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Continua il caos sulla A2

Immagini consuete sull'asse del Gottardo

(Keystone)

Ancora colonne di camion al portale sud della galleria del San Gottardo. I tempi di attesa per transitare al nord delle Alpi hanno raggiunto le cinque ore.

Per decongestionare l'arteria autostradale la polizia ticinese, fin dal primo mattino, ha deviato parzialmente il traffico verso il San Bernardino.

Situazione più tranquilla nel canton Uri, dove con alcuni accorgimenti si è riusciti ad aumentare il flusso di transito verso sud. I camion possono varcare la galleria autostradale unicamente a senso unico alternato, due ore in una direzione e due nell'altra.

Michael Gehrken, portavoce dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) ha spiegato che per accelerare la procedura si fa in modo che tutti i veicoli in attesa di transitare siano già pronti per la partenza quando il semaforo sta per passare al verde: la capienza dei «contingenti» diretti a sud è così aumentata ogni volta da 140 a 170 veicoli.

Non tutti sono però contenti: l'associazione dei camionisti «Routiers Suisses» ha protestato per l'introduzione del divieto di sorpasso per il traffico pesante sulle rampe d'accesso al traforo autostradale, che rallenta i mezzi più moderni e potenti costringendoli a viaggiare al ritmo di quelli più lenti. Spesso, si legge in un comunicato, il serpentone di bisonti della strada è costretto a procedere a 20 chilometri orari.

Questa mattina la corsia di attesa di Quinto si è completamente riempita nel giro di poche ore, causando non pochi disagi. Il sistema del traffico alternato funziona solo se tra una fase e l'altra si riesce a svuotare completamente le aree di sosta, ha indicato Gehrken. Al nord delle Alpi, quando l'»imbuto» di Amsteg risulta esaurito, vi è la possibilità di fermare il traffico pesante nel canton Nidwaldo. In Ticino invece non ci sono altre aeree oltre a quella della Leventina.

Gehrken ha spiegato che la Confederazione ha avviato colloqui con le autorità ticinesi, affinché predispongano un «parcheggio» per camion all'altezza di Bellinzona, dove l'autostrada si apre su tre corsie. Proposta comunque già nettamente respinta dal consigliere di stato Marco Borradori. Il capo del dipartimento del territorio vorrebbe che il traffico venga regolato già al confine: un'opzione impossibile, ribatte il vicedirettore dell'amministrazione delle dogane Hugo Geiger, perché di fatto significherebbe chiudere le frontiere.

Geiger ha formulato mercoledì una sua proposta, ancora tutta da precisare, in base alla quale - in caso di colonne - i doganieri svizzeri sarebbero chiamati a sconsigliare vivamente ai camionisti di attraversare la Confederazione: a coloro che volessero comunque proseguire il viaggio verrebbe in qualche modo imposta una pausa di una decina di ore in territorio elvetico. Invece di impedire che entrino a Chiasso si vieterebbe loro di uscire a Basilea, se non dopo aver scontato la pausa forzata.

Il Dipartimento federale dei trasporti non ha ancora valutato questa opzione, ma se dovesse accettarla - ha detto Geiger - si potrebbe applicarla già nel prossimo febbraio. «Temiamo però che gli autotrasportatori decidano allora di aspettare alla frontiera e anche che possano bloccare il valico». Molto meglio sarebbe quindi avvertire i camionisti con largo anticipo, in modo che possano scegliere per tempo percorsi alternativi alle autostrade svizzere.

Blocco della Lega la settimana prossima?

Gli animi intanto si surriscaldano e il preannunciato blocco dell'A2 da parte della Lega dei Ticinesi potrebbe essere imminente: con ogni probabilità potrebbe avvenire «la settimana prossima», ha detto mercoledì il presidente Giuliano Bignasca. Il blocco verrebbe attuato con camion e veicoli leggeri «in due o tre punti strategici».

swissinfo e agenzie

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