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Le spese per la ricerca crescono … soprattutto all'estero

Il settore farmaceutico assorbe oltre un terzo degli investimenti per la ricerca in Svizzera

(Keystone)

La Svizzera occupa una delle primissime posizioni a livello mondiale per quanto riguarda i fondi attribuiti dalle aziende alla ricerca. Gli investimenti in questo settore sono sensibilmente aumentati negli ultimi anni all'interno del paese, ma si denota un ancora più forte tendenza allo sviluppo all'estero.

Le spese nella ricerca sono considerate un indicatore molto importante per valutare le prospettive economiche di un paese a medio e lungo termine. Permettono infatti di generare nuove tecnologie e nuovi metodi di produzione, dai quali dipende la competitività di una piazza economica sul mercato globale.

In tale ambito il futuro dell'economia elvetica si presenta sotto buoni auspici. Secondo quanto indicato dall'Ufficio federale di statistica (UST), nel 2008 le imprese svizzere hanno speso quasi 12 miliardi di franchi per le attività di ricerca e di sviluppo condotte all'interno del paese. Rispetto alla precedente rilevazione, effettuata nel 2004, si registra un aumento di ben il 24%.

Con un importo di 4,6 miliardi di franchi, il ramo farmaceutico sostiene da solo più di un terzo degli investimenti nella ricerca. Seguono le tecnologie della comunicazione con 2,3 miliardi, il settore dei macchinari (1,4 miliardi), la chimica (643 milioni) e l'alimentazione (548 milioni).

Sesto rango mondiale

Il totale delle spese per la ricerca e lo sviluppo corrispondevano nel 2008 al 2,2% del Prodotto interno lordo (Pil). Con questa quota, la Svizzera figura al sesto rango della graduatoria mondiale, davanti a Stati uniti, Germania e Francia. Soltanto Israele, Giappone, Svezia, Corea del Sud e Finlandia hanno investito di più.

"È importante notare che le aziende svizzere continuano ad investire nella ricerca indipendentemente dai cicli economici. Negli ultimi 8 anni queste attività hanno conosciuto una crescita regolare, mentre il Prodotto interno lordo aveva subito ad esempio una contrazione tra il 2000 e il 2004", ha sottolineato Jürg Marti, direttore dell'UST, durante una conferenza stampa tenuta martedì a Berna.

Anche per quanto riguarda la crescita, il settore farmaceutico registra un'evoluzione superiore alla media, con una progressione del 30% tra il 2004 e il 2008. Note dolenti emergono invece per il ramo dei macchinari, dove le spese per la ricerca si sono ridotte del 12,5 nello stesso periodo.

Competizione internazionale

Pur continuando ad investire intensamente all'interno del paese, le aziende elvetiche sfuggono sempre meno alla tentazione di potenziare le attività di ricerca all'estero. In quest'ambito le spese hanno infatti registrato un aumento spettacolare del 64% tra il 2004 e il 2008, raggiungendo 15,8 miliardi di franchi.

"Gli investimenti all'estero non hanno cannibalizzato le spese effettuate in Svizzera, ma si denota effettivamente una tendenza che riflette la mondializzazione in atto nel settore della ricerca", ha osservato Rudolf Minsch, capo economista dell'organizzazione dei datori di lavoro Economiesuisse.

A suo avviso, una parte considerevole dell'aumento degli investimenti all'estero è da legare alle acquisizioni compiute dalle aziende elvetiche al di fuori dei confini nazionali e all'integrazione di unità e laboratori di ricerca in altri paesi. Ma anche altri fattori svolgono un ruolo sempre più determinante.

"La competizione internazionale si è notevolmente rafforzata anche in questo settore negli ultimi anni, mettendo sotto pressione la piazza economica svizzera. Diversi paesi europei e alcuni asiatici, in particolare la Cina e Singapore, hanno posto un accento strategico sulla ricerca e hanno migliorato le loro condizioni quadro per attirare imprese straniere", ha spiegato Rudolf Minsch.

Personale qualificato

La Svizzera dispone tuttora di diversi punti forti, ha fatto notare l'esperto di Economiesuisse. Tra questi, l'alto livello della formazione, l'orientamento internazionale delle scuole superiori, il solido sostegno accordato dai poteri pubblici, l'accesso alla manodopera straniera e una fiscalità vantaggiosa rispetto a molti altri paesi.

Per far fronte alla concorrenza internazionale, la piazza economica elvetica dovrà tuttavia ottimizzare a sua volta la propria strategia. Innanzitutto puntando ancora di più sulla formazione. Alcune aziende, come Novartis e Roche, sono state praticamente costrette a sviluppare centri di ricerca all'estero, in mancanza di personale qualificato in Svizzera.

A detta di Rudolf Minsch, la Svizzera è inoltre chiamata a sua volta ad adeguare le condizioni quadro per favorire l'insediamento di gruppi stranieri. In particolare, migliorando ulteriormente l'imposizione fiscale delle aziende, introducendo un diritto delle società anonime più liberale e allentando le disposizioni relative all'assunzione di personale extra europeo.

"Gli accordi bilaterali conclusi con l'Unione europea sulla libera circolazione delle persone sono stati fondamentali per garantire l'afflusso di manodopera qualificata. Ma l'economia svizzera necessita sempre di più di specialisti provenienti anche da altri continenti per garantire il futuro della ricerca in alcuni settori".

Armando Mombelli, swissinfo.ch

Classifica internazionale

Spese per la ricerca in % del Prodotto interno lordo nel 2008 (Fonte OCSE):

Israele 3,7%.

Giappone 2,6%

Svezia 2,7%

Corea del Sud 2,6%

Finlandia 2,5%

Svizzera 2,2%

Stati uniti 1,9%

Germania 1,7%

Francia 1,3%

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Aziende svizzere

Spese per la ricerca in Svizzera (fonte UST):

2000: 7,8 miliardi di franchi

2004: 9,6 miliardi (+22,4%)

2008: 11,9 miliardi (+24%)

Spese per la ricerca all'estero:

2000: 9,7 miliardi

2004: 9,6 miliardi (-0,1%)

2008: 15,8 miliardi (+64%)

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