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Anche gli Stati approvano credito Expo

Salvagente federale per Expo.02

(Keystone)

Expo.02 è stata salvata dal parlamento. Nonostante alcune dure critiche agli organizzatori e al governo, anche il Consiglio degli Stati ha approvato l'ennesima iniezione supplementare di liquidità.

A due mesi esatti dall'inaugurazione dell'esposizione nazionale l'ultimo ostacolo allo svolgimento della manifestazione è stato rimosso: i senatori hanno approvato per 31 voti a 2 una nuova stampella finanziaria di 178 milioni di franchi da parte della Confederazione, sotto forma di crediti e prestiti portando a quasi un miliardo l'impegno dell'ente pubblico, cantoni compresi, ad Expo.02. "Interrompere ora l'esercizio costerebbe praticamente tanto quanto fare l'esposizione", ha osservato il presidente della commissione, il PLR Hans-Rudolf Merz.

Critiche e sostegni

L'ennesima richiesta di liquidità ha suscitato dure critiche da parte di molti senatori e in particolare dell'UDC. Contrario alla concessione di altri soldi, il democentrista Maximilian Reimann non ha nascosto la propria "frustrazione" per come la vicenda si è sviluppata puntando il dito sull'"incompetenza" dei responsabili. Per il suo collega Christoffel Brändli una commissione parlamentare di inchiesta sarebbe necessaria per fare chiarezza sulla gestione e per individuare i responsabili per rispondere del danno miliardario.

"L'Expo.02 non è un disastro", ha replicato la senatrice PLR Christine Beerli. Il giudizio non può essere limitato agli aspetti finanziari, ma deve prendere in considerazione anche quelli culturali e ideali per il paese. Per l'insieme del paese, la prossima esposizione nazionale costa quanto quelle del 39 e del 64.

Non opposizione del PPD

Critiche sono giunte anche dai senatori democristiani, il cui gruppo parlamentare aveva annunciato opposizione al nuovo finanziamento già prima del dibattito di settimana scorsa al Nazionale, spaccandosi però al momento del voto. Vista la magra figura, agli Stati molti PPD hanno così deciso di astenersi: "Non siamo i becchini di questa Expo: altri hanno scavato la fossa da lungo tempo e per di più si sono visti ricevere lodi", ha osservato il vallesano Rolf Escher.

Il consigliere federale Pascal Couchepin ha mostrato comprensione per le critiche dei senatori: "Per alcuni di voi non è una decisione che prendete con entusiasmo, ma solo perché le alternative sono peggiori". Un criterio che in politica ha il suo peso, ha osservato il ministro che ha formulato l'auspicio che le promesse fatte dagli organizzatori alla fine saranno mantenute. "Rimangono certo ancora dei rischi: la meteo, gli avvenimenti internazionali. Rischi che non saranno minori se oggi il credito venisse rifiutato", ha detto Couchepin. E già qualche senatore ha scommesso che a esposizione terminata la Confederazione sarà costretta a mettere di nuovo mano al borsellino per coprire il deficit.

Luca Hoderas

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