Cielo minaccioso su Zurigo-Kloten

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Le nubi si accumulano sull'aeroporto di Zurigo. Dopo le restrizioni di sorvolo del territorio tedesco, giunge la ristrutturazione di Swissair che annuncia tagli nei suoi voli a lunga distanza. L'hub zurighese sprofonda nell'incertezza. E l'inquietudine è approdata anche in parlamento, dove i senatori hanno inutilmente raccomandato al Consiglio federale di ritardare la firma dell'accordo con la Germania.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2001 - 11:39

Attualmente l'aeroporto di Zurigo è un cantiere. Un enorme cantiere, visto che vi si stanno costruendo un nuovo terminal ed una nuova zona di transito per i passeggeri. Costo delle operazioni: 2.3 miliardi di franchi. Un progetto faraonico e, forse, rischioso.

In ogni caso i lavori proseguono. "Sono talmente avanzati che non potrebbero essere arrestati" spiega Hans Peter Staffelbach, membro della direzione di Unique Airport. La società che gestisce l'aeroporto ha tuttavia deciso di introdurre un blocco temporaneo per quel che riguarda le nuove assunzioni ed ulteriori investimenti. In attesa di vederci più chiaro.

Nessuna minaccia esistenziale

Si tratta di prudenza necessaria. Swissair Group ha annunciato lunedì tutta una serie di misure di ristrutturazione tra le quali la fusione con Crossair e la riduzione di un quarto dei suoi voli a lunga distanza.

La compagnia aerea elvetica è il cuore della strategia di hub, una piattaforma aeroportuale, di Kloten. Swissair e Crossair rappresentano infatti il 65 % dei passeggeri dello scalo zurighese. "Se Swissair diminuisce i propri voli, è chiaro che noi avremo dei problemi finanziari" ammette Hans Peter Staffelbach. "Ma tutto ciò non rappresenta una minaccia per l'esistenza stessa dell'aeroporto".

Nuovo contesto per Kloten

La situazione attuale ha incrementato il numero di scettici sulle potenzialità di Kloten. "La popolazione svizzera è troppo limitata per necessitare di un hub internazionale" sostiene il consigliere nazionale Rudolf Rechsteiner. Secondo lui, la nuova strategia di Swissair - ridurre il suo raggio d'azione all'Europa e alle destinazioni redditizie negli Stati Uniti e in Asia - modificherà il contesto nel quale è situato l'aeroporto di Zurigo.

"Tutto ciò che si sta costruendo in questo momento - aggiunge il socialista basilese - si rivelerà probabilmente troppo imponente per le funzioni che Kloten sarà chiamato ad espletare nei prossimi 10 anni". Rudolf Rechsteiner s'inquieta pure per l'aspetto finanziario della faccenda: "Vedremo se sapranno sopportare il peso di questi investimenti o se, come nel caso di Swissair, si renderà necessario un intervento statale".

Poco tempo per adattarsi

Per i dirigenti dell'aeroporto, in ogni caso, l'idea della piattaforma internazionale è tuttora valida. "Kloten è sempre stato un hub" sottolinea Hans Peter Staffenbach, pur ammettendo che la quota di passeggeri in transito si ridurrà dall'attuale 50 % ad un presumibile 30 - 40 % in futuro.

I problemi di Swissair non generano però soltanto grattacapi a Unique Airport. Infatti, la riduzione dei collegamenti offerti dalla compagnia elvetica potrebbe facilitare il rispetto delle restrizioni di sorvolo del sud della Germania, precisate nell'ambito del recente accordo tra i due Stati. In questo senso, secondo Hans Peter Staffelbach, "la decisione di Swissair aumenta lo spazio di manovra a nostra disposizione".

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Inquietudini alla Camera alta

I senatori hanno raccomandato mercoledì al governo di firmare l'accordo con la Germania soltanto dopo l'entrata di vigore degli accordi bilaterali con l'Unione europea, permettendo così una nuova perizia giuridica. Il ministro dei trasporti ha però fatto notare che quattro paesi, tra cui proprio la Germania, non hanno ancora ratificato il trattato fra l'Ue e la Svizzera. "Non voglio svegliare cattivi spiriti che oggi forse stanno ancora dormendo", ha ammonito Leuenberger.

I senatori hanno comunque deciso di inoltrare questa raccomandazione al governo con 25 voti contro 5. "Prendo atto della vostra decisione, ha detto Leuenberger, ma ciò non cambierà niente. La firma dell'accordo è prevista in ottobre e il parlamento potrà esprimersi al momento della ratifica, dopo che il Consiglio federale avrà pubblicato il relativo messaggio." Quando i bilaterali saranno a loro volta entrati in vigore -si spera l'anno prossimo- l'aeroporto di Zurigo o la compagnia Swissair potranno rivolgersi alla commissione europea se riterranno che l'accordo li discrimina.

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