Anche in Svizzera «pecore nere» tra gli autotrasportatori

Maggiori controlli di polizia lungo le strade potrebbero scoraggiare gli autotrasportatori non in regola dal transitare sulle strade svizzere Keystone

La tragedia del San Gottardo ha messo in evidenza molte irregolarità, a partire dal mancato permesso di lavoro dell'autista turco all'origine dell'incidente.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2001 - 13:08

Una situazione, quella dell'impiego in nero di autisti, che si riscontra anche in Svizzera, come ha confermato a swissinfo Waldo Bernasconi, presidente della Sezione della Svizzera Italiana dell'Astag, l'Associazione nazionale degli autostrasportatori: "Posso dire tranquillamente che chi pratica i prezzi più bassi normalmente è perché ingaggia simili persone, li paga sottobanco e non versa gli oneri sociali".

Una pratica, quella di impiegare autisti senza permessi di lavoro in regola, diffusa non solo nel settore dei trasporti su brevi distanze, ma anche sulle lunghe distanze come ci ha detto Waldo Bernasconi, "L'Astag ha denunciato queste situazioni di illegalità già da alcuni anni, anche se non è un compito che le spetta. Per sanarle devono intervenire le commissioni paritetiche. Io posso garantire -ha aggiunto il nostro interlocutore- che la commissione paritetica nell'industria degli autotrasporti del Canton Ticino, ogniqualvolta viene a conoscenza di queste situazioni di illegalità interviene in modo severo".

Concorrenza sfrenata

Se in Svizzera i casi di impiego di autisti privi di permessi di lavoro vengono accertati e repressi, lo stesso non si può dire per gli autisti degli autoarticolati stranieri in transito sulle strade ed autostrade elvetiche. Il caso di Sefy Aslan, l'autista turco alla guida del Tir belga che mercoledì scorso ha provocato l'incidente nella galleria autostradale del San Gottardo, è emblematico della sfrenata concorrenza esistente nel settore dei trasporti merci su gomma.

L'imperativo degli autotrasportatori stranieri è quello di abbassare al massimo i costi e, di conseguenza, i prezzi. E per farlo si infrangono anche le leggi. Così alla guida dei bisonti della strada, a volte non idonei a circolare sulle strade svizzere ma ai quali la polizia elvetica non può evitare di transitare per la Confederazione in virtù degli accordi bilaterali sottoscritti, ci sono autisti come il 45.enne turco morto nella galleria del San Gottardo, privi di permessi di lavoro o che non sono in grado di leggere correttamente i cartelli stradali, come ha denunciato nei giorni scorsi un anonimo autista belga al quotidiano "La Denière Heure".

Per evitare che altri Sefy Aslan partano da Konya e dalla Turchia alla volta dell'Europa con visti turistici validi tre mesi, per poi ritrovarsi a guidare autoarticolati lungo le autostrade europee, bisogna quindi intensificare i controlli di polizia, come indica il presidente della Sezione della Svizzera Italiana dell'Astag: "I controlli dovrebbero essere effettuati già all'entrata in dogana, perché c'è troppa gente che va e che viene. Inoltre anche lungo le strade la polizia deve essere più presente ed intervenire maggiormente. Solo così verrebbero alla luce anche quei casi di autisti al volante da diciotto o venti ore ininterrottamente".

Indagini in corso

Le indagini sulla tragedia del San Gottardo proseguono, mentre si attende il via libera per proseguire i rilevamenti ed i lavori di rimozione delle carcasse dei veicoli e delle macerie. Via libera che verrà dato appena conosciuto l'esito degli esami specifici effettuati sulla pericolosità delle polveri e lo stato dell'aria all'interno della galleria.

Con il passare dei giorni emergono inoltre nuovi particolari sul camionista turco che guidava il camion belga all'origine dell'incidente. Sefy Aslan aveva caricato apparecchi elettronici martedì pomeriggio presso la società Beta Trans di Segrate, nell'hinterland di Milano ed avrebbe dovuto ritornare a Vilvoorde, nei pressi di Bruxelles, entro mercoledì notte.

Rivelazioni inquietanti

Indicative del settore anche le inquietanti rivelazioni sulle pratiche di subappalto legate a questo trasporto. Il carico era stato infatti subappaltato dalla ditta Super Liner Cargo di Vilvoorde (che gestisce 80 motrici e 120 rimorchi) alla Gül Trans di Alost, una società belga di trasporti costituita lo scorso 28 agosto e tutt'ora priva dell'autorizzazione nazionale rilasciata dalle competenti autorità belghe per trasporti all'interno del Belgio. Il rimorchio dell'articolato portava la scritta Brucargo Express, una società appartenente alla Super Liner Cargo, mentre il rimorchio era della Gül Trans.

La dinamica, oltre che dalle testimonianze dell'altro autista coinvolto nello scontro, l'italiano Bruno Saba, è stata confermata anche da Oliviero Toscani, il celebre fotografo italiano che mercoledì scorso a bordo della sua auto seguiva proprio il camion guidato da Saba ed ha quindi potuto vedere il Tir belga sbandare nella corsia di contromano.

Le indagini stabiliranno le cause dell'incidente, che potrebbe essere stato causato dalla stanchezza. Secondo l'anonimo autista belga citato sopra "il viaggio a Milano è veramente duro. Bisogna fare in fretta, andare veloci, essere a Chiasso presto per effettuare le formalità doganali. Si dorme poco e bisogna rendere molto. E passare dal tunnel del Gottardo assonnati è un suicidio". Parole che gli inquirenti dovranno valutare attentamente nel determinare le cause del disastro del San Gottardo.

Sergio Regazzoni

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