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Conflitto fiscale: i partiti danno man forte al governo

I colloqui alla casa von Wattenwyl si tengono prima di ogni sessione parlamentare

(Keystone)

Nel conflitto fiscale che oppone Berna a Bruxelles i partiti di governo sostengono la ferma posizione del Consiglio federale. Lo ha detto il presidente dell'UDC, Ueli Maurer.

I vertici dei quattro partiti nazionali e una delegazione del governo ne hanno discusso venerdì in occasione del loro consueto incontro prima delle sessioni alla Casa von Wattenwyl a Berna.

Dalla discussione non è emerso nulla di spettacolare, ha sottolineato venerdì in una conferenza stampa il presidente dell'Unione democratica di centro (destra nazionalconservatrice) Ueli Maurer a nome dei quattro partiti di governo: democentristi (UDC), liberali radicali (PLR), democristiani (PPD) e socialisti (PS).

Si trattava più che altro di fare il punto della situazione. I problemi di fondo non sono stati affrontati, ha detto Maurer.

Discussioni sulla fiscalità

Alla casa von Wattenwyl si è discusso anche del contenzioso fiscale che oppone la Svizzera all'Unione europea.

Diversamente dall'Unione Europea, il governo svizzero non crede che i privilegi fiscali concessi da alcuni cantoni alle holding europee con sede in Svizzera violino l'accordo di libero scambio siglato nel 1972 tra Berna e Bruxelles.

Su questo tema, PLR e PPD sono sulla stessa lunghezza d'onda del Consiglio federale. Il PS ritiene però che non si debba chiudere la porta a negoziati, mentre per l'UDC si è già andati troppo lontano nel dialogo, ha detto il consigliere nazionale zurighese.

Tuttavia, queste divergenze d'opinione "non sono di grande importanza", ha relativizzato Maurer. L'importante è che i partiti diano tutti man forte al governo.

Il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha dal canto suo sottolineato l'interesse per la Svizzera ad intavolare delle discussioni sulla fiscalità, in particolare per quanto riguarda il mantenimento dell'ordine pubblico nella concorrenza, l'affermazione della sua sovranità e della via bilaterale esistente.

Relazioni commerciali internazionali

La strategia e le priorità del governo elvetico nel dossier europeo (applicazione ed estensione degli accordi bilaterali esistenti, nuovi negoziati, idea di un accordo-quadro) non ha sollevato interrogativi tra i partiti di governo.

Essi sostengono il Consiglio federale anche per quel che concerne le relazioni commerciali internazionali. La priorità va accordata agli accordi multilaterali in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), rispettivamente al successo del ciclo di negoziati di Doha.

Parallelamente i partiti hanno sottolineato l'importanza di portare avanti un'azione "dinamica" e di trovare accordi bilaterali di libero-scambio. In questo ambito, i paesi denominati BRIC (acronimo di Brasile, Russia, India e Cina) e il Giappone sono per il Consiglio federale prioritari e hanno la precedenza sugli Stati Uniti o su un accordo di libero scambio agricolo con l'UE.

swissinfo e agenzie

La Casa von Wattenwyl

La casa Beatrice von Wattenwyl è una dimora patrizia situata nel cuore della città di Berna. È stata costruita nel 1446.

Vi hanno abitato generazioni di membri delle famiglie Frisching e von Wattenwyl.

Nel 1934, Emanuel von Wattenwyl l'ha donata alla Confederazione in ricordo della moglie Beatrice, morta nel 1929.

Oggi, il Consiglio federale l'utilizza per ricevere i suoi ospiti e per colloqui con i partiti politici prima delle sessioni del parlamento.

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Cronologia

Settembre 2005: la Commissione europea scrive una lettera di protesta a Berna riguardo le pratiche fiscali in vigore nei cantoni di Svitto e Zugo.

Luglio 2006: il presidente della Commissione, José Manuel Barroso afferma che i vantaggi fiscali violamp le regole del mercato interno dell'Ue.

Novembre 2006: il direttore generale delle relazioni esterne dell'Ue minaccia d'inviare a tutti gli Stati membri un documento nel quale si esige dalla Svizzera il rispetto delle regole in vigore nell'Unione europea.

Marzo 2007: la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey definisce le esigenze dell'Ue inaccettabili.

Aprile 2007: il ministro delle finanze Hans-Rudolf-Merz propone una riforma fiscale incentrata sulla diminuzione delle imposte sugli utili.

24 aprile 2007: gli esperti europei propongono di conferire un mandato ufficiale alla Commissione per negoziare con la Confederazione.

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