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Democrazia diretta Quegli svizzeri che scelgono di pagare più imposte

In Svizzera, il popolo può decidere l’ammontare delle imposte e il modo in cui il denaro viene utilizzato. Un sistema che funziona?

Blick auf den Nationalrat mit historischem Gemälde im Hintergrund

I cittadini svizzeri hanno l'abitudine di discutere di questioni fiscali a ogni livello dello Stato federale svizzero. 

(Keystone)

Gli svizzeri sono un popolo curioso. Avevano sei settimane di vacanza servite su un piatto d’argento e cosa hanno fatto? Le hanno rifiutate. E a grande maggioranza.

Lo stesso vale per le imposte: attraverso referendum e assemblee comunali, i cittadini hanno regolarmente l’opportunità di decidere l’ammontare delle imposte e il modo in cui il denaro raccolto viene utilizzato.

Il 24 settembre, ad esempio, il popolo sarà chiamato ad esprimersi su un aumento dell’IVA per garantire il finanziamento supplementare dell’Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), ossia la previdenza statale. Lo stesso giorno, a Zurigo i votanti potranno decidere se limitare a 5'000 franchi le deduzioni concesse ai pendolari, in modo da garantire al cantone maggiori entrate fiscali.

A stupire è che i cittadini svizzeri non scelgono sempre in base al proprio interesse economico. Tre anni fa, ad esempio, la maggioranza dell’elettorato ha deciso di limitare a 3'000 franchi le deduzioni concesse ai pendolari per le imposte sul reddito a livello federale. Un aumento indiretto delle tasse utilizzato per il finanziamento delle infrastrutture ferroviarie.

Da dove viene questa tendenza a soppesare in modo sobrio i vantaggi e gli svantaggi di un progetto, invece di pensare a corto termine ai propri interessi? Dalla tradizione dell’assemblea comunaleLink esterno. Già nel Medioevo i cittadini maschi – e talvolta anche le vedove – si riunivano sotto il tiglio, sul sagrato della chiesa o nella casa comunale per esprimersi su finanze e imposte.

Ancora oggi, nella maggior parte dei comuni esistono delle assemblee, durante le quali vengono discussi – talvolta in modo acceso – temi come l’onere fiscale e le spese comunali. E alla fine non è raro che i cittadini approvino un aumento delle imposte.

Nel 2013, l’assemblea comunale di Samedan, nel canton Grigioni, aveva ad esempio accettato un incremento del 20% dell’aliquota fiscale per ridurre il debito del comune. A Svitto, il popolo aveva deciso – contro la volontà del governo – di aumentare l’aliquota del 10% per non dover ridurre i crediti a favore della formazione e della promozione delle energie rinnovabili.

Ogni cittadino svizzero è dunque in qualche modo un «piccolo» politico che partecipa al destino del comune. Grazie a questa maturità politica, i cittadini hanno imparato che il diritto all’autodeterminazione va di pari passo con una responsabilità individuale e la necessità di pensare sul lungo termine.


Traduzione dal tedesco, Stefania Summermatter

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