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Ferrara si ricongiunge al Po

Una volta da Ferrara passava il ramo principale del Po. Il Po di Volano è ora invece un ramo secondario, ma non per questo Ferrara ha smesso di essere una città d’acqua.

Per cercare di capire il rapporto di amore e odio di Ferrara con l’acqua, sono andata a parlare con Alessandro Bratti, assessore all’ecologia urbana della città estense.“Ferrara ha sempre avuto un rapporto molto complicato con l’acqua. Pur essendo ricca di paludi e con questo grande fiume che la lambisce, l’acqua è sempre stata vista come una minaccia più che come una risorsa.”

Come esempio, Bratti mi cita il fatto che tutte le case vicine al Po non hanno finestre rivolte al fiume. E poi a Ferrara non ci sono praticamente fontane!

Questo retaggio negativo è stato invertito e oggi Ferrara cerca di rivalutare come risorsa il Po e tutta la rete di canali di bonifica, in buona parte realizzati nell’800, che consentono la vita alla città e al territorio, che in molti casi si trova sotto il livello del mare. Ferrara si è sempre sviluppata per aggiunte, senza intaccare il centro storico, e la sua struttura urbana è intatta, tanto che è stata dichiarata dall’Unesco città patrimonio dell’Umanità.

L’ultima aggiunta è quella a nord che collega le mura all’argine del Po. Il piano regolatore ha destinato quella zona a rimanere protetta, quindi non edificabile. Ora è un parco urbano di 1200 ettari lasciati a campagna, attrezzato di percorsi ciclabili che arrivano fino all’argine del Po, dove si collegano alla più capillare rete di itinerari ciclo-turistici del Parco del Delta.

Il progetto ambizioso, spiega l’assessore, è che l’argine del Po possa fungere da collegamento tra tutti i comuni rivieraschi della provincia di Ferrara attraverso le piste ciclabili.

Ferrara è ufficialmente la città delle biciclette. In un territorio così piatto è il mezzo di trasporto ideale. Il comune ha perfino vinto il premio europeo della settimana della mobilità sostenibile, organizzando i trasporti pubblici con biciclette e mezzi di trasporto alimentati da combustibili alternativi.

Insomma, esemplare non solo in Italia, ma anche in Europa. È dunque in bicicletta che percorro i circa 8 chilometri della cinta di mura praticamente intatte di Ferrara.

swissinfo, Raffaella Rossello, Ferrara


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