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Al mondo economico piace un governo di destra

Capitano d'industria di successo, saprà destreggiarsi anche al governo?

(Keystone)

Alcune importanti personalità dell’economia elvetica sostengono apertamente un secondo seggio in governo per l’Unione democratica di centro (UDC).

Dopo la sconfitta elettorale dello scorso ottobre a cedere una poltrona, tenendo conto dei numeri, dovrebbe essere il Partito popolare democratico (PPD).

Il nome di Christoph Blocher, il tribuno del popolo candidato UDC alla carica di ministro, non viene fatto espressamente dagli esponenti della comunità economica.

Ma Rudolf Ramsauer, direttore della Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse), interpellato da swissinfo non nasconde le sue preferenze: “Non ci sono candidati ufficiali del mondo economico, ma Blocher ha ovviamente molto da offrire”.

“È un uomo d’affari di successo molto rispettato nella nostra comunità e da decenni è la forza trainante del suo partito”.

I datori di lavoro

L’Unione padronale svizzera mostra cautela nel suggerire la persona che dovrebbe occupare un secondo seggio UDC in governo, ma se si nomina Christoph Blocher il presidente dell’associazione, Rudolf Stämpfli non lesina le lodi.

“Ha idee molto chiare e non ha mai avuto paura di comunicarle. Se penso al successo della sua compagnia, immagino che sia un uomo molto capace. E un po’ di spirito imprenditoriale in governo farebbe molto bene alla Svizzera”, dice.

Resta da stabilire se Blocher avrebbe da ministro lo stesso successo che ha avuto come uomo d’affari.

“Ha saputo gestire la sua impresa con successo. Certo essere ministro è diverso, ma Blocher è un uomo dai molti talenti”, commenta Ramsauer, il quale ritiene che se Blocher fosse eletto giocherebbe secondo le regole non scritte della collegialità tra i sette ministri in governo. Il che significa parlare all’unisono dopo che una decisione è stata presa.

Personalità forti

“È importante che in governo siedano personalità forti, con idee forti. Ovviamente quando si prende una decisione, tutti devono rispettarla. Io credo che Blocher ne sarebbe capace. È stato membro di molte associazioni, nel settore privato e in quello pubblico, dimostrando di saper accettare le decisioni prese”, commenta Ramsauer.

Sia economiesuisse che l’associazione dei datori di lavoro non vorrebbero che fosse il partito liberale radicale (PLR) a perdere un seggio il 10 dicembre.

“Il partito radicale ha mostrato di essere il terzo partito e ha ogni diritto di mantenere un secondo seggio in governo”, prosegue Ramsauer.

Il peggiore dei casi

Lo scenario peggiore per il direttore di economiesuisse sarebbe quello in cui uno dei due partiti di maggioranza, a destra l’UDC e a sinistra il Partito socialista, decidesse di non far più parte del governo.

“Il caso peggiore sarebbe un governo di centro-sinistra, perché significherebbe che le forze politiche che sono più vicine alla comunità economica dovrebbero stare all’opposizione”.

“E ciò non aiuterebbe proprio, visti i seri problemi che dovremo affrontare nei prossimi anni”.

Tra i temi che economiesuisse considera prioritari per il prossimo governo vi è il contenimento “dell’esplosione” delle spese statali e la liberalizzazione dei mercati che restano chiusi alla competizione.

Il dialogo con Bruxelles

Altro tema inderogabile per la Svizzera, le sue future relazioni con l’Unione europea: il dialogo con Bruxelles per i bilaterali bis continua.

Secondo Ramsauer: “Non c’è altra via. È chiaro che l’adesione all’Unione europea non è una possibilità nell’immediato futuro, dunque dobbiamo affrontare i problemi reciproci in negoziati separati”.

Blocher si oppone chiaramente ad un’adesione della Svizzera all’Ue, e ha anche messo in guardia contro l’estensione ai nuovi dieci stati membri del diritto di libera circolazione per le persone.

Il suo argomento è che se la Svizzera aprisse i suoi confini, metterebbe ancora più sotto pressione il suo sistema sociale e farebbe aumentare la disoccupazione.

“L’estensione ai nuovi stati membri del diritto di libera circolazione per le persone suscita un vivo dibattito e anche molte paure, ma non è solo un fenomeno svizzero. Le stesse paure si trovano in altri Paesi, come la Germania o l’Austria”.

E Ramsauer conclude: “La mia sensazione è che l’UDC su questo argomento assuma un atteggiamento prefissato. Non mi sembra però che sia stata ancora detta l’ultima parola, almeno lo spero”.



swissinfo, Robert Brookes
traduzione, Raffaella Rossello

In breve

La comunità economica svizzera è favorevole ad un secondo seggio dell’UDC in governo.

Né la Federazione delle imprese svizzere né quella dei datori di lavoro ha voluto fare il nome di un candidato in particolare.

Ma entrambe sottolineano il successo nel mondo degli affari del populista Christoph Blocher.

E difendono la “formula magica”, che vuole che i partiti di maggioranza abbiano una rappresentanza in governo proporzionale alla propria forza.

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