Crisi SAirGroup: socialisti e personale preoccupati per i posti di lavoro

Le promesse del presidente del consiglio d'amministrazione dimissionario non sembrano rassicurare il personale di Swissair Keystone

Il ritiro in due fasi del Consiglio di Amministrazione (CdA) di SAirGroup suscita timori per i posti di lavoro. Il Partito socialista (PS) invita il Consiglio federale ad intervenire, mentre il personale di cabina vuole ottenere un rappresentante nel futuro CdA.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 marzo 2001 - 11:34

Le dichiarazioni «rassicuranti» del presidente del Consiglio di amministrazione di SAirGroup, Eric Honegger, sul mantenimento di Swissair nel girone del gruppo non ottengono l'effetto scontato. In una nota pubblicata sabato il PS ritiene infatti molto plausibile la possibilità che il fiore all'occhiello dell'aviazione elvetica passi in mani estere. Questa eventualità metterebbe in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro. Per questo motivo i socialisti si attendono dal governo un impegno in favore del salvataggio della compagnia nazionale e esigono che personalità «competenti» siano nominate in seno al nuovo CdA.

Azionista per il 3 percento, la Confederazione non vede la necessità di intervenire su questo dossier, ha indicato Hugo Schittenhelm, portavoce del Dipartimento federale dei trasporti (DATEC). Secondo il portavoce, non è il momento di vendere o di comperare.

Anche il personale è inquieto. Kapers, l'associazione del personale di cabina di Swissair, esige di poter occupare in futuro almeno uno degli otto seggi nel nuovo CdA. Kapers intende contattare altre associazioni del personale, per poter presentare una candidatura durante la prossima assemblea generale degli azionisti, il 25 aprile.

La Società svizzera degli impiegati di commercio (SSIC) va oltre. Chiede infatti la partenza immediata di Eric Honegger, diventato l'uomo dai tre ruoli da quando ha assunto l'interim di Philippe Bruggisser e di Moritz Suter, oltre alla sua funzione iniziale.

Presso SAirGroup, la responsabile della comunicazione, Béatrice Tschanz, precisa che un tale scenario non è previsto, aggiungendo però che «nel frattempo niente può però venir escluso». Una ripresa del testimone da parte dell'attuale capo delle finanze di Nestlé e amministratore di SAirGroup, Mario Corti, rimane nel campo della speculazione, aggiunge la responsabile della comunicazione.

L'annuncio delle dimissioni, sull'arco di un anno, di nove dei dieci membri del consiglio d'amministrazione costituisce l'ultimo atto, in ordine di tempo, della profonda crisi in cui si dibatte SAirGroup, e che era scoppiata con la partenza, lo scorso gennaio, di Philippe Bruggisser, presidente della direzione, dopo i grossi problemi causati dalla sua strategia di partecipazioni in varie compagnie aeree come la belga Sabena e le francesi AOM, Air Liberté, Air Littoral.

Due settimane dopo quelle di Bruggisser, erano giunte anche le dimissioni di Paul Reutlinger, che ha pagato per gli insuccessi della sua politica di risanamento della Sabena.

Mercoledì scorso, altro abbandono eccellente: Moritz Suter, il patron di Crossair, che era stato nominato alla testa delle compagnie aeree del gruppo dopo la partenza di Bruggisser, ha rinunciato all'incarico dopo sole sei settimane, in seguito a divergenze con la dirigenza circa la strategia del gruppo.

swissinfo e agenzie

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