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Elezione nel segno della continuità

Micheline Calmy-Rey brinda insieme ai futuri colleghi di governo

(Keystone)

La candidata socialista favorita, Micheline Calmy-Rey, eletta senza troppe sorprese per succedere in Consiglio federale al posto di Ruth Dreifuss.

Con la sua annosa esperienza di consigliera di stato di Ginevra, incarna lo spirito urbano e multiculturale della Svizzera.

"Sono per una Svizzera federalista, multiculturale e plurilingue, attenta alle persone più deboli e alla regioni meno favorite" ha dichiarato Micheline Calmy-Rey, subito dopo la sua elezione in Consiglio federale.

La 57enne socialista ginevrina sostituirà dall'anno prossimo Ruth Dreifuss che abbandona le sue funzioni dopo quasi 10 anni di attività. Micheline Calmy-Rey diventa così il 106esimo membro del Consiglio federale e la quarta donna che accede ad una poltrona governativa.

Come previsto, nel duello finale si sono ritrovate le due candidate ufficiali del Partito socialista, Micheline Calmy-Rey e Ruth Lüthi. La ginevrina si è imposta logicamente al quinto turno, ottenendo 131 voti contro 68 assegnati alla friburghese.

La candidatura "selvaggia" dello zurighese Toni Bortoluzzi, lanciato in corsa con obbiettivi dimostrativi ed elettorali dall'Unione democratica di centro, non ha superato il quarto turno. Una decina di voti sono stati raccolti ai primi tre turni anche dalla ticinese Patrizia Pesenti, che aveva comunque già rinunciato alla sua candidatura.

Un voto senza sorprese

Rispetto alle ultime due elezioni - che hanno portato in governo Ruth-Metzler, Joseph Deiss e Samuel Schmid - questo scrutinio si è svolto praticamente senza sorprese. L'Assemblea federale ha accordato le sue preferenze a Micheline Calmy-Rey, che godeva, anche se in modo non esplicito, dei favori del suo partito.

Affiancando ufficialmente alla sua candidatura quella di Ruth Lüthi, i socialisti avevano infatti, volutamente o meno, avvantaggiato la ministra ginevrina. La sua concorrente friburghese non poteva sicuramente essere considerata un puro alibi: era entrata con convinzione nel suo ruolo di aspirante alla poltrona governativa e le sue qualità erano state riconosciute anche dagli altri partiti.

Ma la sua candidatura soffriva, come noto, di almeno due handicap maggiori. Da un lato, il canton Friburgo è già rappresentato in Consiglio federale dal ministro degli esteri, Joseph Deiss.

Dall'altro, le "origini linguistiche" di Ruth Lüthi non erano considerate puramente romande dalla Svizzera francese, che rivendicava questo seggio in virtù della tradizione politica. Una visione questa che ha riacceso le polemiche tra le regioni linguistiche.

Una scelta all'insegna dell'equilibrio

Anche per quanto riguarda i giochi politici, la scelta di Calmy-Rey sembrava più scontata. Seppure solo per qualche sfumatura, il suo profilo corrispondeva ancora meglio a quello ricercato.

La ministra ginevrina ha già dimostrato le sue capacità dirigenziali anche nel settore delle finanze e dell'economia, riuscendo a riequilibrare i conti di uno dei tre cantoni più indebitati della Svizzera. Potrebbe quindi assumere le redini di quasi tutti i dipartimenti federali.

Micheline Calmy-Rey rappresenta inoltre una città e un cantone forti, per non dire una regione, quella del bacino lemanico, che aspira a conservare un ruolo di primo piano in Svizzera. La sua elezione può essere inoltre considerata come una scelta in favore di una visione politica più urbana, moderna e aperta.

Una visione che, in Svizzera, si contrappone spesso a principi più rurali e tradizionali, come testimoniato dalle frequenti divisioni che emergono tra i cantoni e all'interno dei cantoni nell'ambito delle votazioni federali. Attualmente, una netta maggioranza dei membri del Consiglio federale provengono da cantoni periferici.

Gli altri principali partiti - ad eccezione chiaramente dell'Unione democratica di centro - non avevano nessun interesse ad urtare la volontà dei socialisti. Hanno optato per una politica di consenso e di equilibrio: le elezioni federali si avvicinano.

Lanciata la campagna per le elezioni federali

La campagna per il rinnovo del parlamento federale, nell'ottobre del 2003, sembra essere stata lanciata proprio in questa giornata, con una serie di attacchi verbali poco frequenti.

L'UDC, che nello scrutinio del 1999 aveva superato numericamente le altre forze politiche, ha approfittato ancora una volta dell'occasione per rivendicare un secondo seggio in governo. Una mossa destinata a colpire soprattutto gli avversari diretti, il Partito liberale radicale e il Partito popolare democratico, accusati di cedere troppo facilmente alla volontà dei socialisti.

Più di questa manovra, quasi abituale, ha probabilmente sorpreso il tono duro adottato nei confronti dell'UDC dagli stessi rappresentanti dei radicali e dei popolari democratici che hanno preso la parola alla tribuna. Confrontati ad una progressiva erosione di consensi popolari, a vantaggio dell'UDC, i due partiti tradizionali di governo sembrano voler passare al contrattacco, adottando una strategia più offensiva.

Armando Mombelli, swissinfo

Fatti e cifre

Micheline Calmy-Rey diventa il 106esimo membro del governo svizzero.
Sostituirà dall'anno prossimo la collega di partito Ruth Dreifuss.
È stata eletta al quinto turno con 131 voti contro 68 per Ruth Lüthi.
44 schede bianche. Tutte probabilmente di rappresentanti dell'UDC.
Il candidato di disturbo dell'UDC, Toni Bortoluzzi, è uscito di scena al quarto turno.

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