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Come previsto, vince Nicolas Sarkozy

Nicolas Sarkozy sarà il 6° presidente della V Repubblica francese

(Keystone)

La Francia ha scelto. Secondo i sondaggi il candidato della destra Nicolas Sarkozy vince il secondo turno dell'elezione presidenziale con il 53%-53,2% dei voti.

Il verdetto è stato annunciato alle 20.00 dalle televisioni francesi ma era già stato diffuso da un paio d'ore su internet e dai media stranieri.

In Francia la legge vieta infatti di pubblicare ogni tipo di sondaggio prima delle 20.00, orario di chiusura di tutti gli uffici di voto. La regola non vale però all'estero, dove sin dalle 18.00, soprattutto in Svizzera e in Francia, il nome del vincitore era già noto.

Il candidato gollista dell'UMP ("Union pour un Mouvement populaire") era ormai da alcuni mesi dato per favorito da tutti i sondaggi sulla sua principale avversaria Ségolène Royal. E le previsioni non sono state smentite: secondo le stime fornite dalle televisioni francesi Nicolas Sarkozy ha infatti ottenuto tra il 53% e il 53,2% dei voti degli elettori.

Il 52enne figlio di immigrati ungheresi succederà ufficialmente il 16 maggio all'attuale presidente Jacques Chirac, rimasto al potere per 12 anni.

Presidente di tutti i francesi

Bénédict de Tscharner, ex ambasciatore di Svizzera in Francia, si dice un po' sorpreso per l'esito del voto, ma ammette che soprattutto nelle ultime fasi della campagna i francesi hanno preferito colui che ha saputo convincere di avere la capacità di tradurre le promesse in atti concreti. "La credibilità di Sarkozy in questo ambito ha rafforzato la sua posizione", ha detto a swissinfo.

Almeno all'inizio tuttavia, la strada per il neopresidente sarà tutta in salita: "Il suo primo compito consisterà nel sapere dimostrare – con gesti e parole – di essere il presidente di tutti i francesi. Per Sarkozy ciò sarà particolarmente difficile, perché è abituato a trattare chi ha opinioni diverse dalle sue come degli antagonisti".

Per quanto riguarda la Svizzera, de Tscharner ritiene che l'avvento di Sarkozy non cambierà nulla: "Ciò che conta per la Confederazione è che l'Europa funzioni e che al suo interno non viva situazioni di crisi", ha detto.

Soddisfatti e delusi

Decisamente meno sorpresa dall'esito dello scrutinio è invece Claudine Schmid, coordinatrice a Zurigo dell'Unione dei francesi all'estero: "Nicolas Sarkozy era un buon candidato, mentre Ségolène Royal non poteva contare sul sostegno di tutti in seno al partito socialista", ha detto a swissinfo. Fervente sostenitrice del nuovo presidente, Claudine Schmid non esita a definirlo "un uomo che sa prendere delle decisioni. Proprio ciò di cui hanno bisogno i francesi".

Fra i militanti di sinistra, Jean-Pierre Capelli, presidente dell'Associazione dei francesi di Svizzera, ammette la propria delusione per l'esito del voto e sostiene che Sarkozy abbia tenuto discorsi populisti: "Sarkozy è un avvocato, sa parlare e captare l'attenzione della gente con parole più semplici di quelle utilizzate da Ségolène Royal. Ma penso che farà fatica a mantenere le promesse fatte", ha affermato.

Forte affluenza

La partecipazione al voto è stata massiccia. Gli istituti di sondaggio prevedono infatti che si sia attestata attorno all'83,77%. Si tratta diuna cifra record di affluenza dal 1965.

Anche i francesi residenti in Svizzera hanno voluto dire la loro. Secondo le cifre fornite a fine giornata dai consolati, la loro partecipazione ha raggiunto il 48,5% in Romandia e il 38% nella Svizzera tedesca. In totale più di 76'000 cittadini francesi si erano iscritti sulle liste elettorali per partecipare allo scrutinio.

La Confederazione conta una delle più grandi colonie di espatriati francesi nel mondo (160'000 su un totale di 2,2 milioni).

swissinfo

Il centro ha fatto la differenza

Al primo turno, Nicolas Sarkozy aveva ottenuto il 31,2% dei voti e Ségolène Royal il 25,9%.

Addizionando i voti del candidato dell'UMP ("Union pour un Mouvement populaire") con quelli dell'estrema destra (anche se Jean-Marie Le Pen ha chiesto ai suoi sostenitori di non votare), si ottiene il 45% degli elettori potenziali in suo favore.

Per la sinistra, addizionando i voti ottenuti da Ségolène Royal con quelli dei candidati dell'estrema sinistra e degli ecologisti, si ottiene il 36,4% degli elettori potenziali in suo favore.

Sin dalla sera del primo turno era quindi chiaro che il vincitore sarebbe stato colui che sarebbe riuscito a convincere il 18,6% degli elettori che al primo turno avevano votato per il centrista François Bayrou.

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Nicolas Sarkozy

Membro del partito di destra UMP, il 52enne Sarkozy era in testa ai sondaggi sin dalla metà del mese di gennaio.

L'ex ministro degli interni francese è il primo figlio di un immigrato ad essere eletto presidente. Suo padre è ungherese.

Durante la campagna elettorale ha promesso di attuare delle riforme volte soprattutto a ridurre il tasso di disoccupazione e ad estirpare la criminalità.

Nel 2004, quando era ministro delle finanze, ha salvato il gigante industriale Alstrom dalla rovina e favorito la fusione fra i gruppi chimici francesi Aventis e Sanovis, ai quali era interessata anche la svizzera Novartis.

Dopo i violenti scontri avvenuti nel 2005 nelle zone più povere delle periferie, Sarkozy ha preferito non recarvisi personalmente durante la campagna elettorale.

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