense si era rifiutata di estendere questa intesa globale, che peraltro non ha ancora ricevuto il nullaosta definitivo, a due altre filiali americane dell'ABB, ossia Lummus e Basic.

A detta della corte d'appello di Filadelfia, l'accordo andava rinegoziato poiché non ritenuto equo per tutte le parti.

Da parte sua, ABB aveva definito «irrilevanti» i procedimenti contro Lummus e Basic che concernono 15'000 unità.

Combusion Engineering attualmente è sotto la protezione della legge americana sui fallimenti, in altre parole in amministrazione controllata. Un tempo essa fabbricava caldaie contenenti amianto.

Lummus e Baasic erano attive negli stessi stabilimenti di Combustion Engineering.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

L'anno scorso ABB aveva raggiunto un accordo globale di 1,2 miliardi di dollari (1,4 miliardi di franchi) di indennizzo in favore delle vittime dell'amianto della filiale americana Combustion Engineering.
La nuova intesa in favore degli ex-dipendenti delle filiali Lummus e Basic prevede un risarcimento di 232 milioni di dollari (270 milioni di franchi).
Nel 2004 ABB ha conseguito un utile netto di 201 milioni di dollari (236 milioni di franchi).

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