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Ci vogliono più franchi per il clima

La Svizzera è disposta a seguire l’idea dell’Unione europea di sborsare di più per lottare contro le conseguenze del cambiamento climatico. Moritz Leuenberger parla di 150 milioni di franchi all’anno.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2009 - 16:21

L'Ue ha promesso venerdì scorso a Copenaghen un contributo di complessivi 7 miliardi di euro per i prossimi tre anni. Tale denaro, destinato ai paesi in via di sviluppo, dovrebbe servire a contrastare i danni a breve termine causati dal cambiamento climatico. Stando a Bruxelles, per simili misure dovrebbe essere possibile racimolare a livello mondiale 21 miliardi di euro.

In un’intervista pubblicata oggi dal domenicale zurighese "NZZ am Sonntag", il ministro svizzero dell’ambiente si dice possibilista circa un aumento del contributo elvetico. Occorre però l’avallo del parlamento.

I fondi supplementari versati annualmente dalla Confederazione dovrebbero oscillerare dai 10 e 100 milioni di euro (15-150 milioni di franchi). Attualmente la Svizzera versa circa 80 milioni di franchi all’anno a paesi poveri per finanziare progetti in ambito climatico.

Tra i segnali positivi provenienti dalla Conferenza sul clima, organizzata dall’ONU, a Copenaghen, Leuenberger cita le promesse dell'Ue di ridurre le emissioni di C02 fino al 30%, se gli altri Paesi importanti faranno altrettanto.

"Se l'Ue innalza i suoi obiettivi di riduzione, noi faremo lo stesso", ha dichiarato il ministro elvetico. Ad ogni modo, ha rammentato, non siamo ancora andati così lontano a Copenaghen. "Vediamo che cosa succede, e poi innalzeremo i nostri obiettivi se Stati Uniti e Cina prenderanno impegni vincolanti in materia".

Leuenberger spera in particolare in un impegno preciso da parte di Washington. "Ciò potrebbe avere un effetto domino, tale da spronare altri Stati importanti, come la Cina, a seguire l'esempio”.

swissinfo.ch e agenzie

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