Se i conti non sono più segreti, va detto

Trasparenza non solo nei confronti del fisco statunitense, ma anche dei clienti: un giudice impone all'UBS di avvertire i titolari di conti sospettati di frode fiscale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2009 - 11:03

Con una disposizione provvisoria, il giudice unico luganese Francesco Trezzini ha stabilito che la banca deve informare i suoi clienti, di modo che questi sappiano se si trovano o no sulla lista di 4450 nominativi fornita al fisco statunitense.

Il magistrato ha accettato una richiesta in questo senso dell'avvocato Paolo Bernasconi, che difende gli interessi di due clienti americani con conti all'UBS di Lugano.

L'avvocato Bernasconi ha spiegato alla Radio della Svizzera italiana che il giudice ha imposto alla banca di dire ai suoi clienti non solo se il loro nome si trova tra quelli che potrebbero essere trasmessi agli USA, ma anche i motivi che hanno portato a sospettarli di frode fiscale.

L'UBS ha spiegato all'agenzia AP di aver preso atto della decisione del giudice unico luganese e di essere intenzionata a seguire le sue disposizioni. La banca sta studiando quali clienti sono toccati dai criteri di frode fiscale stabiliti nell'accordo tra la Svizzera e gli Stati uniti del 19 agosto scorso. Quando riterrà di averne individuato uno, lo avvertirà.

swissinfo.ch e agenzie

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