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Accelerare la liberalizzazione del mercato interno

Roth avverte che le riforme strutturali non possono più aspettare

(Keystone)

Il presidente della Banca nazionale svizzera, Jean-Pierre Roth ritiene che l’economia elvetica debba crescere di più, per evitare un big bang nel finanziamento delle assicurazioni sociali.

La presenza di cartelli in Svizzera determina ancora prezzi troppo alti e blocca le necessarie riforme tecniche e strutturali.

Trasporti

Si è aperto lunedì a Lucerna un simposio europeo sul transito alpino che riunisce politici ed esperti svizzeri, italiani, austriaci e tedeschi: in discussione una seconda galleria stradale al Gottardo e le cosiddette autostrade viaggianti.

Alla due giorni, organizzata dal Forum europeo di Lucerna, non è presente il ministro dei trasporti elvetico, Moritz Leuenberger, mentre vi partecipano il suo omologo austriaco, Hubert Gorbach, la segretaria parlamentare tedesca Angelika Mertens e il sottosegretario italiano Paolo Uggè

Spirale negativa

Altro tema in discussione al convegno la posizione della Svizzera come paese esportatore e le sue prospettive in un’Europa in piena evoluzione.

Su questo tema si sono soffermati in particolare il presidente di economiesuisse Ueli Forster, il parlamentare elvetico radicale Franz Steinegger e il presidente della Banca nazionale elvetica, Jean-Pierre Roth.

Roth ha fatto appello ai politici perché mettano in atto le riforme strutturali e sociali necessarie per far fronte alla “bomba demografica”, l’invecchiamento della popolazione, che mette a repentaglio il finanziamento del sistema pensionistico (AVS).

Secondo Roth: “L’economia svizzera ritornerà ad una crescita moderata l’anno prossimo”, mentre ci vorrà più tempo per una ripresa del mercato del lavoro. Ma per non entrare in una spirale negativa è imperativo che la crescita economica sia più forte.

E perché ciò si realizzi non si può, secondo Roth, mantenere lo status quo e praticare una politica che non favorisce la concorrenza: le conseguenze sarebbero devastanti.

Si creerebbe un circolo vizioso, in cui i cittadini, per insicurezza, farebbero ostruzionismo contro le trasformazioni in campo economico, mettendo seriamente in pericolo proprio le strutture sociali.

«Bisogna evitare con tutte le forze questo tipo di sviluppo», ha dichiarato Roth, che ha sottolineato come lo slancio iniziale vissuto dall’economia grazie alla rivitalizzazione del commercio interno sta già rallentando.

Privatizzazioni mal riuscite

Facendo riferimento al rifiuto popolare di diversi progetti di deregulation e privatizzazione, Roth ritiene che lo scetticismo sia alimentato da alcuni esempi negativi di liberalizzazione avvenuti all’estero.

Non ne fa menzione direttamente, ma si può immaginare che si riferisca ad esempio al mercato dell’elettricità in California, che ha causato pesanti blackouts, o alla liberalizzazione dei trasporti ferroviari in Gran Bretagna, che ha causato diversi episodi di disservizio e anche alcuni gravi incidenti negli ultimi anni.

Secondo il presidente della BNS, vale la pena perciò di studiare i casi in cui la liberalizzazione non ha avuto l’effetto sperato di un aumento dell’efficienza.

Big Bang

Solo mantenendo l’equilibrio tra esigenze economiche e riforme strutturali necessarie alla crescita da un lato, e strutture sociali dall’altro, si può evitare un “Big Bang” nel campo del finanziamento delle pensioni, sottolinea Roth.

Ma si tratta secondo Roth di agire a livello politico e non monetario. La Banca nazionale può solo limitarsi a favorire la ripresa economica con una politica monetaria che non metta in pericolo la stabilità dei prezzi.

In proposito Roth ha sottolineato come una semplice politica dei cambi, che leghi il franco all’euro, non sia un’opzione praticabile.

Questo tipo di politica andrebbe secondo Roth a svantaggio dei tassi d’interesse e dell’ attrattiva della piazza economica elvetica, legata anche al basso costo di capitali, che, teme Roth, diventerebbe oggetto di manovre speculative.


swissinfo e agenzie

In breve

L’economia svizzera ha vissuto negli ultimi anni una serie di importanti privatizzazioni.

Alcuni monopoli sono stati fatti cadere, almeno parzialmente, ad esempio nel settore delle telecomunicazioni e della posta, ed è stata rinforzata la libera concorrenza, con l’introduzione ad esempio delle importazioni parallele.

Sono venute meno anche diverse sovvenzioni all’agricoltura.

In voto popolare gli elettori hanno rifiutato la liberalizzazione del mercato dell’elettricità.

Esempi negativi di liberalizzazione all'estero sono ad esempio il mercato dell’elettricità in California (blackouts) o la privatizzazione delle ferrovie britanniche (lacune nella sicurezza).

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