Conclusa la visita di Joseph Deiss in Turchia: bilancio positivo

Il primo incontro ad alto livello da nove anni a questa parte è servito soprattutto a rilanciare le relazioni bilaterali, fortemente compromesse negli ultimi anni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 febbraio 2000 - 17:42

Il successo della visita è stato sottolineato dallo stesso capo del Dipartimento federale degli affari esteri, che in una conferenza stampa a Istanbul ha annunciato l’intenzione comune di Berna e Ankara di creare un gruppo di contatto tra i due paesi che dovrebbe permettere di mantenere il livello di intesa raggiunto finora.

Secondo il ministro degli esteri svizzero, che ha pure sollevato il tema dei diritti dell'uomo, le autorità turche avrebbero adottato un nuovo atteggiamento nell’affrontare questo delicato argomento. Al termine della tornata di colloqui con il presidente Demirel, il primo ministro Ecevit e il ministro degli esteri Cem, Deiss ha detto di non essere venuto a dare lezioni a chicchessia, specificando che sul tema dei diritti dell'uomo sarà creato un gruppo di lavoro turco-elvetico. Per quanto concerne la questione curda, Deiss ha dichiarato che è prematuro esprimersi sulle possibilità che la Svizzera organizzi una conferenza internazionale sul tema.

Sul piano economico, va notata la richiesta del padronato turco di una maggiore flessibilità da parte elvetica nel permettere alle imprese turche di prendere piede nella Confederazione. Un tema che sarà affrontato nuovamente nella seconda metà dell'anno, quando ad Istanbul si recherà il segretario di stato all'economia David Syz.

Conclusa ufficialmente martedì pomeriggio, la visita in Turchia di Joseph Deiss ha permesso di intensificare le relazioni tra i due paesi, bruscamente raffreddatesi nel 1993, quando un manifestante curdo era stato ucciso davanti
all'ambasciata turca a Berna. Simbolo della primavera diplomatica, l'invito di Deiss al suo omologo Cem a visitare la Svizzera nei prossimi tempi.

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