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Esportazioni in calo Orologi: la perfetta meccanica si è inceppata?



Il calo della domanda sui mercati asiatici figura tra le ragioni dei contraccolpi registrati dall'industria orologiera svizzera.

Il calo della domanda sui mercati asiatici figura tra le ragioni dei contraccolpi registrati dall'industria orologiera svizzera.

(Reuters)

Le esportazioni di orologi svizzeri sono diminuite di quasi il 10% nel 2016, in ribasso per il secondo anno consecutivo. Conseguenza diretta: tra 1500 e 2000 posti di lavoro sono stati soppressi nel giro di 12 mesi. Il 2017 sarà l’anno della stabilizzazione, come sperano i responsabili del settore orologiero? 

I datiLink esterno, diffusi giovedi dalla Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH)Link esterno, confermano che questo ramo economico sta attraversando da ormai due anni un periodo di stagnazione. Le esportazioni di orologi sono calate del 9,9% nel 2016 rispetto all’anno precedente, già segnato da una contrazione significativa del 3,3%.

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Dopo un aumento delle esportazioni di quasi il 40% tra il 2010 e il 2014, la FH relativizza e parla di un effetto di consolidazione del tutto normale. "I dati del 2016 sono più elevati di quelli del 2008, che rappresenta un anno di riferimento per molti settori dell'economia svizzera", ha indicato recentemente Jean-Daniel Pasche, presidente della FH, a swissinfo.ch. 

Numerosi fattori vengono avanzati per spiegare le difficoltà incontrate dall'orologeria svizzera: il calo della crescita nel mondo e in particolare in Asia, la lotta contro la corruzione in Cina e a Hong Kong, l’embargo contro la Russia, gli attentati in Europa, le incertezze provocate dal Brexit e il franco forte. 

Secondo alcuni attori e osservatori del settore, le ragioni andrebbero però ricercate più in profondità: troppo occupata a raccogliere i profitti conseguiti in Cina e sui mercati emergenti, l'industria orologiera non è stata in grado di reinventarsi e di adattarsi alle nuove aspettative dei consumatori, ritiene Grégory Pons, giornalista specializzato con sede a Ginevra. 

Questo contraccolpo ha in ogni caso serie conseguenze per l’impiego nell’orologeria. L'anno scorso, tra 1’500 e 2’000 posti di lavoro sono stati soppressi nelle 500 aziende attive nel settore, quasi la metà a causa di licenziamenti, indica François Matile, segretario generale della Convenzione padronale dell’industria orologiera svizzeraLink esterno. Questa cifra corrisponde al 3 - 4% del totale degli occupati nel settore.

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Come Jean-Daniel Pasche, François Matile considera tuttavia che la flessione in corso vada relativizzata. "Anche se questa situazione non fa piacere a nessuno, siamo ancora lontani dalla catastrofe. Questo calo giunge dopo diversi anni di forte crescita: tra il 2009 e il 2015, circa 10’000 nuovi posti di lavoro sono stati creati", ricorda François Matile. 

Agli occhi di Grégory Pons, il 2017 non si preannuncia sotto i migliori auspici, dato che l’orologeria svizzera sta attraversando una crisi profonda e duratura. Anche se è molto difficile fare previsioni, Jean-Daniel Pasche vuole essere rassicurante: il 2017 sarà l’anno della "stabilizzazione". Molti orologiai e fornitori, i più colpiti dalla crisi, nutrono la stessa speranza. 


Traduzione di Armando Mombelli

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