Crisi SAirGroup: salva di critiche contro i consiglieri dimissionari

Le peripezie di SAirGroup preoccupano anche il personale, che vorrebbe essere rappresentato nel prossimo consiglio d'amministrazione Keystone

Durante la fine settimana, sono piovute critiche da più parti dopo le dimissioni del Consiglio di amministrazione (CdA), il cui presidente, Eric Honegger, si è difeso affermando che Swissair non sarà venduta, ma che la compagnia non sfuggirà a una profonda ristrutturazione. Intanto rimangono molti gravi problemi da risolvere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 marzo 2001 - 18:36

Dal banco degli accusati, gli amministratori di SAirGroup continuano a dichiararsi non colpevoli. Eric Honegger ha spiegato nella «Neue Zürcher Zeitung» (NZZ) che parte delle difficoltà del gruppo sono dovute al fatto che la Svizzera non è membro dello Spazio economico europeo (SEE) e che quindi non ha potuto approfittare della liberalizzazione dello spazio aereo europeo.

Honegger ha rassicurato dicendo che Swissair, fiore all'occhiello del gruppo, non sarà venduta. «La compagnia rimane il nostro campo d'attività principale. Ci si può però attendere che il gruppo accetti di allearsi con un partner che sia azionista di minoranza», ha precisato il presidente.

Questa dichiarazione rilancia lo scenario dell'entrata di SAirGroup in una grande alleanza. Il nome di OneWorld (British Airways e Americain Airlines) viene fatto sempre più spesso in queste ultime settimane. I nuovi dirigenti dovranno dapprima risolvere i problemi in Francia, Belgio e Germania. In questo campo il CdA aveva sottovalutato problemi, che si sono avverati più costosi del previsto.

In proposito, il direttore della rivista aeronautica «Interavia», Pierre Condom, esprime perplessità sulle possibilità di SAirGroup di trovare dei «piccioni» che rilevino le compagnie francesi AOM, Air Liberté e Air Littoral e la belga Sabena, anche se considera indispensabile che il gruppo svizzero si disfi di tali fardelli. A suo avviso, per togliersi d'impiccio, il gruppo elvetico dovrà trovare una via d'uscita onorevole. Lo spreco finanziario è ormai stato fatto, ha commentato.

«Visibilmente abbiamo avuto dati troppo ottimisti nei nostri contratti di investimento», ha riconosciuto Eric Honegger parlando delle avventure belga e francese. La salvezza, secondo alcuni osservatori, arriverà grazie al ritorno della nozione di servizio e di cliente.


Dopo le partenze di Philippe Bruggisser, Paul Reutlinger e Moritz Suter, SAirGroup dovrà condurre un'»operazione verità», ha rilevato Condom. Per far ciò bisogna liberarsi di quel che non si sa gestire, e l'esperto pensa in primo luogo al polo francese.

Per Sabena, invece, la situazione è più complicata. Per la compagnia ricapitalizzata con 380 milioni di franchi svizzeri (230 dei quali da SAirGroup), partner e interlocutore è nientemeno che lo Stato belga. Pierre Condom non sarebbe sorpreso se il gruppo conservasse la sua partecipazione, poiché una presenza nell'Unione Europea è fondamentale.

Il risanamento comunque richiederà del tempo. Questa «tragedia programmata» durerà ancora un anno almeno, secondo Stéphane Garelli, professore a Losanna, il quale ha commentato: la dirigenza ha agito più come un club che come un consiglio di amministrazione.

SAirGroup «prenderà senza dubbio misure di ristrutturazione», assicura Eric Honegger, che non ha voluto anticipare particolari concreti: occorrerà aspettare fino alla conferenza stampa di bilancio, in agenda il 2 aprile. Ciò non farà che favorire le speculazioni sull'ampiezza della perdita di SAirGroup sull'esercizio 2000: alcuni articolano già cifre superiori ai 2 miliardi di franchi.

Secondo la «Sonntagszeitung», un consorzio di banche composto di UBS, Credit Suisse Group (CS) e Deutsche Bank, con un credito di un miliardo di franchi, potrebbe evitare la minaccia di difficoltà di liquidità. Il portavoce dell'UBS, Bernhard Stettler, e un membro della direzione del CS Group non hanno voluto confermare o smentire la notizia.

La fitta nebbia che avvolge il futuro di SAirGroup suscita numerosi timori anche presso il personale. Kapers, l'associazione del personale di cabina di Swissair, e Aeropers, quella dei piloti, esigono di poter occupare in futuro almeno uno degli otto seggi nel nuovo CdA.

La Società svizzera degli impiegati di commercio (SSIC) va oltre, e chiede la partenza immediata di Eric Honegger, diventato l'uomo dai tre ruoli da quando ha assunto anche l'interim di Philippe Bruggisser e di Moritz Suter, oltre alla sua funzione iniziale.

Il Partito socialista (PS) ha reagito invitando il Consiglio federale ad intervenire, per evitare la svendita della compagnia di bandiera. Azionista per il 3 percento, la Confederazione non vede invece la necessità di intervenire su questo dossier, ha indicato Hugo Schittenhelm, portavoce del Dipartimento federale dei trasporti (DATEC).

Frattanto è stata annunciata anche la creazione di un'organizzazione in difesa degli interessi dei piccoli azionisti, che avrà tre obiettivi, secondo il suo promotore Hans-Jacob Heitz, avvocato a Winterthur: oltre alla difesa generale dei piccoli azionisti, l'organizzazione cercherà di salvaguardare il carattere svizzero di SAirGroup e tenterà di stabilire se il CdA dimissionario ha informato sufficientemente i quasi 50'000 azionisti. Gli impegni all'estero del gruppo potrebbero portare anche ad azioni legali.

swissinfo e agenzie

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