Diritti umani: passo avanti della Russia

La Russia ha assicurato che in gennaio riprenderà le discussioni attorno all’adozione del 14. protocollo aggiuntivo della Corte europea dei diritti umani. Una notizia che rallegra particolarmente la Svizzera, presidente di turno del Consiglio d’Europa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 dicembre 2009 - 14:44

La disponibilità della Russia a discutere dell’adozione del Protocollo 14 è stata comunicata dal segretario generale del Consiglio d‘Europa, Thorborn Jagland, dopo un incontro con il presidente Medvedev.

«Non ho udito alcuna riserva», ha detto Jagland, dicendosi fiducioso della ripresa dei negoziati in vista della ratifica russa del Protocollo 14, che potrebbe obbligare Mosca ad eseguire le decisioni della Corte dei diritti umani di Strasburgo, invece di considerarle delle semplici raccomandazioni come succede attualmente.

Il cambio di rotta russo è senza dubbio visto positivamente anche dalla Svizzera, presidente di turno del Consiglio d’Europa, di cui è organo la Corte di Strasburgo. Al momento di assumere la presidenza nel novembre 2009, la ministra elvetica degli affari esteri Micheline Calmy-Rey aveva manifestato il suo ottimismo, affermando che la Russia avrebbe fatto progressi nel corso delle settimane o mesi seguenti.

Da anni bloccato da Mosca, il Protocollo 14 alla Convenzione europea dei diritti umani contiene modifiche volte a rendere più veloce ed efficiente la procedura di ricorso alla Corte di Strasburgo.

swissinfo.ch

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